di Daniele Bovi
«La situazione è un po’ meno grave di come è apparsa finora». Le parole sono dell’assessore comunale allo Sviluppo economico Michele Fioroni, pronunciate lunedì in consiglio comunale rispondendo ad un’interrogazione di Tommaso Bori (Pd) a proposito dello stabilimento Nestlé-Perugina di San Sisto. «Ho avuto modo di analizzare – ha aggiunto Fioroni – alcune informazioni relative alle quote di mercato e alla produzione di Perugina. Dati da cui emerge che i volumi produttivi tengono in maniera sostanziale. Le criticità, quindi, sono meno gravi del previsto».
Incontri L’assessore ha parlato anche del suo incontro con il management di Nestlé: un incontro informale «in cui abbiamo ragionato intorno alla situazione dei mercati di riferimento del marchio Perugina. La “crisi” dell’azienda, in realtà, è una crisi legata a tutto il mercato del cioccolato». Fioroni nel suo intervento ha fatto poi riferimento alla richiesta della Regione, spedita alla dirigenza di Nestlé, che vuole con l’azienda un incontro in tempi brevi per discutere dei problemi. Incontro «al quale parteciperà naturalmente anche il Comune di Perugia, con il sindaco Romizi che ha già dato la sua disponibilità».
LA REGIONE CONVOCA I VERTICI DELLA MULTINAZIONALE
Expo Da ultimo si è parlato dei piani di Nestlé in vista dell’Expo che aprirà i battenti a maggio: «La multinazionale svizzera – ha detto l’assessore Fioroni – ha intenzione di portare solo due marchi a Milano, uno è San Pellegrino e l’altro sono i Baci Perugina. Per questo, inoltre, sarà realizzato un Perugina Choco Store per un investimento complessivo di 800 mila euro».
La replica di Sgalla «Le dichiarazioni dell’assessore – dice Vincenzo Sgalla, segretario provinciale della Cgil – sollevano due grandi preoccupazioni: Perugina e il suo management navigano a vista, senza capacità progettuale, al contempo l’amministrazione comunale di Perugia dimostra scarsa dimestichezza con la materia del lavoro. L’assessore faccia una chiacchierata con le nostre Rsu, anche informale, visto che predilige questa forma. Comprenderà le difficoltà gravi che attraversa Perugina e potrà dare una mano a trovare le soluzioni ai problemi di cui la fabbrica certamente soffre. Siamo disponibili a spiegare all’assessore cosa intendiamo fare come sindacato a supporto dei lavoratori nei prossimi mesi, in modo da creare una strategia comune come città di Perugia per far ripartire lo stabilimento di San Sisto».
La nota del Pd «Una vertenza importante e complessa come quella che coinvolge i lavoratori della Perugina Nestlè non può essere affrontata con la superficialità dimostrata ieri, in consiglio comunale, dall’assessore Michele Fioroni». Così, in una nota, i segretari del Pd di Perugia e dell’Umbria Francesco Maria Giacopetti e Giacomo Leonelli. «Riteniamo – sottolineano i due – che poche notizie su qualche sporadica campagna di marketing e una pacca sulla spalla da parte di un pezzo del management aziendale non possano bastare a rassicurare le centinaia di lavoratori da ormai un anno e mezzo con contratto di solidarietà. E non possono esserci strade ‘informali’ per garantire la tenuta della produzione e i livelli occupazionali». «Da tempo – spiega la nota – le Rsu aziendali segnalano elementi di forte preoccupazione. La presidente Marini ha recentemente chiesto un incontro ufficiale con i vertici della multinazionale. Oggi ci uniamo all’appello dei sindacati perché i lavoratori e le istituzioni adottino una strategia comune per affrontare la vertenza. Auspichiamo, dunque, che il Comune di Perugia si faccia interprete al più presto della necessità e dell’urgenza di partecipare un percorso comune per la positiva risoluzione della vertenza Perugina-Nestlè».
La replica dell’assessore «La soglia di attenzione è altissima e non c’è nessuna volontà di sminuire la situazione che sta vivendo lo stabilimento perugino della Nestlè”. E’ quanto afferma l’assessore Michele Fioroni all’indomani del question time nel quale si è anche parlato della Perugina. “E’ bene precisare, onde evitare strumentalizzazioni di quanto detto, che la risposta data in consiglio comunale era frutto di un ragionamento più elaborato che partiva da una lettura del mercato basata su fonti Iri Infoscan per andare ad ipotizzare possibili scenari futuri. La contrazione dei volumi d’affari non riguarda solo la Perugina, ma più in generale il mercato del cioccolato, con rare eccezioni. L’azienda ha però dimostrato una buona capacità di mantenimento della quota all’interno della GDO mostrando semmai qualche segnale di sofferenza in più sull’out of home. Come già detto la presenza del brand “Baci” all’interno del supermercato di Expo 2015 gestito da Coop rappresenta sicuramente un buon segnale in chiave di volontà di sostenere il brand stesso».
Twitter @DanieleBovi

800 persone riescono a coprire i costi dello stabilimento di SanSisto?,All’ expò portano un marchio,non una citta’ o uno stabilimento.Fanno bene i sindacati a preoccuparsi,la politica purtroppo continua imperterrita a non preoccuparsi,ma è mai possibile che nessun politicante pensi alle persone che rischiano il posto di lavoro?LA PERUGINA E, RIMASTA IL SOLO MARCHIO IMPORTANTE DI QUESTA CITTA’ E NON CI SI PUO’ SCHERZARE SOPRA O FARE DICHIARAZIONI FRUTTO DI SOGNI NOTTURNI