Dopo mesi di incertezza finalmente tirano un sospiro di sollievo non solo i cittadini, ma anche più di 200 tra tour operator e agenzie di viaggio in Umbria. Sembra infatti che, nonostante le tensioni internazionali rimangano un grande interrogativo, per l’estate 2026 le prenotazioni siano finalmente ripartite. Secondo gli esperti, rimane forte il turismo di prossimità, le prenotazioni più vicini alla partenza, e un mercato in crescita dopo anni difficili tra pandemia e conflitti.
Conseguenze delle tensioni in Medio Oriente Per Federico Tagliolini, presidente di Fiavet Umbria, l’associazione di categoria del settore agenzie di viaggio e tour operator, sentito da Umbria24, niente boom di prenotazioni anticipate per il 2026. Secondo il presidente, infatti, «tutte le previsioni ora sarebbero solo fumo negli occhi». Molte famiglie hanno deciso di rimandare la scelta per possibili vacanze estive – che di solito arrivano sulle scrivanie delle agenzie già a partire da febbraio – «frenate dall’incertezza legata al conflitto tra Iran e Israele, dai timori per possibili ripercussioni sul traffico aereo e dal rischio di nuovi rincari dei carburanti ed energia». Incertezze, che quindi, hanno portato ad una particolare «contrazione» che solo in queste prime settimane di giugno sembra essersi fermata, con il graduale ritorno della fiducia del viaggiatori.
Mercato in lenta ripresa Se da un lato infatti le persone hanno avuto paura nei mesi scorsi «nel vedere costantemente immagini di missili e sentendo di “spazi aerei chiusi”», dall’altro si torna lentamente a viaggiare, spiega Tagliolini. «I tempi di riassorbimento di una situazione geopolitica oggi sono molto più brevi rispetto a tanti anni fa: inizialmente c’è un forte impatto mediatico, poi le persone capiscono dove si trova realmente il problema e riprendono a muoversi». In questo senso, alla ripresa contribuisce anche l’era digitale; la velocità con cui oggi circolano gli aggiornamenti dal mondo infatti, ha avuto anche un effetto positivo: dare una «maggiore consapevolezza» che, secondo il presidente, ha restituito fiducia ai viaggiatori. «Alcuni hanno già riprenotato, altri lo faranno nelle prossime settimane. Piano piano il mercato si sta rimettendo in moto».
Le preferenze degli Umbri Secondo Fiavet, gli umbri continuano a dividersi tra le tante opzioni del litorale italiano e le Dolomiti per gli amanti della montagna. Anche se, dopo il boom del turismo di prossimità quasi ‘obbligato’ registrato durante gli anni della pandemia, i cittadini «sono tornati a guardare con interesse anche oltre i confini nazionali». In Italia le destinazioni più richieste restano le grandi classiche dell’estate, con Sardegna, Puglia, Sicilia e Calabria che continuano ad attirare la maggior parte delle prenotazioni al momento. Mentre sul fronte estero: Grecia e Spagna tra le mete preferite, sia per le città che per le isole, dalle Baleari alle Canarie, passando per le numerose località dell’arcipelago greco. «L’umbro oggi è abbastanza eterogeneo nelle sue scelte», spiega il presidente di Fiavet Umbria. «Apprezza quello che offre l’Italia, dal mare alle Dolomiti, ma allo stesso tempo non rinuncia a esplorare nuove destinazioni all’estero». Nonostante le tensioni internazionali degli ultimi mesi, tornano «lentamente» a crescere anche le richieste per destinazioni del Nord Africa e del Mediterraneo orientale. In più, per i futuri maturandi, il meritato ‘viaggio di maturità’ sarà all’estero; le richieste si concentrano maggiormente su località come Corfù e Zante in Grecia o Pag in Croazia, destinazioni che da anni continuano ad attirare migliaia di ragazzi.
Fiavet non fa previsioni Prudente poi la posizione di Tagliolini rispetto alle stime elaborate dal tour operator Vamonos Vacanze per il 2026. Stando a quanto riportato si prevede una spesa turistica di circa 1 miliardo e mezzo da parte degli umbri, con la provincia di Perugia da 1.14 miliardi, che varrebbe quasi 3 volte quella di Terni, con 400 milioni. Pur riconoscendo il valore degli studi infatti, l’associazione delle agenzie di fronte a questi dati invita alla cautela. «I numeri si fanno a fine anno e non durante la stagione», osserva il presidente, sottolineando che il mercato turistico è costantemente influenzato da variabili, spesso imprevedibili. Le tensioni internazionali degli ultimi mesi ne sono un esempio, la pandemia un altro. Per questo, secondo Fiavet, più che alle proiezioni a lungo termine «occorre guardare all’andamento reale delle prenotazioni e ai dati che emergeranno al termine della stagione». Va specificato che lo studio del tour operator non è una rilevazione diretta della spesa effettivamente sostenuta dalle famiglie né di un dato ufficiale certificato da enti pubblici. Le cifre riportate derivano da una stima elaborata dal tour operator a partire sia dalle previsioni di crescita del comparto turistico diffuse da Demoskopika, sia da indicatori territoriali relativi a popolazione residente, reddito disponibile, capacità di spesa e propensione al viaggio, insieme a informazioni provenienti da Istat, Banca d’Italia ed Eurostat.
