L'ad di Nestlé Italia Leo Wencel all'uscita dall'incontro (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri, Daniele Bovi e Maurizio Troccoli

Portare il Bacio in tutto partendo dal rifacimento completo della sua “casa” ovvero la fabbrica di San Sisto, che dovrebbe superare l’atavico problema della stagionalità del lavoro anche grazie alla produzione della cialda. Il tutto da raggiungere con un investimento di 60 milioni di euro in tre anni e zero esuberi. E’ questo il Piano industriale che Nestlé Italia ha presentato ai sindacati e alla Rsu in un incontro durato oltre tre ore nella sala giunta della Confindustria, al secondo piano della palazzina di via Palermo.

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Bacio al centro La fabbrica di San Sisto si focalizzerà quindi sulla produzione core dell’azienda, il cioccolato di eccellenza: al cuore di questa strategia saranno i Baci Perugina. «Il Gruppo crede fortemente nello storico marchio e il piano lo dimostra, perché mira a farlo crescere in Italia e in tutto il mondo – ha sottolineato Wencel -. Per questo abbiamo messo in campo importanti investimenti e una squadra composta da manager forti di risultati significativi in operazioni di riposizionamento e aumento delle vendite nel mercato italiano e internazionale. Siamo orgogliosi di poter dare il nostro contributo nel  confermare Perugia come capitale italiana del cioccolato, anche a livello internazionale». Wencel ha confermato che: «dal primo settembre (il contratto di solidarietà scade il 28 agosto,ndr) tutti i lavoratori saranno ai loro posti, non ci saranno esuberi».

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Modello San Pellegrino L’azienda, rappresentata ai massimi livelli dal direttore delle relazioni industriali Nestlé Italia, Leo Wencel, ha sostanzialmente presentato la riproposizione del “modello San Pellegrino” ovvero il piano di successo di rilancio su scala mondiale dell’acqua (1,3 miliardi di pezzi venduti in 145 Paesi). Non è un caso che a occuparsi del progetto del Bacio sarà Valeria Norreri, fautrice di quel piano di sviluppo, ora diventata manager della ‘Confectionery international business unit’. «I Baci Perugina – spiega Norreri – hanno un patrimonio di tradizione eccezionale e i risultati di vendita finora raggiunti in alcuni Paesi ci confermano che ha le potenzialità per vincere all’estero. Ora abbiamo l’opportunità di valorizzarlo con forza nei mercati internazionali, puntando sul talento italiano che mette insieme la qualità del saper fare con la passione e lo stile di vita. Insomma cioccolato ma non solo: racconteremo del piacere di circondarsi di piccole cose, di gesti d amore, del flirting all’italiana, per regalare momenti indimenticabili firmati Baci Perugina”. La nuova Business unit nasce all’interno della Divisione Dolciari di Nestlé Italiana, di cui Business executive manager sarà Bruno Emmenegger, che avrà innanzitutto il compito di consolidare e sviluppare il business dolciari in Italia. Emmeneger ha sottolineato come «un marchio storico, prestigioso e di qualità come Perugina può e deve cogliere tutte le opportunità offerte da nuove abitudini di consumo e nuovi canali di vendita, continuando il lavoro svolto sin qui e conquistare, oltre all’Italia, anche altri mercati e sempre più consumatori».

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Investimenti per 60 milioni Il piano proposto punta a potenziare lo stabilimento di San Sisto per confermarne la posizione come uno dei poli produttivi di eccellenza del cioccolato all’interno del gruppo Nestlé, con lo scopo di «fare di Perugina un simbolo del Made in Italy in tutto il mondo, come accaduto nel settore delle acque per il marchio S. Pellegrino». Dunque, nell’arco di tre anni, verranno investiti 15 milioni per l’innovazione profonda dello stabilimento di San Sisto (con soluzioni innovative anche per ciò che riguarda l’approvvigionamento energetico). Altri 45 milioni serviranno per la strategia di sviluppo commerciale, che – è stato precisato – «è indirizzata dunque non soltanto al mercato interno, ma anche alla crescita nei mercati esteri con interessanti opportunità di contro-stagionalità della produzione». Già oggi il 40% dei volumi prodotti a San Sisto è destinato ai mercati esteri con le tavolette di cioccolato Nestlé per tutta l’Europa. Il piano di ammodernamento aiuterà ora a far recuperare allo stabilimento la competitività necessaria a sostenere il piano di espansione del business.

FOTOGALLERY: INCONTRO IN CONFINDUSTRIA

Cialde gelato Un altro elemento importante emerso nel corso dell’incontro riguarda la possibilità, attraverso una joint venture mondiale con R&R (Eskigel), di portare a Perugia la produzione dei coni gelato in grado, secondo i presenti, di risolvere l’annoso problema della stagionalità.

Rossana e Ore Liete Nel corso dell’incontro, l’azienda ha infine smentito l’avvenuta cessione della Rossana e del marchio Ore Liete, ma ha sottolineato che sta valutando le opzioni e che non investirà su prodotti che considera residuali (per Rossana il 2% del fatturato).

Sindacati e Rsu: «Finalmente progetto di rilancio» Restano dei nodi da sciogliere, ma quella dei sindacati è una reazione sostanzialmente positiva al Piano industriale. «Si è finalmente parlato – si legge in una nota unitaria di Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e delle Rsu – di un nuovo percorso di sviluppo in grado di rilanciare la Perugina come eccellenza in Italia e nel mondo. È un risultato che abbiamo ricercato, come organizzazioni sindacali, mettendo in campo varie iniziative, facendo pressioni e avanzando nostre proposte specifiche di rilancio portate direttamente a Ginevra». Un fotografia efficace è quella di Armando Savignano della Fai Cisl: «Qualora il piano venga realizzato, e vigileremo su questo, si può dire che il sogno di Luisa Spagnoli di portare il Bacio nel mondo verrà realizzato».

I dubbi I lavoratori si riservano di «effettuare i dovuti approfondimenti e manteniamo le nostre riserve sul versante occupazionale. Non condividiamo – puntualizzano – la volontà di vendita delle caramelle Rossana e delle Ore Liete. Siamo tuttavia convinti della necessità di continuare e intensificare il confronto, a livello generale e di sito, per ricercare un accordo quadro sugli obiettivi del progetto e sulla gestione del percorso da instaurare». Il nodo principale resta quello della fase di transizione nel lungo periodo dei lavori sulla fabbrica. «Chiediamo con forza – afferma Mauro Macchiesi, segretario nazionale Flai Cgil – che vengano inseriti nel Piano gli ammortizzatori per gestire quella fase. E’ comunque positivo che venga superata la fase del contratto di solidarietà». Il confronto è aggiornato al 7 aprile, nel frattempo si avvieranno incontri tecnici di approfondimento a livello di sito, dove lunedì 7 i sindacati terranno assemblee.

Modello tedesco Proprio questi “incontri tecnici” sono uno degli elementi di principale soddisfazione per i sindacati. «Abbiamo detto chiaro all’azienda – afferma Michele Greco della Flai Cgil – che a noi non basta il Piano, ma vogliamo partecipare alla sua applicazione e vigilare passo dopo passo discutendo con loro, in una sorta di modello tedesco di relazioni sindacali. Vogliamo sporcarci le mani e lo faremo fin da subito e già il fatto che ci sia apertura su questo ci conferma la bontà di quanto fatto finora».

Gli incontri Nel pomeriggio i manager della multinazionale incontreranno a palazzo dei Priori anche il sindaco Andrea Romizi e l’assessore alle Attività produttive del Comune, Michele Fioroni. E una visita è programmata anche al cardinale Gualtiero Bassetti, che in questi mesi si è occupato a più riprese dei lavoratori, anche con una visita allo stabilimento e segue l’evolversi dei fatti con preoccupazione. Folta la delegazione dell’azienda: al tavolo ci sono per Nestlé Italia l’amministratore delegato Leo Wencel, il direttore delle relazioni industriali Gianluigi Toia, il direttore delle risorse umane Giacomo Piantoni, il direttore corporate strategy Massimo Ferro, il manager dell’area confectionery Valeria Norreri, il business executive manager Bruno Ermmenegger, il direttore tecnico Marco Toppano e il direttore corporate affairs Manuela Kron. Per quanto riguarda lo stabilimento di San Sisto ci sono il direttore dello stabilimento Francois Pointet e il direttore delle risorse umane Stefano di Giulio. Per i sindacati sono presenti tra gli altri Mauro Macchesi della Flai Cgil, Armando Savignano e Giorgio Galbusera della Fai Cisl e, naturalmente, la Rsu con Luca Turcheria.

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