La Camera di commercio di Perugia

di Daniele Bovi

Per usare un’espressione abusata, un piano lacrime e sangue; di sicuro delle sforbiciate dopo le quali la Camera di commercio di Perugia sarà un qualcosa di diverso rispetto ad oggi. Nei giorni scorsi la nuova giunta di Giorgio Mencaroni ha dato il via libera al documento di programmazione strategica 2015-2017 in cui, necessariamente, si devono fare i conti con il drastico calo di risorse a disposizione. A togliere soldi dalle casse di Largo Cacciatori delle Alpi è il decreto legge varato nei mesi scorsi dal governo che riduce, e di molto, il diritto annuale che le imprese devono versare alle Camere. Per il 2015 la sforbiciata è del 35%, che sale al 40% nel 2016% e al 50% nel 2017. Tradotto in euro, questo significa ad esempio che il prossimo anno l’ente dovrà fare a meno di qualcosa come 3,3 milioni di euro: dai 9,5 del 2014 si passerà infatti a 6,2. Un taglio con l’accetta che inevitabilmente lascerà sul campo delle ferite.

Mencaroni taglia A questo punto Mencaroni insieme a dirigenti, consiglio e giunta ha passato ai raggi X i conti operando sforbiciate dolorose che riguardano sostanzialmente gli oneri di funzionamento e tutta la galassia delle partecipazioni. Il tutto con lo scopo di tagliare ciò che viene considerato superfluo salvaguardando così quella che è la funzione principale delle Camere, ovvero il supporto e la promozione degli interessi delle imprese del territorio. In primis si parte dalle sedi: quella di Ponte San Giovanni, dove c’è l’ufficio metrico che verrà spostato in Largo Cacciatori delle Alpi, verrà messo in vendita mentre per le sedi di Foligno e Città di Castello non verrà rinnovato il contratto di affitto. Per quanto possibile, tutto verrà accentrato a Perugia.

Partecipazioni Quanto al capitolo delle partecipate, si ridurranno le quote associative, si darà il 35% in meno a Promocamera e Centro estero, si razionalizzerà e si riconsidereranno anche le risorse date a Quadrilatero. Le partecipazioni in Assonet, Ic Outsourcing, Job Camere, Patto 2000 e Sil poi verranno dismesse. Quanto a Sase, ovvero la società che gestisce l’aeroporto ‘San Francesco’, si fa un ulteriore sforzo dandole il 10% della maggiorazione sul diritto annuale così da contribuire alla copertura del passivo 2014 (oltre 700 mila euro). La giunta poi dà il via libera anche ad un’operazione della quale si era discusso nei mesi scorsi, ovvero l’uscita dalla Fondazione Umbria Jazz. La Camera ha deciso di tirarsi fuori con la promessa di dare un contributo ogni anno commisurato alle possibilità. L’ultimo assegnato è in linea con la nuova austerità: 65 mila euro invece di 100 mila.

La novità riguarda il Festival dei Due Mondi: Largo Cacciatori delle Alpi se ne va anche da Spoleto e porta da 30 mila a 19 mila euro il suo contributo alla kermesse diretta da Giorgio Ferrara. Con molta attenzione poi Sviluppumbria dovrà guardare nelle prossime settimane alle mosse della giunta camerale, dato che Mencaroni ha messo nel mirino anche la partecipazione dentro la società regionale. Per quanto riguarda invece la Fondazione Perugia 2019, oltre all’uscita la Camera non verserà più un euro per i programmi futuri del sodalizio costruito per cercare di diventare, senza riuscirci, Capitale europea della cultura 2019. Controlli più stringenti inoltre saranno fatti sulle imprese che non pagano il diritto camerale, mentre altre misure di contenimento della spesa riguardano l’internalizzazione del call center, la drastica riduzione degli abbonamenti a riviste e periodici, la rinegoziazione dei contratti e la revisione degli incarichi dati a professionisti esterni.

Twitter @DanieleBovi

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3 replies on “Perugia, i tagli della Camera di Commercio: via da Due Mondi e UJ, chiusura e vendita delle sedi”

  1. La conclusione e’ che tagliamo i servizi ai cittadini e alle imprese pur di mantenere in piedi le partecipazioni.

    Io dico PRIMA tagliamo TUTTE le partecipazioni , POI portiamo a zero gli stipendi dei dirigenti e solo alla FINE chiudiamo gli uffici sul territorio.

  2. troppo tardi…quanti soldi dei cittadini negli anni passati sono stati sperperati e regalati!?
    “facciamo la porta quando le bestie sono fuggite”
    antico proverbio e sempre (ahinoi) attuale!

  3. E’ questo il tipico esempio di costi sociali.
    La CCIAA riduce i suoi costi (di poco) ma l’accentramento dei suoi servizi a Perugia li aumenta alle centinaia di cittadini che ora devono recarsi a Perugia (Tempo perso, benzina, parcheggi ecc).
    In un’ottica sociale la “collettività spende di più o di meno?
    Il comune dovrebbe concordare con la CCIA un contributo per mantenere servizi vicini, per evitare inutili spese ai cittadini che amministra,…. se solo si parlassero.

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