Ultimi mesi del 2011 negativi per il manifatturiero della provincia di Perugia

di Daniele Bovi

L’ultimo trimestre del 2011 non ha lasciato in eredità risultati positivi per l’economia della provincia di Perugia. Secondo l’analisi della Camera di Commercio del capoluogo infatti soffrono sia il comparto manifatturiero, che accusa ulteriori arretramenti per quanto riguarda fatturato, ordini e produzione, sia il commercio dove però è da segnalare la tenuta della cosiddetta grande distribuzione. Scorrendo i dati forniti dall’ente camerale colpiscono, negativamente, quelli che mostrano ancora una volta come a subire le conseguenze più pesanti siano soprattutto le micro-imprese, quelle da uno a nove dipendenti che costituiscono la spina dorsale del tessuto economico della regione. I segni meno che riguardano produzione, fatturato e ordini (rispettivamente -8,2%, -7,6% e -7,3% rispetto allo stesso trimestre del 2011), marciano ad un ritmo doppio e in alcuni casi anche triplo rispetto a quello delle imprese più grandi (da 10 a 49 dipendenti e oltre i 50).

I numeri Nel complesso, su base tendenziale (cioè prendendo a riferimento lo stesso periodo dell’anno precedente), produzione, fatturato e ordini calano ulteriormente del 3,4, 3,5 e 3,7%. Nel quarto trimestre però si è fermato anche l’export con fatturato e ordini sostanzialmente piatti. A preoccupare poi è il confronto con il Centro Italia e con il Paese nel suo complesso: il dato della provincia di Perugia infatti è largamente peggiore per quanto riguarda la produzione (-3,4% contro il -1,7% del Centro e il -1,7% dell’Italia), fatturato (-3,5% contro -0,4% e -0,7%) e ordini (-3,7% contro -1,5% e 2%). I numeri che raccontano la congiuntura inoltre, ossia il confronto con il trimestre precedente, parlano di un ulteriore deterioramento del quadro economico.

Giù i consumi Tra ottobre e dicembre poi neanche lo shopping natalizio ha fatto miracoli: nel quarto trimestre infatti si è accentuata la contrazione dei consumi (specialmente al dettaglio, alimentari e non) attestandosi a quota -3,8% rispetto allo stesso periodo del 2010, uno 0,2% in più se si prendono a riferimento i mesi che vanno dallo scorso luglio a settembre. Dal confronto territoriale emerge poi che il –3,8% è più contenuto rispetto ai valori del Centro (-4,7%) e della media nazionale, – 4,1%. In uno scenario di questo tipo regge invece la grande distribuzione che spunta un +1,8%. Scrutando il futuro sia il manifatturiero che il commercio prevedono un primo trimestre dell’anno negativo. «Sono dati pesanti – commenta il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni – che per di più testimoniano una progressiva perdita di competitività nei confronti dell’area Centro Italia, dove il manifatturiero appare più resistente e dinamico.  Il commercio, di contro, pur nelle sue negatività, ottiene risultati migliori rispetto alle regioni vicine e alla media Italia».

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