Sono attesi almeno 5oo mezzi pesanti in fila a passo d’uomo sulla Perugia-Bettolle per dire no all’introduzione del pedaggio a partire dal 2012. I particolari della manifestazione di protesta sono stati forniti nel corso di una conferenza stampa degli stati maggiori della Cna dell’Umbria e della Cna di Arezzo per la presentazione dell’iniziativa di protesta “Tir lumaca”.
Il tragitto e i punti di raccolta Il serpentone si snoderà sulla bretella stradale di collegamento tra Perugia e la Toscana la mattina del 24 giugno, per concludersi con un’assemblea all’autodromo di Magione. L’appuntamento è per le 7.30 del mattino nei vari punti di raccolta individuati per chi proviene dai vari territori:
Mezzi provenienti da Spoleto – Foligno – Bastia
Centro fieristico Maschiella (Bastia Umbra)
• Mezzi provenienti da Città di Castello – Umbertide – Gubbio
Stazione servizio IP (Zaganelli) E45 – loc. Ponte Valleceppi
• Mezzi provenienti da Todi – Marsciano – Deruta
Stazione servizio Q8 (Grill Service) – SS 3 Bis E45 – Km 66,830 – Loc Sant’Andrea di Agliano
• Mezzi provenienti da Perugia e zone limitrofe
Stazione servizio TOTAL (Placidi) – E45 Km 69,670 – Loc. Ponte S. Giovanni
• Mezzi provenienti da Toscana – Castiglione del Lago – Magione – Tuoro – Passignano – San Feliciano – Città della Pieve
Uscita superstrada Castiglione del Lago (direzione Perugia)
Almeno 500 mezzi «Prevediamo la presenza di almeno 500 automezzi che occuperanno una sola corsia di marcia – annuncia Roberto Giannangeli, direttore della Cna provinciale di Perugia, promotore dell’iniziativa -. Ma non escludiamo una partecipazione addirittura superiore perché le adesioni continuano a pervenire ai nostri uffici. Su questo tema stiamo ottenendo un consenso diffuso, a dimostrazione che i timori sono largamente condivisi, sia tra le imprese che tra i cittadini».
Perché no Annunciate le adesioni di numerosi parlamentari eletti in Umbria, di rappresentanti delle istituzioni umbre e Toscane, della Cna di Siena. «Riteniamo che l’introduzione del pedaggio su una strada priva, oltretutto, delle caratteristiche tecniche adeguate, sia un’autentica follia – afferma Andrea Sereni, presidente della Cna provinciale di Arezzo -. Mancano le corsie di emergenza, aree di sosta e parcheggio per i mezzi pesanti, il manto stradale è ampiamente dissestato, con pesanti conseguenze in termini di sicurezza. Senza contare che non esiste una viabilità secondaria alternativa degna di questo nome. Il ministro Altero Matteoli ha affermato che il pedaggio servirà anche alle spese di adeguamento del raccordo, ma non si può chiedere ai cittadini e alle imprese di pagare in anticipo per servizi che, forse, si otterranno solo domani».
Un’altra tassa Unanime la contrarietà espressa dalle associazioni provinciali della Fita (trasporto merci e persone) di Arezzo, Perugia e Terni, rappresentate da Giuseppe Brasini, Enrico Ceccarelli e Piero Guidetti «Il pedaggio rappresenta un’ulteriore tassa per le imprese, soprattutto per quelle del settore trasporti, già penalizzate dai continui aumenti del gasolio, del bollo, delle polizze assicurative, delle tasse di soggiorno introdotte in vari comuni».
Serve crescita «Invitiamo il ministro a riflettere maggiormente su una decisione che danneggerà le imprese, i cittadini, il turismo – dichiara Giancarlo Cardinali, vice presidente della Cna provinciale di Perugia -. Si concentrino invece le risorse per risolvere gli enormi problemi infrastrutturali del territorio, privo di collegamenti stradali e ferroviari». «L’occasione – conclude Giannangeli – servirà anche a ribadire la richiesta di nuove politiche per favorire la crescita della piccola impresa diffusa».


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