E’ Assisi la regina di Pasqua per ciò che riguarda il turismo. Lo sostiene l’Osservatorio di trivago.it, il celebre motore di ricerca di hotel.

I dati Secondo Trivago 8 italiani su 10 rimarranno sul territorio nazionale e solo il 20% opterà per una Pasqua fuori confine. Tra le 20 città più ricercate d’Italia Assisi “sbaraglia la concorrenza” registrando la disponibilità alberghiera più bassa, mentre a livello di prezzi Pisa risulta la più conveniente assieme a Rimini e Palermo. Da nord a sud i viaggiatori italiani hanno espresso le proprie preferenze di Pasqua optando prevalentemente per città d’arte e destinazioni al mare. La vera regina di questo ponte è però Assisi che risulta al momento la città con il minor numero di hotel ancora prenotabili online. La città serafica registra un’occupazione alberghiera dell’85%, più alta di Venezia (83%) e Firenze (79%). Un Pasqua sotto tono invece per Milano e Bologna dove rimangono ancora disponibili oltre 6 strutture su 10.

Prezzi A livello di prezzi, Assisi si attesta sui 108 euro in media a notte. Pisa conquista quest’anno il primo posto tra le città più convenienti nel fine settimana di Pasqua (18- 21 aprile) con una media di 80€ a camera a notte, seguita da Rimini a 81€ e Palermo 84€. Perugia è sesta con 92€.

Ricci: «Risultato importante» Per il sindaco di Assisi, Claudio Ricci è «un risultato importante e incoraggiante che discende dalla promozione attivata, dai restauri realizzati, le nuove infrastrutture e gli spazi per eventi e servizi, unitamente alla promozione culturale verificatasi con Papa Francesco. Certamente la non applicazione della tassa di soggiorno e la libera fruizione di Basiliche e Chiese (veri e propri musei con oltre 20.000 mq di affreschi pittorici), unitamente ad un buon sistema di accoglienza, ha determinato il positivo risultato. Occorre continuare su questa strada, anche di collaborazione con tutte le categorie legate al turismo e le istituzioni francescane e diocesane, per dare all’accoglienza qualità (attivando il passa parola anche attraverso i Social Network) e, soprattutto, un valore etico culturale».