Gesti di solidarietà per i bambini di Gaza sono partiti dal carcere di Spoleto e sono stati consegnati al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, durante la visita all’istituto penitenziario che si è tenuta nelle scorse ore. «Questo è un bel segno di umanità – ha detto il cardinale incontrando la direzione, gli operatori dell’area educativa e la polizia penitenziaria – che viene da questo luogo di fatica, dolore, solitudine». La visita è iniziata al mattino con la Messa, alle 8, nella Casa San Giuseppe delle Suore della Sacra Famiglia di Spoleto. Pizzaballa ha poi visitato la Cattedrale, accompagnato dall’arcivescovo Renato Boccardo, prima di raggiungere il carcere.

PADRE IBRAHIM: «PACE IN TERRA SANTA È ANCORA POSSIBILE»

Carità Ad accoglierlo è stata la direttrice Bernardina Di Mario: «Un onore averla qui. Viene dalla Terra Santa, cuore della fede, ma oggi – ha ricordato – terra di dolore e morte. La sua presenza è importante e questo ricordo lo porteremo per sempre». Il cappellano, padre Marco Antonio Maria Uras, ha parlato della «catena di carità per Gaza» avviata dall’istituto: «Lei riceverà e porterà ai bambini di Terra Santa: questo è molto bello e significativo». Pizzaballa ha incontrato a gruppi i detenuti, pregando con loro e raccontando alcuni momenti della sua vita in Terra Santa. «Da 40 anni – ha spiegato – vivo in Terra Santa, ultimamente siamo dentro un periodo di grande dolore, dove odio e rancore sono il comune denominatore. Dobbiamo tenere accesa la fiamma della fiducia, un po’ come avviene in carcere».

Ricominciare Rivolgendosi ai detenuti, il cardinale ha parlato della possibilità di ricominciare anche nelle situazioni più difficili: «In tutte le circostanze, anche le più difficili e dolorose, si può trovare vita. Preservate dentro di voi il desiderio di vita, ricordando che a tutti è concessa la possibilità di salvezza». Al termine, Boccardo ha richiamato il legame tra le due realtà incontrate nella giornata: «Oggi qui si incontrano due sofferenze che sanno custodire la speranza». E ha indicato nel «ricominciare» il percorso comune: «È possibile guardare avanti, è ancora possibile fare qualcosa di bello, è possibile continuare a camminare».

Nata nel 1986, ha iniziato il suo lavoro da giornalista nel 2008 a Tuttoggi, approdando l'anno seguente al Corriere dell'Umbria, con cui tuttora collabora. In Umbria24 dal 2012, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, economia, attualità e politica. In passato ha collaborato anche con Panorama. Componente del Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti dell'Umbria.