di Dan.Bo.
Nonostante i dubbi di alcuni esperti di mercato e un terzo trimestre che si chiude, come annunciato mercoledì da Outokumpu, con una perdita operativa più pesante del previsto (89 milioni di euro), l’amministratore delegato della multinazionale dell’acciaio è sicuro: «L’importanza strategica della transazione (quella tra i finlandesi e Inoxum di ThyssenKrupp, ndr) resta invariata – ha detto mercoledì Mika Seitovirta – e si prevede di realizzare, in sinergia, un risparmio annuo di circa 200 milioni di euro». Insomma, nonostante la vendita del gioiello ternano per rispettare, come riferito dalla multinazionale, la volontà dell’Antitrust Ue che dovrà pronunciarsi sulla fusione entro il 16 novembre, l’acquisto di Inoxum privo di tutta la Tk-Ast rimane «una buona mossa».
Risparmi «Entro la fine del 2014 – spiega Seitovirta all’agenzia Reuters – raggiungeremo oltre il 50% della quota di risparmi». Qualche punto percentuale in più rispetto alle precedenti previsioni. Comunque sia l’acquisizione di Inoxum aiuterà i finlandesi a diminuire l’eccessiva dipendenza dal mercato europeo e ad entrare in mercati come quello degli Stati Uniti e della Cina. E anche sui tempi di chiusura dell’affarre Seitovirta non ha dubbi: «Entro la fine del 2012». «Sono molto entusiasta – dice ancora – di iniziare l’attuazione del tanto necessario cambiamento strutturale e la creazione del nuovo leader mondiale di acciaio inox».
La trimestrale Tornando alla trimestrale presentata mercoledì, Outokumpu ha sostenuto che gli 89 milioni di perdita operativa (un anno fa, nello stesso periodo, erano 53) è da imputare all’indebolimento della domanda mondiale e alla caduta dei prezzi del nichel. Le prospettive non sono rosee neanche per l’ultimo trimestre dell’anno, in cui la multinazionale non si aspetta nessuna ripresa della domanda di acciaio, un livello di consegne piatte o appena superiori alle precedenti e una perdita operativa sostanzialmente stabile. Prospettive non entusiasmanti neanche per competitor come i coreani di Posco (che rumors danno come possibile futuro acquirente dello stabilimento di Terni) e Ak.

