Lavoratori Novelli in corteo (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Rinviato a mercoledì il summit per la Novelli. Ha fatto scattare la protesta dei lavoratori soprattutto dello stabilimento di Spoleto, la comunicazione arrivata venerdì pomeriggio con cui è stato rinviato dal 5 al 7 dicembre il tavolo tecnico al ministero dello Sviluppo economico, attore principale della trattativa di vendita del Gruppo che occupa 300 lavoratori in Umbria (Spoleto, Terni e Amelia) e altri 200 fuori regione (Lazio e Lombardia).

Operai protestano La tensione, confermano da ambienti sindacali, è stata piuttosto elevata per alcune ore con le maestranze che si sono sentite prese in giro da tutte le parti in causa, come più volte manifestato dai lavoratori. Il venerdì pomeriggio di passione è proseguito con una serie di interlocuzioni tra i sindacalisti e il Consiglio di amministrazione tecnico, guidato da Alessandro Musaio a cui sono stati chiesti impegni e certezze, a cominciare dal fronte delle spettanze. In questo senso dopo una prima richiesta di parte sindacale più elevata, il Cda si è impegnato a versare a tutti i dipendenti a tempo indeterminato 500 euro, mentre agli stagionali in base a quanto maturato e il resto a saldo. Ovviamente è ben più elevato il valore economico delle spettanze arretrate da recuperare.

Summit al Mise per la vendita In attesa degli accrediti sui conti correnti, comunque, gli occhi dei lavoratori sono tutti puntati sull’appuntamento di mercoledì al Mise. Non risultano previste nuove proteste a Roma né per ora in Umbria, ma più volte in questi ultimi giorni i sindacati hanno paventato lo sciopero a oltranza se al nuovo incontro ministeriale non si uscirà con una fumata bianca sulla vendita, l’unico acquirente con cui stanno trattando Mise e Cda tecnico sono le Fattorie Greco dell’omonima famiglia di Cariati (Cosenza) che in Calabria gestisce alcune cliniche.

La famiglia Novelli La situazione resta quella delineatesi giovedì scorso in base alla quale c’è la disponibilità di Torquato e Ferdinando Novelli a cedere al prezzo simbolico di un euro l’azienda in amministrazione straordinaria dal 2012 e con un passivo che ha raggiunto quota 120 milioni, mentre l’altro fratello Enzo Novelli resta fermo nella propria posizione, ossia l’indisponibilità a firmare almeno fino a quando non verrà mostrato il progetto industriale delle Fattorie Greco. Nelle ultime ore dalla famiglia Novelli viene fatta filtrare la presenza di un’offerta per l’acquisto per un ramo di azienda da 3 milioni di euro, di cui per ora non risultano riscontri né ulteriori dettagli. Sul punto va rilevato che l’indicazione di istituzioni e sindacati resta quella di evitare lo spacchettamento del Gruppo, che principalmente produce uova e pane, con l’obiettivo dichiarato di difendere i livelli occupazionali.

Mezzo milione di galline tra Spoleto e Amelia Nel caso dal Mise dovesse spuntare nuovamente una fumata nera, lo sciopero a oltranza paventato dai sindacati aprirebbe anche il delicatissimo fronte sanitario già attenzionato dalle autorità, a cominciare dalle prefetture di Perugia e Terni. Negli stabilimenti di Spoleto e Amelia, infatti, sono presenti complessivamente oltre mezzo milione tra galline e pulcini che senza acqua e senza cibo non sopravviverebbero a lungo.

@chilodice

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