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di M. R.

Vertice al Mise come da programma ma il gruppo Novelli non scopre le carte sulla vendita come invece lavoratori e sindacato avevano richiesto a gran voce con un presidio di fronte ai cancelli dello stabilimento di Spoleto (dove a sostenere la protesta dei dipendenti c’era anche il sindaco Fabrizio Cardarelli) e davanti al palazzo della prefettura di Terni, al via girandola di assemblee per la prossima settimana.

Presidio davanti ai cancelli: fotogallery

«Ci aspettavamo di più dal Cda»: video

Sindacati «Hanno dichiarato – riferiscono le sigle di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – che per avere notizie certe sull’acquirente o acquirenti servono ancora almeno due settimane, dicono che stanno approfondendo». Pare dunque che l’azienda stia valutando qunto c’è sul piatto. Come anticipato nei giorni scorsi, ci sono ben quattro manifestazioni di interesse ma ancora nessuna offerta vincolante. I trecento lavoratori umbri della Novelli attendevano con speranza l’incontro di questo venerdì per conoscere l’esito della fase di due diligence, curata dall’advisor Vitale&Co di Milano, ma a questo punto i tempi si allungano nuovamente. Un nuovo summit al ministero dello Sviluppo economico è stato già fissato per il prossimo 18 novembre e la conclusione dell’intero percorso è prevista entro la fine dell’anno.

Gruppo Novelli In più come noto si era ebìvidenziata anche la crisi di liquidità dell’azienda da quando sulla mensilità di settembre, in busta è finito solo un acconto di 500 euro provocando lo sciopero e creando pesanti difficoltà alle famiglie, ormai da quattro anni alle prese con la crisi del Gruppo. In questo senso, una boccata di ossigeno sarà rappresentata dal versamento di Agea che, è stato confermato, dovrebbe erogare all’azienda 1,3 milioni di euro relativi al Programma di sviluppo rurale 2007-2013, ma Inps, è emerso al tavolo, ha trattenuto 300mila euro per crediti arretrati. Entro il 10 novembre le organizzazioni sindacali hanno chiesto di dare conguaglio Irpef, saldo settembre e saldo ottobre o comunque una cifra non inferiore a 800 euro per il mese da poco trascorso. In base a quanto riferito dalle organizzazioni sindacali due settimane fa, la Regione avrebbe dato la propria disponibilità a sostenere un piano industriale serio che preveda il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, anche facendo ricorso agli strumenti che a breve saranno a disposizione in virtù del riconoscimento di Area di crisi complessa Terni-Narni. In ogni caso il 18 si torna al Mise, forse sarà quella la volta buona.

@martarosati28