Sono oltre 300mila i cittadini umbri, secondo la Cgil, soprattutto pensionati, ma anche disoccupati, lavoratori in mobilità, precari che usufruiscono degli ammortizzatori sociali, che da quest’anno non riceveranno più il modello Cud a domicilio. L’Inps ha infatti deciso, come conseguenza della spending review del governo Monti, di non inviare più i fogli, necessari a presentare la dichiarazione dei redditi e quindi – in molti casi – ad ottenere sgravi, rimborsi e diritti acquisiti (specie nel caso di lavoratrici e lavoratori precari).
Emergenza «Abbiamo una nuova emergenza nell’emergenza – ha dettoil segretario della Cgil provinciale, Vincenzo Sgalla – perché in questa fase di crisi drammatica, che vede la nostra regione e, in particolare, la provincia di Perugia colpite in maniera durissima, arriva un ulteriore peso che va a ricadere ancora una volta sulle spalle dei più deboli».
Servizio gratuti Per questo motivo, la Cgil e lo Spi Cgil, insieme al sistema servizi del sindacato (patronato Inca e servizio fiscale Caaf) hanno deciso di stampare gratuitamente i Cud di tutte le persone che ne faranno domanda presso gli oltre 50 uffici dislocati su tutto il territorio provinciale (naturalmente un servizio equivalente è organizzato anche in provincia di Terni).
Da lunedì Dunque, gli uffici del sindacato si preparano da lunedì, quando partirà ufficialmente la campagna fiscale, ad affrontare l’emergenza, non senza sottolineare però le responsabilità del Governo e dell’Inps. «Stiamo preparano iniziative di mobilitazione per contrastare questo ennesimo provvedimento che colpisce soprattutto le pensionate e i pensionati del nostro territorio – ha detto Graziano Massoli, segretario generale dello Spi Cgil di Perugia – vogliamo che le persone sappiano di chi sono le responsabilità».
Informare i lavoratori I responsabili provinciali di Inca e Caaf di Perugia, Roberto Panico, Wilma Gavini e Walter Fattorini, hanno sottolineato lo sforzo che da anni patronati e servizi fiscali devono sostenere per far fronte «alle continue esternalizzazioni di servizi che lo Stato sta compiendo». Infine, la Cgil sottolinea soprattutto la necessità di dare massima informazione a quelle fasce di lavoratori più deboli, in particolare precari, disoccupati e in mobilità, che spesso hanno diritto, presentando correttamente la dichiarazione dei redditi, a rimborsi che possono arrivare anche a cifre significative, ma che, non ricevendo il Cud a domicilio, potrebbero non presentare alcuna dichiarazione, vedendo così sfumare il proprio diritto e perdendo dunque un’occasione per alleviare almeno un po’ una condizione che si fa di giorno in giorno più drammatica.
