Dopo l’annuncio dell’inizio di maggio, in cui era stato comunicato il buon esito dell’operazione, arriva la firma del contratto per la cessione del ramo d’azienda: il marchio di biscotti Ore Liete passano da Nestlé al Gruppo Tedesco, che in Umbria da tempo ha acquisito Piselli. La notizia arriva a qualche giorno di distanza da un’altra cessione, quella delle caramelle Rossana che sono state vendute a un’azienda piemontese di Asti, la Fida. Due marchi, Ore Liete e Rossana, che erano in grado di generare meno del cinque per cento dei volumi produttivi dell’intero stabilimento di San Sisto. I biscotti, un’icona in Umbria, verranno ora prodotti nell’azienda da 30 mila metri quadri del Gruppo Tedesco, a Pierantonio. «L’acquisizione – dice Nestlé – amplierà ulteriormente l’offerta del Gruppo Tedesco e il passaggio del ramo d’azienda a un gruppo specializzato rappresenta un’occasione importante per un ulteriore sviluppo della presenza di Ore Liete nelle case degli italiani».
I commenti «Abbiamo privilegiato – osserva Leo Wencel, capo mercato di Nesté Italia – un’azienda focalizzata su questa tipologia di produzioni, in grado di garantire continuità e qualità a un brand conosciuto e apprezzato come Ore Liete. Proprio nel Gruppo Tedesco, con i 70 anni di presenza a Perugia e con la sua forte esperienza nel settore, abbiamo trovato la migliore opportunità per il loro futuro». «Siamo molto orgogliosi – dice dall’altra parte Agazio Tedesco, amministratore delegato del Gruppo – dell’acquisizione di un marchio amato come Ore Liete, perfettamente in linea con la nostra azienda, che è profondamente legata alla tradizione. Lavoreremo perché possa continuare ad accompagnare i momenti di condivisione degli umbri e degli italiani».
IL PIANO INDUSTRIALE DI NESTLÉ
Il piano La scelta di vendere i due marchi è coerente con la strategia pensata per lo stabilimento di San Sisto dalla multinazionale. Nel marzo scorso infatti, quando Nestlé a Perugia ha presentato il piano industriale, ha sottolineato che il futuro di San Sisto è quello di diventare un polo del «cioccolato di eccellenza», concentrando così energie e risorse economiche su quello che è il prodotto più importante. In tutto per lo stabilimento sono previsti 60 milioni di euro di investimenti in tre anni.
