In Umbria il 5 per mille continua a rappresentare una delle principali forme di finanziamento diffuso per il non profit, con un sistema caratterizzato da un’ampia platea di enti e da importi medi generalmente contenuti. I dati completi regionali non sono ancora aggregati in una sintesi unica pubblica per provincia, ma gli elenchi dell’Agenzia delle entrate permettono di delineare alcune tendenze strutturali.
La caratteristica principale dell’Umbria è la forte frammentazione del sistema: centinaia di enti risultano ammessi al beneficio, con una distribuzione che riflette il tessuto sociale regionale fatto di associazioni di volontariato, realtà sportive dilettantistiche e piccole organizzazioni locali.
Il peso maggiore si concentra stabilmente nel Terzo settore, che intercetta la quota principale delle scelte dei contribuenti, seguito dalle associazioni sportive e dagli enti legati a iniziative sociali e culturali diffuse nei territori comunali.
In Umbria il 5 per mille 2025 può essere descritto attraverso una stima solida basata sui dati ufficiali dell’Agenzia delle Entrate rielaborati per territorio. La provincia di Terni conta 365 enti beneficiari, circa 19.889 scelte dei contribuenti e un ammontare complessivo di circa 616 mila euro, con una media di poco inferiore ai 2 mila euro per ente e circa 31 euro per firma. Per la provincia di Perugia, non ancora disponibile in forma sintetica nei comunicati ufficiali, la ricostruzione si basa invece sulla distribuzione nazionale degli enti per sede legale: considerando che l’Umbria nel suo complesso conta circa 1.600–2.000 enti beneficiari totali, e che Terni ne rappresenta circa un quinto, Perugia si colloca in una forchetta stimata di circa 1.200–1.600 enti, cioè la quota largamente maggioritaria della regione. Questa stima non è arbitraria ma deriva dall’aggregazione dei dati puntuali per ente pubblicati dall’Agenzia delle Entrate e dalla distribuzione territoriale storicamente osservata nei dataset del 5 per mille, che mostra una concentrazione sistematicamente più alta nei territori provinciali più popolosi. In questo quadro, l’Umbria nel suo insieme si inserisce nella dinamica nazionale che nel 2025 ha visto 18,46 milioni di firme, oltre 602 milioni di euro distribuiti e circa 96 mila enti beneficiari, confermando un sistema fortemente frammentato e dominato dal Terzo settore, ma declinato a livello regionale con una forte prevalenza numerica della provincia di Perugia e una struttura più compatta e concentrata nella provincia di Terni.
La maggior parte delle risorse a livello italiano è destinata al Terzo settore, seguito da ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive dilettantistiche e una quota minore ai Comuni. Il caso umbro non si discosta dalla struttura nazionale, ma ne rappresenta una declinazione su scala ridotta. Anche qui si conferma una scelta dei contribuenti orientata soprattutto verso realtà conosciute direttamente o radicate nel territorio.
