di Ivano Porfiri
Nestlé-Perugina licenzia un delegato della Rsu per un posto su Facebook. La denuncia viene dalla Cisl, che lo definisce un atto che «mette in discussione la storia delle relazioni sindacali con il gruppo Nestlé». «Relazioni che sono state gettate al vento – commenta il segretario generale regionale Fai Cisl Umbria Dario Bruschi- con un atto unilaterale inaccettabile che è giunto come un fulmine a ciel sereno».
Il post incriminato Il post incriminato è del 30 ottobre: «Oggi – scrive – mi è capitato di leggere un provvedimento disciplinare in cui il capo del personale di questa azienda, e badate bene non il proprietario il padrone, ha usato un termine a dir poco vergognoso “COLLARE” qualcuno dei suoi superiori dovrebbe fargli un ripassino dei principi che l azienda per la quale lavora sbandiera ovunque .Il collare lo indossano i cani non le persone e certi personaggi che ricoprono certi ruoli dovrebbero stare attenti ai termini che usano in certi atti ufficiali tanto più che sembrerebbe che sto personaggio occupi il parcheggio per invalidi quando si reca a rinforzare i muscoli peccato il cervello non ne trae beneficio».
Licenziata per giusta causa Ad essere stata licenziata per giusta causa Marilena Petruccioli, lavoratrice dal 1996, Rsu aziendale e categoria protetta, in quanto nel 1997 ha subito un grave infortunio sul lavoro proprio in Perugina – dove ancora lavorava da precaria – che ha determinato una grave invalidità. Passata fissa nel 2002, con accordo tra le parti nel quale la lavoratrice rinunciava a qualsiasi tipo di ricorso verso l’azienda, al reparto Baci – Nocciole in una mansione da sempre considerata dal sindacato troppo pensante per le sue condizioni fisiche. A breve, infatti, dovrà sottoporsi ad un ulteriore intervento chirurgico.
Clamoroso autogol «Forse l’azienda – prosegue Bruschi – ha considerato Marilena Petruccioli una Rsu scomoda in quanto ha sempre espresso le proprie idee in maniera chiara e diretta? Il nostro dubbio è che il suo carattere passionale sia mal digerito da qualcuno nello stabilimento della Perugina. Tutti i livelli della federazione, sostenuta dalla Cisl, da oggi sono impegnati per opporsi a sanare legalmente questo clamoroso autogoal Nestlé, che sbandiera codici comportamentali di correttezza e moralità e poi all’oscuro di tutti licenzia una Rsu, soprattutto una lavoratrice con inabilità fisiche».
Assemblee Nei prossimi giorni – annuncia la Cisl – si terranno assemblee, già previste, alla presenza di coordinatori nazionali, nel corso delle quali verrà affrontata anche questa situazione. Il sindacato porterà avanti forme di lotta in difesa e in solidarietà nei confronti della dipendente licenziata. Intanto la Rsu, unitariamente, esprime forte solidarietà nei confronti della collega licenziata, e oggi, 18 novembre, si riunirà per discutere l’accaduto e comunicare ai lavoratori quello che sta succedendo. La Cisl Umbria e la Fai Cisl Umbria convocano inoltre una conferenza stampa per il 20 novembre alle 11,00, presso la sala conferenze stampa della Cisl regionale a Perugia in via Campo di Marte.
In parlamento Il caso nel pomeriggio di martedì è arrivato in parlamento, dove il deputato di Sel Nicola Fratoianni ha presentato un’interogazione al ministro del Lavoro Giuliano Poletti: «E’ questo – si chiede il coordinatore nazionale di Sel – il modello di corrette relazioni fra datori di lavoro e lavoratori, cui vuole consegnarci il governo con il Jobs Act?». Questo licenziamento è un atto gravissimo e discriminatorio, lesivo della libertà e della dignità della lavoratrice. Per questo il ministro del Lavoro deve intervenire».
