Il sindaco di Narni Francesco De Rebotti

«Metodo e merito sono inaccettabili e preoccupanti». Così il sindaco di Narni Francesco De Rebotti  commenta la vicenda che sta interessando la società Ternienergia a proposito dell’annuncio da parte dell’azienda  dell’attivazione della procedura di licenziamento collettivo per 66 unità.

Narni «Persone prima che numeri – sottolinea de Rebotti -; questa scelta è stata presa e comunicata senza nessun preavviso o condivisione delle difficoltà dell’azienda con le rappresentanze sindacali e con le istituzioni del territorio. È del tutto inaccettabile – prosegue il primo cittadino – la scelta del licenziamento collettivo piuttosto che l’individuazione di forme transitorie, quali ad esempio la mobilità in deroga, garantite sempre al nostro territorio dal riconoscimento di crisi di area complessa e che ovviamente rappresenterebbero una prospettiva diversa da cui partire per affrontare quella che appare, in assenza di elementi chiari e motivazioni, una complessa crisi aziendale.

Ternienergia Un disimpegno dell’azienda di questa natura e di questa portata – prosegue il sindaco – rappresenta una novità negativa ed irricevibile se commisurata al metodo di collaborazione e condivisione sempre esercitato dalle istituzioni e dai sindacati che nel recente passato hanno assistito a ben altri progetti ed obiettivi per la realtà industriale in questione e per l’intero territorio. Per quello che mi riguarda – annuncia De Rebotti – sta partendo richiesta alla Regione dell’Umbria ed al Mise di un incontro, presso la sede ministeriale e con il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, con il management aziendale per analizzare la situazione in atto, allo scopo di individuare soluzioni drasticamente diverse da quelle prospettate da Ternienergia».

Nera Montoro «Non è stato un fulmine a ciel sereno – commenta invece Sergio Bruschini, capogruppo Fi -. Apprendiamo che già da tempo alcuni segnali erano stati preannunciati, ma nessuno tra le istituzioni lo aveva reso noto. Oggi le sorti del polo produttivo di Nera Montoro improvvisamente cambiano e ciò che un  tempo era dipinto come un’eccellenza, un polo innovativo e all’avangurdia, diviene un peso di cui alleggerirsi a causa di elevati costi fissi e problemi relativi alla logistica. Lo stesso presidente Neri  si fece promotore di un importante studio (il Masterplan Ambrosetti) ove si presagiva e sviluppava una verticalizzazione delle imprese del territorio sulle energie alternative ove Nera Montoro era una dei settori leader. Cosa è cambiato nel frattempo? Sarebbe assurdo che da un industria di eccellenza ci ritroviamo solo un impianto di biocompostaggioe un trituratore di pneumatici  con notevoli impatti per il territorio. Qualcosa non torna, vogliamo sapere cosa e perché. Per questo preponiamo un consiglio straordinario aperto alla discussione ove tutti gli attori siano coinvolti».

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