Le scritte incriminate

di Fabio Toni

«Il Comune non sia sordo né pilatesco di fronte alla giusta protesta dei commercianti per l’applicazione vessatoria dell’imposta sulla pubblicità». In attesa dell’incontro di mercoledì a palazzo Spada, la Confcommercio di svela le proprie carte e avanza precise richieste per risolvere la questione-multe. L’associazione chiede al comune di assumere una posizione forte, evitando di nascondersi dietro al ‘paravento’ rappresentato dalla società incaricata di elevare le sanzioni.

Doppia tassa Nell’ultimo consiglio provinciale della Confcommercio, il presidente Ivano Rulli ha esternato il sentimento di protesta che si è diffuso tra le imprese a seguito della recente ondata di accertamenti. Quest’ultimi hanno determinato sanzioni pari a quasi il 200% degli importi relativi all’imposta sulla pubblicità.

Annullare le multe «Le imprese non sono state adeguatamente informate circa le pratiche applicative degli accertamenti, condotti in molti casi con tale puntigliosità da lasciare perplessi». Rulli ritiene che le verifiche siano state «viziate da una scarsa informazione nei confronti dei contribuenti. Per questo il Comune – afferma Rulli – anche attraverso l’istituto dell’autotutela, deve procedere all’annullamento degli accertamenti, rinunciando alla pretesa impositiva».

Nel mirino, le fotografie Secondo Confcommercio, il personale Ica (l’agenzia incaricata dal Comune di elevare le sanzioni, ndR) durante le proprie visite nei negozi, avrebbe scattato «fotografie insidiose» anziché affrontare le questioni in maniera diretta e chiara. Ciò non avrebbe permesso ai commercianti di mettersi in regola, attraverso un’interpretazione pacata e di buonsenso delle norme di legge. «Occorre stabilire – aggiunge Ivano Rulli – un rapporto di fiducia fra imprese e comune di Terni, per smentire i dubbi che l’azione comunale sia ispirata a motivi di cassa e utilizzi strumenti volutamente insidiosi. Servono piuttosto interventi concreti miranti al rilancio dell’economia locale, al sostegno ai consumi e alla semplificazione».

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One reply on “Multe per le vetrine a Terni, Confcommercio all’attacco: «Scarsa informazione, vanno annullate»”

  1. Quando avranno chiuso per fallimento non si vedra piu un cartello state tranquilli.
    condotti in molti casi con tale puntigliosità da lasciare perplessi,quando fa comodo a loro sono puntigliosi ,quando tocca a loro sono molto piu andanti.Altro che perplessi I.c.a.z.z.a.t.i. direi.
    Prima o poi metteranno il diritto di prima notte!!!!
    Noi Italiani abbiamo spesso l’abitudine ad aspettare che la rivoluzione sia qualcun altro a farla per poi aggregarsi al carro del vincitore.

    Sarebbe sufficiente vivere in un paese normale.

    Oggi siamo dominata dalla finanza e dai cosiddetti mercati,

    Siamo comandati dai vassalli di turno e i cittadini non contano più nulla.

    Mi ricordo che poco meno di un secolo fa un popolo prese tutti questi sfruttatori del lavoro e li impiccò per le strade di Mosca e San Pietroburgo, forse sarebbe necessario ricordare a questi speculatori, questi sfruttatori quale sarebbe il loro destino qualora si verificassero gli stessi eventi.

    Poco più di due secoli fa un popolo impiccò il Re, la sua famiglia ed i nobili che lo sostenevano, sulla piazza della Bastiglia perché quando gli fu detto che il popolo non aveva pane per mangiare risposero: “allora mangino Brioches” (magari del mulino bianco con tanto di pubblicità su reti Mediaset).
    Ed e’ di ieri vedi libia egitto ecc.ecc.I dittatori di solito fanno una brutta fine.

    La storia sempre si porta appresso tutte le contraddizioni sociali che non riesce a risolvere, oggi siamo in periodi simili.

    Un saluto cordiale

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