Terni: multe per le vetrine, mercoledì incontro Comune-commercianti. Ma le polemiche continuano
di Fabio Toni
Si vedranno il 9 novembre Comune e associazioni di categoria per fare chiarezza sulla spinosa questione delle multe per le insegne. Intanto la polemica continua e accende il dibattito cittadino, anche alla luce della ricerca delle responsabilità.
Chi decide? È il comune di Terni a stabilire le linee guida su come e quando sanzionare i commercianti che non rispettano le norme relative a insegne e pubblicità, oppure è l’agenzia incaricata (Ica) a dettare autonomamente le modalità dei controlli e a decidere quando ‘girare’ la vite? La polemica sulla tassa per la pubblicità non si spegne. I prossimi incontri potrebbero portare qualche chiarimento. I commercianti, però, temono anche gli esiti di altri controlli, in particolare sui passi carrabili e le occupazioni di suolo pubblico.
«Il Comune non c’entra» Lo dicono sia palazzo Spada che la stessa agenzia – Imposte comunali e affini Srl – che si occupa di verificare le inadempienze e incassare le multe. L’amministrazione ha ribadito come Ica abbia attuato il controllo «in piena autonomia e nel rispetto delle normative esistenti e del contratto che ha con il comune di Terni fin dal 1991». Analogamente l’agenzia, tramite il capoufficio ternano Bruno Delfino, ha sottolineato come l’azione non sia stata sollecitata dal comune, ma «rientri nelle normali competenze dell’organismo». Controlli doverosi ma che per molti hanno avuto il sapore di un blitz.
Prevenzione? Sarebbe stata importante… Al divampare della polemica, il Comune si è sentito in dovere di sottolineare l’importanza di un’opera preventiva da parte dell’agenzia, prima di giungere alle sanzioni. «Evitando disparità fra gli esercenti in regola e gli altri, è importante porre attenzione agli aspetti preventivi, anche con messaggi di comunicazione mirati ad evitare le doverose sanzioni per chi non tiene conto della normativa o la applica in maniera parziale». Questo il pensiero espresso da palazzo Spada. Suona un po’ come una beffa: sia perché somiglia a una dichiarazione di intenti tardiva, sia perché contraddice in parte il fatto che l’agenzia Ica agisca in autonomia e con criteri tutti suoi.
Opposizione all’attacco Le opposizioni in consiglio comunale hanno colto la palla al balzo, accendendo la polemica politica. Il coordinatore ternano del Pdl, Michele Rossi, inverte i punti di vista e si chiede “chi multa l’Ica se questa non rispetta gli accordi?”. Stando alla convenzione con il comune, da due anni Ica avrebbe dovuto permettere ai cittadini di pagare le multe on-line e di verificare la propria posizione tramite web. Ad oggi, solo la prima possibilità sarebbe stata realizzata. Per il coordinatore del Pdl, l’agenzia avrebbe violato anche l’articolo 3 della convenzione, relativo all’obbligo di «informare i contribuenti, mettendoli in condizione di assolvere ai propri doveri». L’azione messa in campo, secondo Rossi, “contraddice lo spirito non oppressivo dell’imposta e permette al comune di incassare oltre 1 milione e 700mila euro”. I consiglieri comunali della lista Baldassarre chiedono al comune di «sospendere e quindi annullare le multe. Specie in un momento in cui il tessuto socio-economico andrebbe tutelato e non vessato dall’applicazione tanto originale quanto arbitraria della normativa vigente».
Incontri e nuove stangate La prima riunione è quella di mercoledì 9 novembre, alle ore 10.30, fra gli assessori comunali Bencivenga, Fabbri e Paci e le associazioni di categoria. Si parlerà delle multe per la pubblicità ma anche degli accertamenti amministrativi riguardanti i passi carrabili e le occupazioni di suolo pubblico. Le voci fanno temere l’arrivo di altre ‘stangate’ per il commercio locale. L’altro appuntamento ‘chiarificatore’ è quello del 14 fra agenzia concessionaria, Confartigianato, Cna e Confcommercio. I negozianti si attendono qualche novità. «Non chiediamo di rendere legale ciò che non lo è – afferma uno di loro – Serve però la giusta sensibilità in un momento di crisi per tutti e davanti ad un’azione che, se segnalata con un preavviso minimo, avrebbe portato molti di noi a sanare tempestivamente le irregolarità».





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