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venerdì 24 maggio 2013 - Aggiornato alle 10:37
7 novembre 2011 Ultimo aggiornamento alle 21:22

Terni: multe per le vetrine, mercoledì incontro Comune-commercianti. Ma le polemiche continuano

Palazzo Spada, sede del Comune

di Fabio Toni

Si vedranno il 9 novembre Comune e associazioni di categoria per fare chiarezza sulla spinosa questione delle multe per le insegne. Intanto la polemica continua e accende il dibattito cittadino, anche alla luce della ricerca delle responsabilità.

Chi decide? È il comune di Terni a stabilire le linee guida su come e quando sanzionare i commercianti che non rispettano le norme relative a insegne e pubblicità, oppure è l’agenzia incaricata (Ica) a dettare autonomamente le modalità dei controlli e a decidere quando ‘girare’ la vite? La polemica sulla tassa per la pubblicità non si spegne. I prossimi incontri potrebbero portare qualche chiarimento. I commercianti, però, temono anche gli esiti di altri controlli, in particolare sui passi carrabili e le occupazioni di suolo pubblico.

«Il Comune non c’entra» Lo dicono sia palazzo Spada che la stessa agenzia – Imposte comunali e affini Srl – che si occupa di verificare le inadempienze e incassare le multe. L’amministrazione ha ribadito come Ica abbia attuato il controllo «in piena autonomia e nel rispetto delle normative esistenti e del contratto che ha con il comune di Terni fin dal 1991». Analogamente l’agenzia, tramite il capoufficio ternano Bruno Delfino, ha sottolineato come l’azione non sia stata sollecitata dal comune, ma «rientri nelle normali competenze dell’organismo». Controlli doverosi ma che per molti hanno avuto il sapore di un blitz.

Prevenzione? Sarebbe stata importante… Al divampare della polemica, il Comune si è sentito in dovere di sottolineare l’importanza di un’opera preventiva da parte dell’agenzia, prima di giungere alle sanzioni. «Evitando disparità fra gli esercenti in regola e gli altri, è importante porre attenzione agli aspetti preventivi, anche con messaggi di comunicazione mirati ad evitare le doverose sanzioni per chi non tiene conto della normativa o la applica in maniera parziale». Questo il pensiero espresso da palazzo Spada. Suona un po’ come una beffa: sia perché somiglia a una dichiarazione di intenti tardiva, sia perché contraddice in parte il fatto che l’agenzia Ica agisca in autonomia e con criteri tutti suoi.

Opposizione all’attacco Le opposizioni in consiglio comunale hanno colto la palla al balzo, accendendo la polemica politica. Il coordinatore ternano del Pdl, Michele Rossi, inverte i punti di vista e si chiede “chi multa l’Ica se questa non rispetta gli accordi?”. Stando alla convenzione con il comune, da due anni Ica avrebbe dovuto permettere ai cittadini di pagare le multe on-line e di verificare la propria posizione tramite web. Ad oggi, solo la prima possibilità sarebbe stata realizzata. Per il coordinatore del Pdl, l’agenzia avrebbe violato anche l’articolo 3 della convenzione, relativo all’obbligo di «informare i contribuenti, mettendoli in condizione di assolvere ai propri doveri». L’azione messa in campo, secondo Rossi, “contraddice lo spirito non oppressivo dell’imposta e permette al comune di incassare oltre 1 milione e 700mila euro”. I consiglieri comunali della lista Baldassarre chiedono al comune di «sospendere e quindi annullare le multe. Specie in un momento in cui il tessuto socio-economico andrebbe tutelato e non vessato dall’applicazione tanto originale quanto arbitraria della normativa vigente».

Incontri e nuove stangate La prima riunione è quella di mercoledì 9 novembre, alle ore 10.30, fra gli assessori comunali Bencivenga, Fabbri e Paci e le associazioni di categoria. Si parlerà delle multe per la pubblicità ma anche degli accertamenti amministrativi riguardanti i passi carrabili e le occupazioni di suolo pubblico. Le voci fanno temere l’arrivo di altre ‘stangate’ per il commercio locale. L’altro appuntamento ‘chiarificatore’ è quello del 14 fra agenzia concessionaria, Confartigianato, Cna e Confcommercio. I negozianti si attendono qualche novità. «Non chiediamo di rendere legale ciò che non lo è – afferma uno di loro – Serve però la giusta sensibilità in un momento di crisi per tutti e davanti ad un’azione che, se segnalata con un preavviso minimo, avrebbe portato molti di noi a sanare tempestivamente le irregolarità».

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  • Jeppe

    «Il Comune non c’entra» il comune non c’entra mai quando ti deve qualcosa centra solo quando c’e da prendere.

    Prevenzione? Sarebbe stata importante ma se si prevenisse come farebbero poi ha fregarti?

    e permette al comune di incassare oltre 1 milione e 700mila euro ed ecco l’unica voce che sentono INCASSARE ,e farti i.c.a.z.z.a.r.e. perche i tuoi soldi li buttano e spendono come fossero noccioline.

    Incontri e nuove stangate ..ed ecco la morale incontri per farsi una bella cena per studiare nuove stangate,
    Ma se sti pappa passando per strada guardassero quanti cartelli di chiuso vendesi affittasi ci sono in giro e quante attivita non esistono piu’, 9000 imprese hanno chiuso in pochi mesi del 2011,tutta gente che dava lavoro a 4o5 dipendenti.Nord o sud e uguale la corruzione c’e a tutti i livelli.
    Istituzione della RESPONSABILITA’ CIVILE e PENALE per i rappresentanti eletti che si macchino di condotta LESIVA dell’interesse pubblico per scopi privati. (Basta aiutini e agevolazioni occulte a parenti o società di comodo)
    Inasprimento delle pene per qualsiasi reato compiuto da Rappresentanti del Popolo (Chi rappresenta i cittadini DEVE essere esempio di buona condotta, non il primo a delinquere)
    Rimozione delle immunità Parlamentari (siamo tutti uguali davanti alla Legge)
    Taglio di ogni servizio privilegiato interno alle sedi parlamentari, regionali, provinciali e comunali

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