logo
martedì 21 maggio 2013 - Aggiornato alle 18:21
4 novembre 2011 Ultimo aggiornamento alle 15:23

Terni, pioggia di multe per le scritte sulle vetrine: commercianti in rivolta

Le scritte incriminate

di Fabio Toni

Prima i fotografi hanno immortalato a debita distanza le vetrine incriminate, poi gli addetti sono passati per segnalare l’arrivo delle sanzioni, infine – puntuali come il rosso dopo il giallo sui semafori – sono arrivate le multe. Solo che il metaforico semaforo non è passato per il giallo: nessuno che abbia segnalato ai negozianti l’imminente ‘stretta’ sulle scritte pubblicitarie. Un vero e proprio blitz che ha lasciato interdetti gli esercenti e le associazioni di categoria. E dopo lo stupore, ora monta la rabbia.

Giro di vite Nelle scorse settimane l’Ica, società incaricata dal comune di Terni di riscuotere l’imposta sulla pubblicità, è partita con controlli a tappeto in tutta la città. Fotografie, misurazioni e rilevi minuziosi su cartelli, adesivi, zerbini con loghi, scritte e quant’altro. L’esito finale sono state centinaia di multe elevate ad altrettanti commercianti ternani. Importi che vanno da poco più di cento fino a quasi quattromila euro.

171 euro per i «filetti di tonno» Quattro scritte fatte con il pennarello rosso su altrettante strisce di carta sono costate care ad una pescheria in via Curio Dentato. Altri 378 euro sono in arrivo per un altro cartello esposto in precedenza. «Ho misurato le scritte, peraltro interne e che non pubblicizzano alcun marchio, e lo spazio occupato è di soli 30 centimetri quadrati – spiega la titolare -. Il punto vero è che a marzo ho dovuto mandare via a malincuore una ragazza che lavorava con noi da anni, perché non riuscivo più a pagarla. Batoste di centinaia di euro per scritte come le mie, finiscono per aggravare una situazione già difficilissima. Se questo è il modo di sostenere l’economia locale…». Caso analogo, quello del meccanico con rivendita di ciclomotori in via Campofregoso. Vent’anni fa ha attaccato su una delle proprie vetrine l’adesivo “Malaguti”, azienda che fra l’altro si avvia a chiudere i battenti proprio in questi giorni. Anche in questo caso, è arrivata una multa indigesta (300 euro).

Levata di scudi «Signori, in questi giorni abbiamo verificato che tutti i negozi non sono in regola in quanto a messaggi pubblicitari. Pertanto vi ricordiamo ciò che la legge prevede e vi informiamo che dal 1° novembre passeremo ed eleveremo i verbali». Un ragionamento, percorso, procedura – chiamatelo come volete – troppo bello e normale per essere vero. Doveroso da applicare in paese civile (e in crisi). Nessuno però lo ha fatto. Anche per questo Confcommercio, Confartigianato e Cna hanno criticato duramente la ‘stretta’. A parte alcuni casi grotteschi e che si commentano da soli, l’attacco delle associazioni di categoria riguarda in primis il metodo. La normativa risale al 1993 ed è stata sempre applicata con buonsenso. Quando Comune e Ica hanno deciso di riportare il tutto nella norma più stretta, sarebbe stato sufficiente e auspicabile un discorso come quello (immaginario) riportato poco sopra.

E ora? Confcommercio ha chiesto ai propri associati di inviare copia dei verbali per una più attenta valutazione da parte del proprio ufficio legale. Confartigianato e Cna hanno organizzato un incontro che si terrà il 14 novembre alle ore 21, presso l’hotel de Paris. Sarà quella la sede per un confronto fra associazioni, commercianti e l’agenzia che si occupa di incassare le imposte, rappresentata dal capoufficio ternano Bruno Delfino. Forse ci saranno chiarimenti e spiegazioni, ma sarà difficile togliere dalla testa dei negozianti l’idea che il Comune abbia attivato tutto ciò per fare cassa, sulla pelle di chi si trova già in balia della crisi.

Cipiccia chiede dialogo Il presidente della Camera di commercio di Terni, Enrico Cipiccia, interviene sulla materia.«Riguardo al tema dell’imposta comunale sulla pubblicità – dice – che in questi giorni sembra infuocare il dibattito locale e che vede da una parte schierate le associazioni di  categoria e dall’altra l’amministrazione comunale, ritengo opportuno che le parti operino per un maggiore dialogo che faccia scaturire un’intesa in grado di guardare al bene e alla crescita del nostro territorio. Vorrei qui ricordare che le categorie del commercio si sono sempre dimostrate  sensibili alle problematiche e disponibili al confronto con un approccio costruttivo e dialogante. Ecco perché ritengo che, anche in questa partita, possano giocare un ruolo importante svolgendo un’opera di sensibilizzazione presso i commercianti. Auspico dunque l’avvio di un approccio concertativo e di proficuo coordinamento  fra le categorie che rappresentano il mondo dell’impresa  e le istituzioni per il bene del nostro territorio che, non dobbiamo dimenticarlo, possiede enormi potenzialità di sviluppo ed un carattere che lo rende libero di reagire se provocato».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi