«Prima summit a Terni e poi Ast sul tavolo di Renzi». Così la presidente uscente a caccia del secondo mandato Catiuscia Marini interviene sul sito siderurgico anche oggi al centro di una serie di frizioni a distanza che stavolta hanno coinvolto direttamente il ministro Federica Guidi e la Fiom-Cgil.
Summit a Terni Marini-Di Girolamo Con una nota Marini spiega di «condividere le preoccupazioni manifestate da sindacati e lavoratori per questo con il sindaco di Terni abbiamo convocato una specifica riunione programmata per martedì a Terni, nella sala consiliare del municipio». Marini e Di Girolamo si confronteranno sullo stato di attuazione dell’accordo sottoscritto lo scorso 3 dicembre al Mise a margine di una lunga vertenza, ma anche sul sistema dell’indotto e degli appalti, quest’ultimo finito recentemente al centro di due inchieste, Do ut des e Acciaio d’oro. Col fiato sospeso, per citarne un paio, ci sono Ilserv ed Ecoindustria.
Ast sul tavolo di Renzi All’ordine del giorno, quindi, la «necessità di approfondite verifiche – scrive la Marini – sia rispetto al piano industriale, che sull’attuazione dei contenuti dell’accordo faticosamente raggiunto al Mise». Fatto il punto e messe in ordine tutte le criticità, tra cui anche la riorganizzazione del lavoro varata unilateralmente da Tk-Ast, la Marini si prepara a bussare alla porta del presidente del consiglio Matteo Renzi, atteso in Umbria il 29 maggio: «Gli rappresenterò tutte le nostre preoccupazioni, sollecitandolo – aggiunge la presidente – alla convocazione da parte del governo del tavolo nazionale, che abbiamo già richiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per svolgere una comune valutazione della situazione. In quella sede – conclude si dovrà anche affrontare con la proprietà di Ast tutta la tematica connessa alla questione ambientale e della riqualificazione agli stesi fini del ciclo produttivo di Ast».
Ministro Guidi: «Vertenza Ast un successo» L’iniziativa della governatrice uscente arriva all’indomani delle parole del ministro Guidi e la reazione secca della Fiom di Terni. All’assemblea nazionale di Federcaccia ospitata a Eurosteel a Milano, il ministro ha infatti affermato: «La vertenza Ast è stata un successo, a Terni non si è perso neanche un posto di lavoro» con la Fiom che ha prontamente replicato: «Alla base della non convocazione ci sembra di percepire un giudizio, da parte ministeriale, positivo rispetto all’andamento economico, produttivo ed occupazionale di Ast e una sostanziale soddisfazione rispetto all’applicazione degli impegni presi il 3 dicembre. Al contrario come Fiom – si legge nella nota – riteniamo indispensabile la verifica ministeriale non solo perché prevista dall’accordo stesso, ma soprattutto perché registriamo criticità, più volte pubblicamente evidenziate, sullo stato di applicazione dell’accordo e sul raggiungimento degli obiettivi in esso contenuti».
Fiom: «Stupiti, ci convochi» Criticità, quelle ricordate dal sindacato, spuntate a inizio 2015 quando Tk-Ast ha avviato unilateralmente la nuova organizzazione del lavoro nel sito industriale, su cui nelle ultime settimane è tornato a far capolino non solo lo spettro della cessione, ma anche quello di nuove fuoriuscite con premi fino a 120 mila euro. In questo mercoledì all’attivo sindacale di Terni, segretari, delegati e Rsu hanno chiesto pubblicamente lumi all’azienda sulla serie di indiscrezioni tornate a circolare in viale Brin. In questo quadro, si inseriscono le parole del ministro Guidi che «stupiscono» la Fiom di Terni fermamente convinta della «necessità e utilità di tornare a riunire tutti i soggetti firmati dell’accordo, ascoltando tutti i punti di vista, non solo quello aziendale, al fine – prosegue il sindacato – di affrontare le problematiche e garantire il consolidamento e rilancio della produzioni ternane». Ergo la Fiom si dice «stupita delle modalità con cui si sta liquidando a livello governativo la vicenda Ast, sintomo – stigmatizza la sigla – di una scarsa conoscenza dei problemi e dell’approssimazione politica con cui si affrontano i temi industriale in questo Paese».
Contraccolpi A chiudere il cerchio una valutazione di tipo politico: «Come Fiom Terni ci permettiamo di sottolineare che, alle porte di un voto politico regionale, non è questo il metodo per arginare il fenomeno dell’anti-politica, ormai dilagante nel paese, né tanto meno per riconquistare la fiducia dei cittadini e dei lavoratori. Ci teniamo a precisare infine che i silenzi di alcuni e le adesioni di altri, alle unilaterali dichiarazioni aziendali, non modificheranno le radicate opinioni presenti tra i lavoratori, conseguenza di quanto loro stessi quotidianamente vivono».
Rossi: «Successo sì, ma di posti se ne sono persi 400» Sullo scontro a distanza è intervenuto anche il senatore Pd Gianluca Rossi: «La vertenza Ast è stata un successo nell’aver rappresentato una nuova forma di concertazione, sebbene a tratti intensa ed aspra, tra parti sociali e l’ impresa. Questo non va però confuso con l’impatto occupazionale, che invece c’è stato: 400 persone non lavorano più all’acciaieria e questo è un dato di fatto, immodificabile. Anche se hanno scelto la strada dell’uscita volontaria, questo non li rende meno disoccupati. Il sito produttivo – prosegue Rossi – prima contava su 2900 lavoratori, ora ne ha 2400, con punti di sofferenza nella gestione complessiva. Credo pertanto che sia utile procedere ad una verifica dell’applicazione dell’accordo, come ho peraltro chiesto in commissione Industria durante l’audizione dell’amministratrice delegata, Lucia Morselli». Il senatore conclude quindi che «serve un ‘tagliando’ dell’accordo, un confronto tra le parti, da svolgere al Ministero dello Sviluppo Economico, per rafforzare i punti condivisi e rivedere per risolvere quelli di criticità».
Sel: «Interrogazione a ministro Guidi» Giovedì mattina all’interno in Ast le rappresentanze sindacali hanno incontrato Giorgio Airaudo, parlamentate di Sel che ha anche avuto un breve confronto con alcuni manager di viale Brin: «È emersa – si legge in una nota – una forte preoccupazione sia per le condizioni lavorative all’interno della fabbrica, che per la grande incertezza sul futuro produttivo ed occupazionale del sito ternano con l’azienda si rifiuta non solo di parlare dell’organizzazione del lavoro e delle difficoltà sugli impianti, ma anche di verificare i progressi rispetto all’accordo che si è firmato a dicembre, elemento che appare incomprensibile». Airaudo e Sel hanno quindi annunciato, d’accordo coi sindacati, un’interrogazione urgente al ministro Guidi per chiedere la convocazione del tavolo di verifica previsto dall’accordo. «Né l’azienda né il Ministro possono far finta di niente, considerando che in gioco c’è un sito manifatturiero strategico per il nostro Paese, oltre che perno fondamentale dell’economia umbra».
