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Non si rischiarano le nubi sul cielo di Nocera. Le manifestazioni di interesse all’acquisto dell’intero ramo elettrodomestico dell’A. Merloni, presentate dalla società iraniana Mmd e dalla cordata cinese che fa capo alla G8, sono ancora molto generiche. E’ quanto emerso nell”incontro di lunedì al ministero dello Sviluppo economico fra i tre commissari Massimo Confortini, Antonio Rizzi e Silvano Montaldo, il responsabile della struttura del ministero dello Sviluppo economico per le crisi d’impresa Giampiero Castano, e una delegazione nazionale di Fiom, Fim e Uilm.

Altre offerte Ai tre commissari nominati dal Governo sono giunte anche altre offerte per singoli asset del gruppo, teoricamente complementari fra loro, che verrebbero prese in considerazione se le trattative con la Mmd (societàcon capitali a Dubai, che ha già acquisito la Tecnogas di Reggio Emilia) e la G8 (in via di costituzione) dovessero fallire.

Vengano allo scoperto «I commissari – ha riferito Gianluca Ficco, responsabile nazionale elettrodomestici della Uilm – hanno detto di aver sollecitato iraniani e cinesi a venire a visitare gli stabilimenti A. Merloni di Fabriano e Nocera Umbra, cosa che avverrà nei prossimi giorni». Dai due potenziali acquirenti i commissari attendono anche maggiori particolari sui rispettivi piani industriali e, elemento di novità, «hanno intenzione di chiedere sia alla Mmd sia alla G8 il versamento di una cauzione, che dimostri la serietà delle offerte».

Pressing Un’azione di pressing, a oltre un mese dalla chiusura del bando internazionale sulle manifestazioni di interesse, per spingere i potenziali investitori a scoprire le carte, e a trasformare dichiarazioni di impegno finora troppo vaghe in offerte vincolanti di acquisto.

Porte aperte a altre ipotesi «Nel frattempo – aggiunge Ficco – i commissari non lasceranno cadere le varie altre ipotesi di acquisto di singoli stabilimenti o asset del gruppo, prospettate da altre società, non si sa se italiane o straniere». Contatti che potrebbero rappresentare un’opportunità in termini occupazionali per almeno una parte dei 2.400 dipendenti Merloni (1.200 nei due stabilimenti di Fabriano, gli altri a Colle di Nocera) ancora in cassa integrazione. «L’incertezza purtroppo perdura – commenta il sindacalista Uilm – ma una speranza resta accesa».