
di Daniele Bovi
Continuano a scendere in Umbria i prezzi degli immobili, una discesa affiancata dalla contemporanea ripresa della domanda e a un aumento di chi decide di investire sul mattone. Sono questi, in sintesi, i risultati dell’analisi sul mercato immobiliare umbro nel 2010 illustrata martedì mattina all’hotel Brufani di Perugia da Tecnocasa. I dati provengono dalle migliaia di agenzie della società sparse sul territorio. In particolare sono state 2600 le agenzie che nel complesso hanno inviato 50.759 dati da un totale di 6.110 zone del Paese.
2011, l’anno della stabilità Il 2011, secondo gli esperti del settore, sarà l’anno della stabilità. Il 2010 invece è stato quello in cui certe tendenze si sono consolidate, come i tempi medi di vendita, che vanno dai 5 ai 7 mesi, e le difficoltà che incontrano coloro che non dispongono di un capitale iniziale per acquistare la tanto agognata prima casa, rigorosamente di proprietà. Un dato che accomuna Perugia e Terni è quello che attiene la tipologia di casa di cui si va in cerca in Umbria: perlopiù, con percentuali che vanno intorno al 70%, si cercano immobili con due o tre stanze. Bassa, intorno al 20%, la richiesta di quattro o più vani. Una domanda che ricalca a grandi linee l’offerta, con valori percentuali che si discostano di poco.
Perugia L’analisi degli esperti di Tecnocasa si occupa con particolare attenzione delle realtà dei due capoluoghi. Per quanto riguarda Perugia, ormai la metà delle compravendite totali perfezionate nel capoluogo di regione sono orientate all’investimento. Perlopiù a comprare, secondo Tecnocasa, sono genitori di studenti e piccoli risparmiatori. A Elce, quartiere universitario per eccellenza, si avvertono gli scricchiolii: cala la richiesta con la conseguenza che ormai l’offerta è superiore alla domanda. Per un posto letto nel quartiere ci vogliono in media 160-170 euro, mentre il prezzo sale a 230 se si parla di una stanza singola. I prezzi scendono invece a Madonna Alta, dove però la forbice tra le cifre richieste e le disponibilità delle persone rimane ampia. Situazione stabile a San Sisto, dove è molto alta la domanda per investimenti specialmente in seguito al trasferimento della Facoltà di Medicina. Qui studenti e personale del vicino ospedale spingono la domanda: per un posto letto bisogna spendere tra i 150 e i 200 euro, mentre per bifocali e trilocali ci vogliono dai 400 ai 600 euro.
Terni Una situazione simile Tecnocasa la registra nella zona ospedale di Terni, dove grazie anche alla Facoltà di Medicina c’è una buona richiesta di immobili in affitto. Nel centro storico e in zona Città Giardino invece ad acquistare sono prevalentemente famiglie, con una spesa media che si aggira sui 130 mila euro. Molto attivo anche il mercato degli affitti, alimentato soprattutto da stranieri provenienti dall’Est europeo. Tengono i prezzi sulle vie più centrali quali corso Tacito, via Roma e via Primo Maggio a cui si rivolge principalmente un target di professionisti alla ricerca di tagli più grandi, oltre 100 metri quadri, possibilmente inseriti in contesti d’epoca.
Scendono i prezzi I prezzi, come scritto in apertura, continuano a scendere: non a Terni però, dove negli ultimi sei mesi le agenzie hanno registrato un +2,8%, mentre a Perugia la flessione è stata dell’1,4%. Ma è prendendo in considerazione gli ultimi due anni che la discesa si fa più ripida: -5,7% a Perugia e -2% a Terni. Un dato che è possibile affiancare a quello del numero di stanze di cui la gente va in cerca, è quello relativo alla capacità di spesa. Quasi l’80% di chi è in cerca di una casa in Umbria ha una disponibilità di spesa compresa tra i 119 e i 169 mila euro. Il 15% può spendere tra i 170 mila e i 249 mila euro, mentre solo il 5% si può permettere una spesa superiore.
Calano le compravendite Rispetto al 2009 le compravendite sono passate da 9.249 a 8.981, che significa un -2,8%. Guardando invece ai due capoluoghi e alle rispettive province, particolarmente marcata è la flessione di Terni e provincia (-6,1%), mentre Perugia, che da sola assorbe quasi un quarto delle compravendite totali, è l’unica voce con un segno più (+2,5%). In flessione dell’1,5% invece il dato comprensivo della provincia.
