di Iv. Por.

Sarà che il fondo è stato toccato, sarà che è iniziata la lenta risalita come dice il presidente di Confindustria. Ma chi lavora non se ne è ancora accorto. D’altronde è stato lo stesso numero uno degli industriali Ernesto Cesaretti a dire che l’occupazione tarderà a giovare dei miglioramenti del quadro economico. E, infatti, dal punto di vista occupazionale la caduta non si è ancora arrestata, come testimoniano le previsioni del Sistema informativo per l’occupazione e la formazione ”Excelsior”, che ricostruisce annualmente e trimestralmente il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese.

Altri posti in fumo Nell’ultimo trimestre del 2014 (ottobre – dicembre) in provincia di Perugia è prevista una nuova variazione negativa dell’occupazione. Il saldo occupazionale risulterà pari a -1.580 unità, sintesi tra 1.750 “entrate” di lavoratori, sia subordinati sia autonomi e 3.330 “uscite”, dovute a scadenza di contratti, licenziamenti, pensionamento o altri motivi.

Più atipici Guardando alle diverse modalità contrattuali, il saldo occupazionale dovrebbe attestarsi attorno a -1.890 unità per le assunzioni dirette programmate dalle imprese, a +230 unità per le collaborazioni a progetto e a +90 unità per le collaborazioni occasionali e gli incarichi a professionisti con partita Iva. Complessivamente per l’Umbria, Excelsior ’14 indica una variazione occupazionale che dovrebbe attestarsi di poco sotto a -2.000 unità, confermando, comunque, il miglioramento rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno (quando era stata pari a oltre -2.600 unità).

4 su 5 a termine Se si analizzano esclusivamente le assunzioni di lavoratori dipendenti (pari 1.150, il 66% della domanda di lavoro espressa dalle imprese che operano in provincia), anche in questo trimestre si conferma una netta prevalenza dei contratti a termine: 830 assunzioni, vale a dire il 72% delle assunzioni previste di lavoratori dipendenti, saranno infatti effettuate con un contratto a tempo determinato.

Solo 300 stabili Più in dettaglio, queste assunzioni saranno finalizzate soprattutto a realizzare attività stagionali, raggiungendo in questo caso le 310 unità, pari al 27% del totale provinciale. A queste si aggiungeranno poi 200 assunzioni per far fronte a picchi di attività (18%), 220 per valutare i candidati in vista di una possibile assunzione stabile (19%) e altre 90 per sostituire lavoratori temporaneamente assenti dall’azienda (8%). Le assunzioni “stabili” (cioè quelle a tempo indeterminato o con un contratto di apprendistato) saranno a loro volta pari a 300 unità, vale a dire il 26% del totale. In particolare, i contratti di apprendistato potranno interessare circa un terzo dei giovani di cui si prevede l’assunzione.

Uno creato, due persi «Un nuovo arretramento dell’occupazione: in provincia di Perugia negli ultimi 3 mesi dell’anno a fronte di ogni posto di lavoro creato se ne perderanno quasi 2 – commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia -. Al contrario, registriamo un aumento dei nuovi contratti (+9%) rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Una variazione positiva risultato di una diminuzione del 5% delle assunzioni dirette effettuate dalle imprese e di un aumento del 53% dei contratti atipici. In termini assoluti, in questo trimestre, le assunzioni effettuate dalle imprese saranno pari a 1.150 unità (66% dei contratti totali), mentre i contratti atipici dovrebbero attestarsi a 600 unità (34%)».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.