Manifestazione dello Spi Cgil

Da una parte c’è la «situazione critica, quasi drammatica che sta vivendo il Paese, dall’altra un’Umbria che non cresce da dieci anni, in cui imperversano cassa integrazione e precariato e che se non si dà una svegliata, rischia di avvicinarsi sempre più alle regioni del Sud del Paese». E’ un quadro molto preoccupante quello descritto dallo Spi Cgil dell’Umbria nel corso di una conferenza stampa a Perugia convocata per denunciare la condizione sempre più difficile degli anziani.

Lettera agli umbri Il sindacato dei pensionati (71 mila iscritti nella regione) ha allora deciso di rivolgersi direttamente a tutti gli umbri, con una lettera aperta pubblicata sulla stampa locale e anche su Umbria24.it. «Ci rivolgiamo a tutti – ha spiegato Graziano Massoli, segretario generale dello Spi Cgil dell’Umbria – per lanciare il nostro appello al cambiamento. Il berlusconismo e il governo devono liberare il campo, perché stanno provocando enormi guasti ed è auspicabile un ricambio della classe dirigente per assumere la responsabilità di governo del nostro Paese». In particolare, Massoli definisce «scellerata» la decisione di tagliare il Fondo nazionale per la non autosufficienza, che in Umbria interessa 20 mila cittadini, non solo anziani.

L’Umbria non può aspettare Poi, ci sono i tagli ai servizi pubblici e agli enti locali. Ma lo Spi dell’Umbria guarda con preoccupazione anche al livello regionale. «La Regione Umbria deve darsi una svegliata – ha affermato ancora Massoli – sul confronto con i sindacati dei pensionati e sulle riforme. C’è un programma che condividiamo e che va portato avanti a partire dalle riforme endoregionali, dalla sanità, dalle semplificazioni, dalla riduzione degli sprechi. Chiediamo alla giunta Marini di dare una scossa perché l’Umbria non può più aspettare». In particolare, lo Spi Cgil dell’Umbria chiede che si arrivi al più presto all’attuazione del Prina (Piano regionale integrato non autosufficienza), «fermo da due anni e mezzo, con 30 milioni di euro di risorse disponibili e non spese». Secondo Massoli è inoltre «assolutamente necessario che la Regione vari un piano straordinario per il lavoro giovanile per il quale anche i pensionati, ognuno secondo le sue possibilità e insieme a tutti gli altri soggetti economici, istituzionali e sociali, sono disposti a fare la propria parte».

La replica della Regione «Se il segretario dello Spi Cgil dell’Umbria invece di lanciare strali e accuse, utilizzando peraltro un linguaggio ed un tono che nulla hanno a che vedere con una corretta interlocuzione con le istituzioni, si fosse, lui sì, “dato una svegliata” avrebbe probabilmente evitato di incappare in affermazioni prive di ogni fondamento». La replica a Massoli arriva da Franco Arcuti, portavoce della presidente della Giunta regionale, Catiuscia Marini. «Se solo il segretario dello Spi Cgil si fosse preso la briga almeno di informarsi con la Regione, o con i suoi colleghi di altre sigle sindacali, prima di scrivere lettere aperte, avrebbe saputo che il Prina (piano regionale integrato non autosufficienza) non dorme affatto, essendo state già assegnate le risorse disponibili. Comunque – continua Arcuti – ha ragione il segretario ad affermare che “è assolutamente necessario che la Regione vari un piano straordinario per il lavoro giovanile». Tant’è che il piano triennale è stato approvato dalla Commissione consiliare competente e sta per essere calendarizzato per la sua discussione e approvazione in Consiglio regionale. «Ma anche ciò – polemizza Arcuti – evidentemente, deve essere sfuggito al segretario dello Spi Cigl. «La sua scomposta dichiarazione appare oltremodo incomprensibile se si tiene conto che lo stesso Spi Cgil è stato più volte – anche recentissimamente – ricevuto dalla presidente e dalla vice presidente della Regione per essere messo al corrente di tutti gli atti che la Giunta regionale stava e sta assumendo ed è stato coinvolto, insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali, in tutte le fasi partecipative e concertative. Dov’era il segretario dello Spi Cgil in tutte queste occasioni?». «Spiace davvero – conclude la dichiarazione del portavoce – dover constatare che rappresentanti di primo piano di una così autorevole e grande organizzazione sindacale come è lo Spi Cgil talvolta non sanno di cosa parlano. O, peggio, parlano senza essere assolutamente informati. Ignorando, peraltro, che la Regione Umbria, pur in presenza dei gravissimi tagli effettuati dal Governo nazionale, come ad esempio il dimezzamento del Fondo della non autosufficienza, ha comunque confermato le proprie risorse a favore delle politiche sociali».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.

One reply on “L’allarme dello Spi Cgil: «Situazione drammatica, le istituzioni si sveglino». E scoppia la polemica con la Regione”

  1. CERTO CHE LE RISORSE DEL PRINA SONO STATE ASSEGNATE ,CHE SCIOCCHINO IL RESPONSABILE DELLO SPI CGIL ,TUTTE ASSEGNATE ALLE RESIDENZE SANITARIE,ALLE ASSOCIAZIONI E ALLE ORGANIZZAZIONI COLLATERALI …..NULLA ALLE FAMIGLIE OVVIO ,CHE DOVESSERO GODERE TROPPO CON UN DISABILE GRAVE O UN ANZIANO NON AUTOSUFFICIENTE IN CASA ….PER CARITA’!
    TUTTI SANNO ORAMAI CHI HA VOLUTO ELIMINARE INSIEME ALLA GIUNTA L’ASSEGNO DI CURA ,PROPRIO I SINDACATI,SE NE LEGGA SEGUENDO QUESTO LINK ,PORTA DIRETTAMENTE AL CONSIGLIO REGIONALE UMBRO ……GRAZIE !

    http://www.consiglio.regione.umbria.it/informazione-e-partecipazione/2010/01/26/question-time-4-umbria-gli-ultra-sessantacinquenni-sono-192

Comments are closed.