Un momento della cerimonia

Dieci anni dopo il terremoto del 2016 a Norcia riapre il Teatro Civico, «simbolo di rinascita culturale e sociale». La cerimonia si è tenuta domenica pomeriggio al termine di un lungo percorso di recupero.

I lavori Il cantiere di ricostruzione e restauro ha richiesto un investimento complessivo di circa 2 milioni e 550 mila euro. I lavori hanno interessato l’intero immobile, concentrandosi sul consolidamento delle parti strutturali e sul miglioramento della risposta sismica dell’edificio. Gli interventi hanno previsto anche il restauro degli intonaci e delle finiture, eseguiti rispettando le colorazioni originali, insieme a una riqualificazione funzionale e acustica della platea e della galleria, rendendo lo spazio idoneo a ospitare spettacoli e concerti. Il finanziamento principale, pari a 2,2 milioni di euro, è arrivato tramite le donazioni della famiglia Cucinelli, che ha usufruito dello strumento dell’Art Bonus, il credito d’imposta per favorire il mecenatismo culturale. Durante le attività di rimozione dei rivestimenti interni sono però emerse criticità strutturali impreviste che hanno richiesto varianti in corso d’opera. Per coprire i costi aggiuntivi, pari a 318mila euro, il commissario straordinario per la ricostruzione ha stanziato un finanziamento integrativo con un’ordinanza speciale nell’agosto del 2025.

La cerimonia All’inaugurazione hanno preso parte le autorità locali e i rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella ricostruzione. Oltre al commissario straordinario Guido Castelli e a Brunello Cucinelli, erano presenti la presidente della Regione, Stefania Proietti, l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, e il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera. L’evento si è completato con la messa in scena dello spettacolo «Lu Santo Jullàre Françesco» di Dario Fo e Franca Rame.

Motore di rigenerazione Nel corso della cerimonia, Castelli ha sottolineato come la struttura rappresenti «molto più di un edificio recuperato: è il segno di come la cultura possa diventare motore di rigenerazione economica e sociale, creando coesione, identità e nuove opportunità per l’Appennino centrale». Un concetto richiamato anche da Proietti, che ha definito la riapertura «il simbolo della rinascita culturale e sociale di un’intera comunità. Ed è il segno di speranza per chi vive in questa area colpita dal terremoto». Il sindaco Boccanera ha espresso la soddisfazione dei cittadini evidenziando che «restituire il teatro alla città significa restituire un pezzo della nostra identità. Oggi Norcia ritrova uno spazio di cultura e socialità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici». La riapertura del teatro si inserisce inoltre nel contesto della candidatura di Norcia, capofila della «Civitas Appenninica», a Capitale europea della Cultura per il 2033.

La famiglia Cucinelli aveva in precedenza sostenuto i lavori di restauro della Torre Civica, nonché la realizzazione dei progetti di ripristino della struttura fortificata della «Castellina» e del palazzo comunale.

La comunità si riappropria così, dopo un decennio, del suo teatro, il cui edificio, nato nel 1876 su progetto dell’architetto perugino Domenico Mollajoli e devastato da un incendio nel 1952, era stato ricostruito tra il 1975 e il 1996 e successivamente gravemente danneggiato dal sisma dell’ottobre 2016.

La città di Norcia, che ha dato i natali a figure legate alla storia del teatro umbro come Virgilio Verucci, Aurelio Colizzi, Benedetto Trincia e Giovan Battista Fusconi, e che ha dato il nome al «norcino», maschera del teatro della Roma tra Cinquecento e Seicento, è particolarmente legata a questo monumento civico, che torna ora al centro dell’offerta culturale del territorio con spettacoli di prosa, concerti ed eventi di rilievo nazionale.

Al taglio del nastro in presenza delle autorità civili e religiose

«Il meticoloso intervento architettonico e strutturale attuato ci appare il simbolo dell’identità caparbia di questa meravigliosa cittadina – ha detto Brunello Cucinelli – che, dopo le lacerazioni lasciate dal sisma, ha trovato nel suo cuore operoso le ragioni e la forza per la rinascita. L’antica anima mistica della nostra amata Umbria, silenziosa e profonda come i boschi che l’attraversano, qui trova la sua espressione più vera. Quasi una madre, la terra nursina ha mostrato a innumerevoli generazioni di donne e uomini come vivere in armonia con il creato; qui è nato Benedetto, il santo d’Europa; e chissà quante volte avrà accolto i cammini di San Francesco, che con i suoi piedi scalzi univa l’amore per il cielo, il sole e la luna alla terra profumata di vita. Proprio al Santo di Assisi – ha aggiunto Cucinelli -, per l’evento di inaugurazione del teatro, è stato dedicato un momento speciale con lo spettacolo ‘Lu Santo Jullàre Françesco’, opera di Dario Fo e Franca Rame, portato in scena da Matthias Martelli. Desideriamo rivolgere un pensiero di gratitudine al sindaco Giuliano Boccanera, all’amministrazione comunale, al Teatro Stabile dell’Umbria e alla cittadinanza tutta. La famiglia Cucinelli è onorata di aver contribuito alla rinascita di questo luogo di cultura, incontro e arte, simbolo dell’affetto e della stima verso Norcia, la sua gente e la sua cultura millenaria».

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