
di Iv. Por.
Continua a crescere, anzi ad accelerare, il ricorso alla cassa integrazione in Umbria. Secondo i dati relativi al primo bimestre 2011 forniti dalla Cgil c’è un aumento di oltre il 28% rispetto allo stesso periodo del 2010. Anche per questo il sindacato lancia cinquanta giorni di mobilitazione a tutto campo e su tutto il territorio regionale.
Cig in crescita Complessivamente le ore di Cig autorizzate (Cgo + Cigs + Cigd) nel periodo gennaio-febbraio 2011 sono state in Umbria 2.331.890, il 28,67% in più rispetto allo stesso periodo del 2010 (a gennaio l’incremento si era fermato al 12,1%). Ma è scorporando il dato che emergono le note più preoccupanti: se infatti la cassa integrazione ordinaria cala del 36,89% (avendo molte aziende esaurito i periodi a disposizione), quella straordinaria cresce del 27,27%, mentre quella in deroga si impenna addirittura del 147,51%.
Il male si estende Ancora più eclatante il dato sul numero di lavoratori mediamente coinvolti nella cig. Sempre nel primo bimestre 2011 siamo a 14.219 (7.109 a zero ore), mentre a gennaio il dato si fermava a 9.546. Infine, preoccupa anche la tendenza della crisi ad estendersi sempre più pesanemente in settori inizialmente meno toccati, ma nei quali si sono verificate o sono ancora in atto vertenze e crisi aziendali di rilievo: risaltano infatti gli aumenti di ore di cassa integrazione in deroga autorizzate nella chimica (+470%), nel settore carta e poligrafiche (+285%), in quello edile (+417%) e nel commercio (+415%).
In piena crisi «Che la crisi sia tutt’altro che finita è evidente – commenta il segretario Cgil Mario Bravi – e noi avevamo messo in guardia i profeti del facile ottimismo a prendere con le molle i deboli segnali in controtendenza che si erano registrati a gennaio. La nostra mobilitazione delle prossime settimane vuole essere anche un modo per ribadire la gravità della situazione e la necessità di un inversione di rotta nelle politiche del Governo».
La mobilitazione Per questo la Cgil lancia 50 giorni di mobilitazione a tutto campo e su tutto il territorio regionale preparandosi allo sciopero generale nazionale del prossimo 6 maggio con una serie di iniziative, anche «non convenzionali», perché, come ha spiegato in conferenza stampa Bravi perché «la situazione che abbiamo davanti non è affatto convenzionale».
Il programma E allora ecco il programma di azione: centinaia di assemblee (mille l’obiettivo che si pone la Cgil Umbria) in tutte le realtà produttive della regione; il 24 marzo la prima assemblea provinciale dei cassaintegrati a Perugia (magazzino Ex Limoni, Ponte San Giovanni); il 25 marzo la giornata di mobilitazione di scuola e pubblico impiego; il 5 aprile la giornata del tesseramento Cgil, ma prima, il grande appuntamento del 2 aprile: «Un treno in marcia per il lavoro».
Due treni verso Perugia «Si tratta di un’iniziativa inedita con la quale vogliamo testimoniare l’unità dei lavoratori umbri e puntare la luce sulle varie realtà di crisi che attraversano il nostro territorio regionale», ha spiegato Mario Bravi. Nel dettaglio è poi entrata Raffaella Chiaranti, segretaria regionale e responsabile dell’organizzazione per la Cgil Umbria: «Il 2 aprile, due treni della Fcu partiranno contemporaneamente uno da Terni e uno da San Giustino, ai due estremi dell’Umbria. Entrambi confluiranno poi a Perugia, alla stazione di Sant’Anna, dove si terrà una manifestazione con la segretaria nazionale Cgil Serena Sorrentino. Ma prima di arrivare a Perugia, i due treni compieranno diverse tappe lungo il loro percorso, nelle quali – ha spiegato ancora Chiaranti – i lavoratori e i pensionati a bordo incontreranno altri lavoratori e pensionati di quei territori, insieme alle istituzioni locali e a tutti i cittadini che vorranno esserci». Dunque, una marcia lunga 153 chilometri per «sconfiggere la rassegnazione, ricongiungere l’Umbria del lavoro e preparare al meglio lo sciopero generale del 6 maggio», ha sottolineato Bravi.
Corteo a Terni Sciopero che in Umbria sarà accompagnato da una manifestazione regionale a Terni con un corteo che partirà da Piazza della Rivoluzione francesce (antistante stazione Atc) e raggiungerà piazza Tacito dove alle 11.30 si terrà la manifestazione conclusiva. «Sciopero che non sarà solo della Cgil – ha precisato ancora Bravi – ma di tutto il mondo del lavoro, perché rimetterà al centro temi fondamentali come la difesa dei diritti e delle dignità dei lavoratori, della democrazia e delle rappresentanza, della giustizia sociale e fiscale».

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