La Isa di Bastia

Il giudice del lavoro di Perugia ha rigettato il ricorso della Cisl per attività antisindacale contro la Isa di Bastia Umbra. Lo rende noto Confindustria Umbria, che si è da subito schierata a fianco dell’azienda. Il verdetto è arrivato il 18 giugno scorso dopo un tentativo di trovare una mediazione extragiudiziale, proprio nella sede dell’associazione di via Palermo, andata però a vuoto.

La denuncia La vicenda risale a maggio e ha suscitato una serie di polemiche, dopo l’opposizione della Cisl per l’accordo su 60 minuti in più di lavoro a settimana «su alcune linee» accettato dalla maggioranza delle Rsu, oltre che da Cgil e Uil. Da lì è scattata la denuncia da parte del sindacato di via Campo di Marte per comportamento antisindacale.

Le motivazioni della sentenza Secondo quanto riferisce Confindustria, nelle motivazioni il giudice ha ribadito alcuni principi che il ricorso all’orario flessibile non richiede una concertazione tra azienda e rappresentanze sindacali, ma unicamente una comunicazione preventiva alle seconde delle esigenze di flessibilità; che il ricorso alla flessibilità non richiede alcun formalismo come ad esempio fornitura di documentazione che attesti per iscritto le esigenze di flessibilità dell’orario; che la Isa ha sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali Fillea Cgil e Feneal Uil accordi sindacali migliorativi, sia in termini di gestione che di trattamento economico sull’utilizzo dello strumento della flessibilità. Accordi che la Cisl incomprensibilmente non ha sottoscritto.

Confindustria: ora serenità Confindustria ora auspica, da parte sua, che «si possa recuperare una fase di maggiore serenità nelle relazioni tra l’azienda e la Cisl superando le tensioni che sono originate nell’ultimo periodo e che – visto che non sono in discussione le regole e i diritti dei lavoratori – non giovano certamente al regolare svolgimento delle attività produttive che oggi più che mai devono essere tutte rivolte ad accrescere la competitività della Isa su mercati sempre più difficili e complessi. Serenità all’interno dello stabilimento, peraltro, invocata anche con alcune iniziative eclatanti da parte della quasi totalità dei lavoratori che hanno manifestato palese contrarietà ai comportamenti solamente strumentali posti in essere da alcuni colleghi rivendicando il diritto ad operare in un clima organizzativo di serenità tale da consentire all’azienda di poter rispondere alle immani sfide imposte dal mercato».