«Assumere subito e aprire urgentemente un tavolo con la Regione» altrimenti «ci troveremo costretti a procedere secondo i termini previsti dalla Legge 146/90», che regola lo sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Questa la richiesta che arriva da Fabio Ciancabilla della Fit-Cisl e Mirko Rossi e Ugl per l’aeroporto di Perugia su cui si chiede l’attuazione «degli accordi sottoscritti in sede prefettizia nel 2025 col Sase», col focus che resta l’incremento di organico al fine di «adeguare la struttura organizzativa e amministrativa dell’aeroporto San Francesco alle necessità imposte dai nuovi volumi di traffico e predisporre le basi per una crescita ulteriore che possa permettere di raggiungere il milione di transiti di passeggeri». I rappresentanti dei lavoratori dell’aeroporto di Perugia, però, procedono in ordine sparso. Alla vigilia della conferenza stampa di Cisl e Ugl è, infatti, intervenuto Ciro Zeno della Filt-Cgil Umbria per esprimere, da un lato, «profonda preoccupazione di fronte all’emergenza carburante», paventando il rischio di «black out operativo dell’aeroporto di Perugia», e, dall’altro, segnalare che «da mesi non abbiamo rapporti diretti col Sase». Ieri, comunque, dal Sase sono arrivate ampie rassicurazioni sull’approvvigionamento di carburante nello scalo umbro, oggi confermata da una note ufficiale che assicura: «In Umbria nessun taglio ai voli Ryanair». Lunedì è comunque attesa una conferenza stampa del Consiglio di amministrazione per tirare le fila sul mandato.

Nella conferenza stampa di giovedì mattina, comunque, Cisl e Ugl sono partiti dalla «soddisfazione per i dati positivi sui transiti passeggeri consolidati nel 2025 e le ottime performance del primo trimestre 2026» per poi puntare dritti al punto: «Gli ottimi risultati sono merito di tutti i lavoratori coinvolti nell’attività aeroportuale, compresi i dipendenti di ditte terze, e delle scelte della dirigenza». Da qui la questione considerata «urgente» da Ciancabilli e Rossi, ossia «dare seguito agli accordi sindacali sottoscritti con Sase un anno fa, che prevedono la crescita dei dipendenti in proporzione all’aumento dei transiti passeggeri 2025, oltre all’aumento dei buoni pasti che doveva scattare dal 2026». Le assunzioni, però, non sono ancora arrivate, motivo per cui i sindacalisti di Cisl e Ugl denunciano che i contenuti degli accordi «restano inapplicati per volontà – dicono – del socio di maggioranza, ossia la Regione Umbria, visto l’imminente cambio del Cda di Sase». Ciancabilli e Rossi, poi, hanno sostenuto anche di aver «più volte formalmente sollecitato una richiesta di incontro alla Regione Umbria senza mai avere risposte, nonostante l’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi, la cui delega resta in capo alla presidente Stefania Proietti, viva una fase cruciale per il suo futuro».

Mercoledì mattina Zeno della Cgil ha espresso «profonda preoccupazione di fronte all’emergenza carburante» per la tenuta dell’aeroporto di Perugia, sottolineando come da «mesi manchino risposte da parte del Sase», che viene accusata di «silenzio inaccettabile: da mesi non abbiamo rapporti diretti col gestore e la mancanza di trasparenza è diventata un pericolo per lo scalo e per i suoi lavoratori». In particolare, la Cgil vuole sapere «quali contromisure sta mettendo in campo il gestore» e quali «strategie per rispondere a questo pericolo, poiché un aeroporto fermo significa un’Umbria isolata e posti di lavoro a rischio». Zeno poi attacca la «dirigenza di Sase» quando dice che «se non è in grado di gestire questa emergenza o di comunicare alle parti sociali le soluzioni individuate, deve assumersene la responsabilità davanti alla Regione e ai cittadini. In assenza di una convocazione immediata e di un piano industriale capace di fronteggiare l’emergenza carburante e la crisi economica del settore, attiveremo ogni forma di pressione necessaria a tutela del sito aeroportuale e dell’occupazione».

Sul punto, però, giovedì mattina è stato il Sase a ribadire «si informa che l’aeroporto non subirà alcun taglio o cancellazione di voli a seguito della decisione di Ryanair di ridurre le proprie operazioni in alcuni Paesi europei, tra cui Belgio e Spagna». E ancora: «L’aeroporto non registra problematiche relative alla fornitura di carburante aereo. Le operazioni di scalo si svolgono regolarmente e senza alcuna criticità, garantendo la piena operatività dei collegamenti programmati».

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