Nel terzo trimestre del 2016 il sistema imprenditoriale umbro vede prevalere il numero delle iscrizioni delle imprese (965) su quello delle cessazioni non d’ufficio (762). Il flusso delle iscrizioni accusa una lieve contrazione rispetto all’anno precedente (-0,3%), valore negativo ma comunque migliore di quello registrato a livello nazionale (-6,5%). A questa indicazione si aggiunge una diminuzione delle cessazioni (-0,3%) manifestatasi però con un’intensità inferiore rispetto alla media italiana (-1,8%). Sono dati che emergono dal cruscotto statistico di Unioncamere Umbria, relativi ai mesi luglio, agosto, settembre.
I DATI ECONOMICI DEL TERZO TRIMESTRE
Segni di vitalità per edilizia Tra le varie attività economiche in relazione allo stesso trimestre dell’anno precedente il settore commerciale è quello che fa registrare la maggiore movimentazione anagrafica sia in termini di iscrizioni (213) che di cessazioni (224), mentre percentualmente le riduzioni più pesanti delle iscrizioni hanno colpito il settore del turismo (-25,8%) e quello del commercio (-21,4%). Rilevante il +46,8% delle costruzioni e il 31,8% dell’agricoltura. Quanto alle cessazioni vanno segnalati il dati positivi relativi alle riduzioni nel turismo (-22,2%), nelle costruzioni (-13,4%) e nel commercio (-3%).
Più società di persone Osservando la forma giuridica delle iscrizioni si registra, rispetto al corrispondente periodo del 2015, un arretramento delle società di capitale (-7,8%) mentre crescono i valori delle società di persone +3,8% e le imprese individuali +2,7%. A livello nazionale, invece, calano le iscrizioni in tutte le forme giuridiche, il dato “più positivo” è il -2,1% delle società di capitale.
Tengono le imprese di stranieri In merito alla tipologia delle imprese iscritte nel terzo trimestre del 2016, più di un quarto si concentrano in aziende di tipo “giovanile”(278 iscrizioni e 28,8% del totale), poco meno di un terzo sono quelle di tipo “femminile” (297 e 30,8%) e per il 16,8% in quelle “straniere” (163 iscrizioni). Di tutte e tre le suddette tipologie di imprese solo le imprese straniere registrano un +2,5% rispetto al numero di iscrizioni del III trimestre 2015, mentre calano sia le femminili (-1%) che le giovanili (-3,5%). A livello nazionale sono negative le variazione di tutte e tre le tipologie, le straniere arrivano a -17,8%.
Fallimenti e liquidazioni Calano i fallimenti -8,3% (a livello nazionale la diminuzione è pressoché identica) mente aumentano i concordati che, al contrario, diminuiscono a livello nazionale. A livello settoriale i fallimenti aumentano nei servizi alle imprese (+200% e 6 fallimenti), nel manifatturiero (+57,1 e 11 fallimenti), e nel commercio (20% e 12 fallimenti). A livello nazionale sono in calo in tutti settori, eccezion fatta per le assicurazioni e credito (+21,4%) e servizi alle imprese (+2,1%). Scioglimenti e liquidazioni segnano un +0,9% rispetto al terzo trimestre 2015 e a livello nazionale aumentano del 9,1%.
Unità locali Le aperture delle unità locali in Umbria, rispetto al III trimestre 2015 diminuiscono di un 8,4% mentre le chiusure aumentano, anche se al di sotto dell’1% (+0,6%), ciò nonostante il saldo aperture/chiusure è positivo di 75 unità (aperture 395, chiusure 320): lo scorso anno era stato di 113 unità. A livello nazionale le aperture perdono solo lo 0,1% e le cessazioni calano del -3,6% (valori uguali per le aperture e migliori per le chiusure rispetto a quanto registrato nel III trimestre 2015).
Occupazione L’occupazione, calcolata sulla base dei dati forniti dall’Inps su un insieme significativo di imprese (poco più di 53 mila) compresenti e riferiti al trimestre precedente a quello in esame, registra un complessivo +1,6%, dato rassicurante ma inferiore al dato nazionale che è del +2,6%. La variazione positiva non caratterizza però tutti i settori: segnano un identico segno meno (-1,3%) i settori di costruzioni e assicurazioni e credito. A livello nazionale variazioni positive per tutti i settori. A livello dimensionale in Umbria segno negativo solo per le micro imprese sotto i 9 addetti che perdono il -1,4% mentre è in aumento l’occupazione in tutte le altre classi dimensionali, in particolar modo si sottolinea il+5,7% delle imprese da 10 a 49 addetti.
