di Iv. Por.
Dati pressoché stabili, ma ancora negativi. L’economia umbra sembra aver superato la fase più acuta della crisi, ma si è lontani dall’uscita del pantano della stagnazione. Sono le indicazioni che arrivano dalla ultima indagine congiunturale di Unioncamere Umbria, la più aggiornata analisi statistica sulle imprese manifatturiere, relativa al terzo trimestre del 2013. Una premessa significativa, che fotografa l’economia regionale: le grandi imprese rappresentano solo 1,1% del campione selezionato ma determinano quasi il 47% della produzione totale e sono le uniche che registrano un risultato netto complessivo con il segno positivo.
Produzione e fatturato giù La produzione nel terzo trimestre scende dell’1,5% rispetto allo stesso periodo del 2012 (è il dato migliore degli ultimi 21 mesi nei quali l’attività produttiva delle imprese dell’Umbria era arrivata a scendere fino al 7%), mentre il fatturato cala del 3% e gli ordini dell’1,2%. Col segno più, invece, i dati sull’export: il fatturato estero cresce dal punto di vista tendenziale dell’8,7% e gli ordinativi del 4,1% Se si guarda ai comparti, il segno meno rispetto al 2012 nella produzione è generalizzato: dal -3,78% dell’alimentare al -2,65% del tessile, dal -2,21% del legno e mobili al -0,42% del chimico, ma anche il -4,93% della meccanica e il -7,32% dell’elettronica e il -0,13% dei metalli
Pessimismo Tra gli imprenditori non regna certo l’ottimismo: solo il 23% delle oltre 500 aziende esaminate si attende un miglioramento della situazione, mentre il 39% degli intervistati prevede stabilità e il 37,7% presume ancora una diminuzione della propria attività. E’ un dato in miglioramento rispetto a quelli degli ultimi 2 anni, ma comunque prevale il pessimismo.
Commercio in crisi Nel commercio la crisi permane ma rallenta di intensità. Le vendite calano ancora (-2,7%) ma è il valore meno negativo dall’inizio del 2012. Calo che riguarda sia l’alimentare (-3,5%) che il non alimentare (-3,7%), ma anche la grande distribuzione (-0,4%). Anche i risultati relativi agli ordinativi riflettono lo stato di difficoltà del settore commerciale regionale considerato che oltre il 45,7% degli imprenditori ha indicato una diminuzione a fronte di un 20,6% che segnala un incremento rispetto al precedente trimestre. Per quanto riguarda le previsioni relative al fatturato per il prossimo trimestre, la maggior parte delle imprese rispondenti (46,5%) pronostica una diminuzione rispetto ad una quota del 20,1% che invece si aspetta una crescita.
Male l’occupazione L’occupazione resta il buco nero. Nel terzo trimestre gli imprenditori intervistati hanno, complessivamente, indicato un lieve incremento (0,2%) rispetto al precedente trimestre e, nello stesso tempo, una contrazione del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2013, un dato sensibilmente inferiore a quello registrato nel primo (‐6,0%) e nel secondo trimestre (‐4,0%). Per quanto riguarda le previsioni per il trimestre successivo si rafforza la quota delle imprese che prevedono una situazione di stabilità (82,9%) mentre si riduce quella di coloro che pronosticano un aumento e soprattutto la percentuale delle segnalazioni di diminuzione portandosi ad un livello di 13,8%, cioè circa 7 punti in meno rispetto ai primi due trimestri del 2013.
Saldo imprese Segnali contrastanti arrivano dal Cruscotto statistico, grazie al quale Unioncamere Umbria fotografa in modo periodico lo stato dell’economia attraverso i dati aggiornati di un campione di oltre 54.000 imprese. Il saldo tra le imprese iscritte e quelle che hanno cessato l’attività è quasi in pareggio ma le cessazioni crescono ancora rispetto alle nuove iscrizioni. L’andamento piuttosto negativo del tessuto imprenditoriale umbro rispetto allo scorso anno, è testimoniato anche dall’aumento del 33% (sempre rispetto al terzo trimestre 2012) delle imprese in scioglimento e liquidazione e del 20% dei fallimenti e altre procedure concorsuali. A parziale bilanciamento, il fatto che le aperture di unità locali aumentano di quasi il 15%, e invece diminuiscono del 12% le chiusure.
Morìa di imprese individuali L’andamento delle iscrizioni e delle cessazioni (non d’ufficio) è molto diverso in relazione alla forma societaria. Con riferimento al terzo trimestre 2013, tra le società di capitali, le iscrizioni sono più di tre volte il numero delle cessazioni; le società di persone hanno un saldo positivo, ma proporzionalmente molto più limitato; tra le imprese individuali, le cessazioni sono invece molto più numerose delle nuove iscrizioni. La situazione è molto simile se si considera l’aggregato dei primi tre trimestri: le iscrizioni delle società di capitali sono pari a più del doppio delle cessazioni; saldi negativi per le imprese individuali e, in questo caso, anche per le società collettive.
Cambia il panorama La maggior parte delle nuove iscrizioni arriva nel settore del Commercio e in quello delle Costruzioni. Diminuiscono invece nei Servizi alle imprese, nel Manifatturiero e anche in Agricoltura. Le nuove imprese femminili aumentano del 18% e ormai rappresentano il 31% del totale. Quelle giovanili sono il 33% del totale ma crescono solo del 3%. Le nuove imprese straniere sono invece aumentate del 7% e arrivano al 17% delle nuove imprese iscritte. Apre segnali di speranza il dato sulla apertura e la chiusura delle unità locali: nel terzo trimestre del 2013 le imprese con la “testa” fuori dalla regione ma che producono in Umbria sono cresciute del 21%.
