di Mar. Ros.
La delibera di giunta, con tanto di statuto e piano strategico per Terni reti redatti col supporto legale dello studio Orrick, Herrington & Sutcliffe, quella c’è. Ora, come vuole la tradizione burocratico-istituzionale, l’atto passerà al vaglio della commissione consiliare competente, fissata per venerdì prossimo, poi arriverà sui banchi dell’intero consiglio chiamato al voto. Alla stessa delibera pare sia appeso il futuro dei lavoratori Usi, destinati al trasferimento alla nuova multiutility di cui diffida pesantemente il Movimento 5 stelle. Durissime le parole del consigliere Federico Pasculli che la definisce «piccolo-grande carrozzone nascente della politica ternana».
Usi Il consiglio ha già approvato a fine settembre la messa in liquidazione di Umbria servizi innovativi ed ora è chiamato a esprimersi su Terni reti, che resta controllata al 100% da Palazzo Spada ma assume il profilo di società patrimoniale. Alla stessa srl, è previsto l’affidamento di numerosi servizi e c’è chi ironizza: «La cenerentola delle società partecipate comunali, quella che oggi è la semplice proprietaria della rete del gas, si avvia a diventare il nuovo piccolo-grande carrozzone della politica ternana – scrive Pasculli – da società composta di un amministratore unico ed un lavoratore part time, diventerà la gestrice dei parcheggi interrati e di quelli di superficie, la signora della ztl e delle multe, la manager dell’Aviosuperficie, financo colei che ci darà la luce (pubblica)».
Lavoratori Per svolgere tutti i compiti che l’amministrazione comunale vuole affibbiarle, la multiutility avrà bisogno di 38 dipendenti. Incassato l’ok del consiglio, fissato per lunedì 9 novembre, occorrerà dunque avviare le procedure di mobilità tra pubbliche amministrazioni per individuare il personale da trasferire in Terni reti; di sicuro, salvo sorprese, alle dipendenze della nuova società patrimoniale saranno trasferiti i lavoratori di Umbria servizi innovativi che inizialmente erano 44 in tutto, 8 dei quali già trasferiti a Umbria digitale, mentre 6 sarebbero (condizionale d’obbligo) destinati ad un’altra multiservizi ternana, Asm.
Organizzazioni sindacali Secondo quanto trapela, proprio all’indomani dell’approvazione dello statuto e del piano strategico di Terni reti, per questi inizierà il processo di mobilità conseguente al trasferimento dei servizi: il primo passo sarà l’incontro, tra palazzo Spada e le organizzazioni sindacali, per definire un protocollo d’intesa, o piattaforma condivisa che dir si voglia, per il definitivo percorso di stabilizzazione del personale.
La contrarietà del M5s «Terni reti – tuona Pasculli – è una multiutility che dovrebbe portare un incremento degli utili pari a zero. Il tutto condito con l’assunzione di circa 38 dipendenti, presumibilmente la parte privilegiata degli esodati delle altre società a partecipazione comunale demolite o in corso di demolizione sotto i colpi della malagestione della politica nostrana. Ma se fino ad oggi la gestione è stata fallimentare (di Usi, dei parcheggi, ecc.), che garanzia abbiamo che cambiando nome alla società, tutto diverrà magicamente efficiente? Nessuna, tant’è che lo stesso piano industriale prevede di fatto una gestione in passivo delle nuove business unit».
Partecipate «Il Comune – prosegue – cederà a Terni Reti la proprietà dell’illuminazione pubblica, ma con gestione della stessa tramite un soggetto terzo solo perché, dal piano è prevista la vendita della rete al valore di circa 8 milioni di euro, che la società verserebbe al Comune in cambio di un ritorno economico irrisorio. In pratica, – spiega – Terni Reti potrebbe fare quello che è precluso al Comune, cioè l’acquisizione di un finanziamento non correlato ad un investimento: le solite manovre a copertura dei buchi di bilancio. Dopo aver schiantato nell’ordine Isrim, Usi, Atc, – conclude il consigliere – è arrivato il momento di Terni Reti, nuovo giocattolo del Pd ternano».
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