Nel 2012 60 mila famiglie in più rispetto al 2011 si sentono impoverite
Nel 2012 60 mila famiglie in più rispetto al 2011 si sentono impoverite

di Daniele Bovi

Rispetto ad un anno fa gli umbri sono meno soddisfatti delle proprie condizioni di vita, principalmente perché sentono peggiorate quelle economiche, e avvertono di più il rischio criminalità. In questo scenario permangono due sicurezze: famiglia e amici. Sembra essere questo il quadro disegnato nel dossier dell’Istat diffuso giovedì sulla «Soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita». Dall’analisi dei dati contenuti nello studio, realizzato nel marzo 2012, il primo numero che salta agli occhi è quello sul «voto» complessivo che gli umbri danno alla propria esistenza: dal 7,1 del 2011 al 6,8 del 2012. Scorrendo le molte tabelle allegate e confrontando i risultati con quelli dell’anno passato emerge quanto accennato in precedenza: il «rating» al ribasso della propria vita dipende più che altro da una percezione di peggioramento della situazione economica.

Condizioni economiche Quanto questo peggioramento sia reale o «percepito» poco importa: è a quel numero, a quella «febbre» misurata dall’Istat che occorre dare risposta. Nel 2012 il numero di umbri che si dicono «abbastanza soddisfatti» della propria situazione economica è di 345 mila, quasi 40 mila in meno rispetto ad un anno fa; quelli «poco soddisfatti» passano da 280 a 288 mila mentre quelli «per niente soddisfatti» fanno segnare l’aumento maggiore: da 98 a 132 mila. I più benestanti sembrano non accusare il colpo: i «molto soddisfatti» erano 22 mila nel 2011 e sono 21 mila nell’anno che si sta per chiudere.

Famiglie e criminalità Se come unità di misura si prendono le famiglie le cose non variano molto. Secondo le risposte fornite, nell’ultimo anno 40 mila famiglie in più (dalle 115 mila del 2011 a 154 mila) vedono la loro situazione «un po’ peggiorata»; quelle che la vedono «molto peggiorata» passano da 30 a 50 mila. Quelle che la vedono «invariata» sono 159 mila (erano 183 mila nel 2011) mentre miglioramenti ci sono stati per 13 mila famiglie contro le 18 mila del 2011. Un’automatica connessione con la sensazione di relativo impoverimento ovviamente non c’è e sarebbe superficiale farla, fatto sta che rispetto all’anno passato la tabella che parla dei problemi più sentiti nella zona dove abitano le famiglie della regione parla chiaro: il rischio criminalità era un problema «molto o abbastanza» sentito nel 21% dei casi e lo è nel 32,7% dei casi nel 2012.

I problemi Nel complesso le risposte rimandano l’immagine di una regione dove alcuni problemi sono meno sentiti rispetto alla media del Paese. Dopo la criminalità c’è il traffico, 31,7% contro il 38% dell’Italia, poi il non fidarsi a bere l’acqua del rubinetto (30,2%), la difficoltà di collegamento coi mezzi pubblici (29%), il rumore (26% contro il 31% della media nazionale), la difficoltà di parcheggio (22%, sei punti in meno della media), la sporcizia in strada (20% contro il 27% dell’Italia) e infine il 7% sente «molto o abbastanza» il problema delle irregolarità nell’erogazione dell’acqua. In questo scenario, come detto, gli affetti nella stragrande maggioranza dei casi sono una sicurezza: 729 mila umbri su 792 mila (il campione intervistato è quello dai 14 anni in su) è molto o abbastanza soddisfatto delle sue relazioni famigliari, 688 mila di quelle con gli amici e il 66% lo è del proprio tempo libero. Per quanto riguarda invece il grado di fiducia interpersonale, il 17,7% degli umbri pensa che la gran parte della gente «sia degna di fiducia» mentre l’81,2% ritiene che «bisogna stare molto attenti». E se sei perde il portafoglio? Più probabile che a riportarlo al legittimo proprietario sia un poliziotto o un carabiniere (81%) che il vicino di casa (69%) o un perfetto sconosciuto (10%).

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