Nuovi numeri per Garanzia giovani, il programma comunitario che aveva come obiettivo rompere il muro sempre più alto della disoccupazione giovanile in Europa. L’Umbria dispone di 22,8 milioni di euro, con la maggior parte dei fondi, 8 milioni e mezzo di euro, destinati alla formazione, con l’obiettivo di allineare i profili dei giovani con meno di 30 anni alle richieste da parte delle aziende, mentre 3,7 milioni di euro sono destinati ai bonus per le imprese che assumono i giovani. Le risorse restanti sono destinate per l’accoglienza, l’accompagnamento al lavoro, i tirocini, servizio civile, sostegno all’autoimpiego e mobilità professionale. Alle diverse polemiche sul buco nell’acqua che si stanno sollevando da più parti sull’efficacia di Garanzia giovani, ha già risposto l’assessore regionale Fabio Paparelli, sottolineando le mille esperienze lavorative, che ora torna sull’argomento con nuovi numeri.

Quasi duemila «In Umbria – afferma il vicepresidente della giunta – il programma ‘Garanzia Giovani’ si dimostra uno strumento positivo per agevolare l’ingresso nel mercato del lavoro da parte di quanti, fra i 15 e i 29 anni, non sono inseriti in un percorso scolastico e formativo né hanno un’attività lavorativa: ad oggi, secondo gli ultimi dati disponibili, sono infatti quasi duemila i giovani che dopo l’adesione al programma e l’orientamento da parte dei Centri per l’impiego hanno avuto un’occasione di lavoro. Di questi una parte importante circa il 40% con rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato o a termine di durata superiore a sei mesi».

I numeri Dal monitoraggio sugli oltre 9.300 presi in carico, Paparelli spiega che «è significativo che in 1.970 abbiamo avuto un’occasione di lavoro nelle varie forme consentite. Tra essi 290 contratti di apprendistato, 282 contratti a tempo indeterminato, oltre a 1.398 attivazione di rapporti di lavoro con varie forme contrattuali a termine. Di questi, 1.490 in provincia di Perugia e 480 in quella di Terni. Se si passa poi ad analizzare i contratti di lavoro in base alla durata, si evidenzia che complessivamente sono 772 i contratti di lavoro dipendente aventi una durata almeno pari a sei mesi. Dati – sottolinea Paparelli – che sono stati verificati con le comunicazioni obbligatorie delle imprese e che confermano come il programma offra un valido contributo all’attuazione delle politiche attive del lavoro nel contrasto al problema della disoccupazione giovanile».

Tirocini In merito ai tirocini, il vicepresidente Paparelli evidenzia che a seguito dei recenti accordi con la Direzione regionale dell’Inps è stata velocizzata l’erogazione dei pagamenti delle indennità di tirocinio grazie ad una accelerazione concordata delle procedure. In base alla storia scolastica e professionale, ai giovani che si iscrivono al Programma viene proposta una o più opzioni: un percorso verso il completamento del ciclo scolastico/formativo per chi non ha completato gli studi, per chi li ha terminati e vuol acquisire maggiori competenze un corso di formazione (sono previsti voucher fino a 4.000 euro) o ancora tirocini (con indennità) collegati ad incentivi all’assunzione, servizio civile (con indennità), oppure, se sussistono le condizioni, un percorso per diventare imprenditore o un colloquio per accedere direttamente al mondo del lavoro.

Molti da fuori Andrea Smacchi (Pd) sottolinea, invece, come «i Centri per l’impiego della Provincia di Perugia dicono che molti tra i novemila presi in carico per un primo colloquio arrivano da Puglia, Calabria, Abruzzo, Liguria, Piemonte, Veneto e Toscana. Tutti attirati dai programmi di formazione delle nostre agenzie. Un flusso che non appesantisce le finanze umbre, visto che le Regioni di provenienza rimborsano all’Umbria l’erogazione della misura».

Altri numeri«Al 31 luglio – specifica il consigliere regionale – il provvedimento assegnato maggiormente ai 7.060 giovani che si sono presentati nei cinque Centri della Provincia di Perugia sono i voucher per misure formative volte all’inserimento professionale (2.883), seguiti dai tirocini (2.702), il servizio civile (414), la scolarizzazione per giovani dai 15 ai 18 anni (408), le misure per agevolare l’accesso al lavoro (77) e il lavoro con le reti Eures (33). Nello specifico – spiega Smacchi – oltre tremila misure sono quelle assegnate su PERUGIA. Si tratta di 1.551 tirocini e 1445 voucher mentre 162 sono gli indirizzati al servizio civile e 253 i giovani per le misure di scolarizzazione per i compresi tra i 15 e 18 anni. Ventinove sono quelli aiutati nell’accesso al lavoro, 14 nell’auto imprenditorialità e 27 Eures. A FOLIGNO 496 sono i tirocini, 544 i voucher, 73 quelli per il servizio civile, 70 indirizzati alle misure di scolarizzazione, 19 all’accesso al lavoro, 3 all’auto imprenditorialità e 2 Eures, per un totale di 1.180 misure. A CITTÀ DI CASTELLO i provvedimenti totali sono 1.245. Quattrocentonove i tirocini, 596 i voucher, 153 gli indirizzati al servizio civile, 61 quelli indirizzati alla scolarizzazione, 20 per l’accesso al lavoro, 3 supportati nelle iniziative di auto imprenditorialità e 3 Eures. A GUBBIO spiccano i voucher, 205. 195 i tirocini, 22 gli indirizzati al servizio civile, 22 alla scolarizzazione, 7 all’accesso al lavoro e uno coadiuvato nell’auto imprenditorialità. Anche a GUALDO TADINO maggiore il numero di voucher sui tirocini, 93 infatti contro 78. Quattro le richieste di servizio civile, 2 le misure di scolarizzazione, 2 gli aiuti nell’accesso al lavoro e tre nell’auto imprenditorialità». «Complessivamente – spiega infine Andrea Smacchi – fino al 31 luglio sono stati 10.893 gli appuntamenti presi nei Centri per l’Impiego ma 3.402 giovani non si sono presentati. Dei rimanenti, 432 non avevano i requisiti. Numeri importanti dunque, quelli di Garanzia Giovani, per uno dei pilastri usati dalla Regione per contrastare la disoccupazione giovanile».

Le critiche di Liberati Numeri che il capogruppo del M5S in consiglio regionale Andrea Liberati critica duramente: «In Italia – dice – Garanzia Giovani rappresenta dunque un fallimento su tutta la linea, un modello inadeguato per un Paese già privo di tutele e di reddito di cittadinanza». A proposito dei duemila posti di lavoro di cui parla Paparelli il consigliere chiede «quale lavoro, forse uno occasionale e a liquidazione straposticipata? Un lavoro senza adeguati diritti economici, sociali, previdenziali sarebbe lavoro o piuttosto i decisori apicali stanno ingrossando le fila del nuovo caporalato legalizzato?». «In Umbria – aggiunge – si aggiunge l’opacità del percorso di formazione, viste anche le denunce che il Movimento 5 Stelle ha presentato alle competenti autorità a seguito di puntuali esposti di alcune agenzie formative, che contestano le modalità di assegnazione dei fondi: una vergogna di cui qualcuno dovrà presto rispondere».

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