Riorganizzazione in corso nel gruppo Intesa

di Iv. Por.

Sono già d’accordo per fare un punto della situazione sull’accorpamento delle Casse di risparmio umbre in mano a Intesa-San Paolo subito dopo le elezioni, la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e i sindaci di Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello. Sul tavolo la presidente spera di avere un rapporto definito sugli scenari futuri da illustrare ai rappresentanti delle comunità, piuttosto preoccupati sulle conseguenze di una fusione tra Carit, Caricast, Carifol e Carispo per dare vita a una Cassa di risparmio delll’Umbria.

Il summit «Dovremmo vederci intorno al 20», dice al Sole 24 Ore Centronord il primo cittadino di Foligno Nando Mismetti. Dopo, cioè, che i cittadini tifernati avranno scelto il loro sindaco (a meno che non si vada al ballottaggio, nel qual caso ci sarebbe uno slittamento) e, possibilmente, il primo cittadino di Terni Leopoldo Di Girolamo abbia risolto l’intricata crisi istituzionale che ha portato alle sue dimissioni. Con la presidente Marini tenteranno di fare fronte comune davanti alle scelte del colosso bancario.

Carte ancora coperte Finora Intesa non ha scoperto le carte. «E’ un tema che stiamo approfondendo, ma per adesso non c’è ancora nulla di definitivo», fanno sapere dal gruppo guidato da Corrado Passera e Giovanni Bazoli. Se fusione sarà sorgerà dunque un soggetto con marchio unico “Cassa di risparmio dell’Umbria” che dovrebbe inglobare i 115 sportelli delle quattro casse umbre più, probabilmente, altri venti di Cr Firenze e del Gruppo Intesa presenti in Umbria. Ma i rappresentanti del territorio e quelli sindacali tengono alta la vigilanza. A partire dalla Regione, dove la presidente Catiuscia Marini ha incontrato i presidenti delle quattro Fondazioni collegate agli istituti, che non dovrebbero essere toccate dalla fusione, almeno in una prima fase. Tutti insistono sulla necessità di mantenere il rapporto tra banche e territori.

Asse Foligno-Spoleto I più critici verso il progetto sono i folignati e gli spoletini, già scottati dalla chiusura della holding Casse del Centro. Il primo cittadino di Foligno Mismetti e il collega spoletino Daniele Benedetti, qualche settimana fa in una lettera ai vertici di Intesa, avevano espresso «preoccupazione». Per Benedetti e Mismetti «la soppressione delle Cr operanti da oltre cento anni andrebbe nella direzione opposta di quanto richiesto da diverse amministrazioni locali e cioè la necessità di soluzioni quanto più adeguate per agevolare il rapporto banca-territorio». E in una nota congiunta tornano a ribadire che «ogni ipotesi di accorpamento deve ottenere il benestare di tutti, azionisti, istituzioni, parti sociali, enti locali e soprattutto Fondazioni. Ribadiamo – affermano Mismetti e Benedetti – che qualsiasi modello di organizzazione diversa dall’attuale non deve ledere la storia dei territori o sminuire l’utilità delle Casse umbre per l’economia e lo sviluppo locale, ma andare maggiormente incontro ai nuovi e mutati bisogni determinati dalla debolezza socio-economica che stiamo purtroppo attraversando. Per questo le istituzioni vanno coinvolte e puntualmente informate, sull’eventuale operazione, insieme a tutte le parti interessate».

Foligno: chiesto incontro a Carifol A Foligno si è mosso il consiglio comunale, oltre alla giunta. «Abbiamo chiesto un incontro con il presidente della Carifol e con quello della Fondazione – spiega Mismetti -. In un momento economicamente così difficile io non difendo di certo la permanenza o meno di un Cda ma mi interessa che il mondo del credito resti vicino al territorio, ai cittadini e alle imprese».  Quindi neppure da Mismetti c’è una preclusione a prescindere alla riorganizzazione anche se, a suo parere, «sarebbe più intelligente mantenere un marchio storico e legato al territorio».

Terni vuole la sede Meno drastici a Terni, dove il cambiamento potrebbe aumentare il potere decisionale, non tanto nella presidenza come si vocifera, quanto nella sede della Cassa di risparmio dell’Umbria (mentre le indiscrezioni la vorrebbero a Perugia). «Il legame tra banca e territorio è fondamentale e noi ci teniamo particolarmente – spiega il sindaco dimissionario Di Girolamo -. Detto ciò, noi non siamo contrari per principio a processi di aggregazione per costituire massa critica. Anzi, siccome Carit ha i numeri migliori tra le quattro casse umbre riteniamo di poter avanzare una candidatura per ospitare la sede di un’eventuale Cr dell’Umbria, anche perché siamo l’area economicamente più importante. La ex sede della Banca d’Italia, ad esempio, sarebbe ottimale».

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One reply on “Fusione Casse di risparmio, vertice tra Marini e i quattro sindaci. Terni vuole la sede”

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