di Ivano Porfiri
Forse resterà con il ruolo di presidente onorario («lo statuto lo prevede, ma non dipende da me»). Una veste da padre nobile, in cui è difficile immaginare Carlo Colaiacovo, uomo abituato a decidere, più incline all’operatività che al taglio dei nastri. Fatto sta che, con il varo del bilancio 2015 e l’ormai imminente nomina del nuovo Consiglio di indirizzo, decadrà automaticamente dalla guida della Fondazione Cassa di risparmio. «Abbiamo avuto l’onore di ricoprire questa carica per quasi un ventennio – ha sottolineato in conferenza stampa nella sede di Palazzo Graziani -. È stata un’esperienza esaltante e proficua, che si chiude con un bilancio largamente positivo, dal punto di vista professionale ma anche (forse soprattutto) dal punto di vista umano».
L’eredità «Non è facile – ha detto Colaiacovo – prendere congedo da ciò che si è contribuito a costruire con tenacia e passione, facendosi sempre guidare dall’amore per la propria terra. Ciò che consola è la convinzione di aver ben operato in tutti questi anni. Di aver fatto delle scelte che consegnano a Perugia e all’Umbria una realtà solida e rispettata, il cui rilievo nel tessuto economico e sociale è ormai da tutti riconosciuto. Chi nelle prossime settimane prenderà la guida della Fondazione avrà sulle sue spalle una bella responsabilità. Ma erediterà anche una struttura solida e ben avviata, ormai fortemente radicata nel tessuto locale, e destinata ad assumere nel prossimo futuro un ruolo ancora più strategico».
LA FONDAZIONE COMPRA IL TURRENO
Erogati 215 milioni Quale sia stato il ruolo svolto dalla Fondazione in questi due decenni, secondo Colaiacovo «si riassume in una cifra secca ma eloquente: abbiamo erogato sul territorio 215 milioni di euro. Un volume di risorse che ha certamente inciso (crediamo molto positivamente) sullo sviluppo economico e sociale della nostra comunità. Non era scontato che la Fondazione svolgesse un simile ruolo quando essa è nata nell’ormai lontano 1992. Grazie all’impegno dei suoi amministratori essa si è imposta strada facendo come una delle più importanti e solide, dal punto di vista patrimoniale, a livello nazionale».
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«Oculato e corretto» La Fondazione, ha voluto rimarcare il presidente in tutto questo periodo «è stata gestita in modo oculato e corretto e sempre nel segno della trasparenza. Strada facendo abbiamo visto crescere non solo la nostra dotazione finanziaria, ma anche il nostro patrimonio immobiliare. Abbiamo altresì costruito una raccolta d’arte di grandissimo valore. Siamo poi diventati, con la nascita della Fondazione CariPerugia Arte, un vero e proprio motore culturale, come dimostrano le iniziative espositive che da due anni a questa parte abbiamo realizzato a ritmo continuo. Abbiamo dato lavoro a numerosi giovani nel campo dei beni culturali. Abbiamo costruito una squadra di professionisti di grande valore, che si trova alla guida tecnica delle due Fondazioni. Ma soprattutto abbiamo acquisito un grande patrimonio di credibilità, agli occhi dei cittadini, che è la nostra vera ricchezza».
«Si resti fuori dalla politica» Sul futuro, Colaiacovo ha speso poche parole: «Se la Fondazione resterà indipendente, fuori dalla politica e, quindi, dal potere, avrà un grande futuro. Dove la politica ha messo le mani, quelle fondazioni oggi non ci sono più. Noi siamo rimasti all’inizio agganciati 3-4 anni alla banca ed è stato un calvario». Il presidente ha evidenziato come «noi eravamo 60 volti più piccoli del Monte dei Paschi di Siena, oggi siamo 3 volte più grandi».
Bilancio 2015 Ovvio che un passaggio tanto delicato ha fatto finire un po’ in secondo piano il bilancio annuale, che pure evidenza numeri importanti con oltre 16 milioni di euro erogati per 318 progetti. Il documento, varato dal Cda della Fondazione, è stato presentato da Colaiacovo e dal segretario generale Fabrizio Stazi. A confermare lo stato di buona salute dell’Ente, il 2015 ha registrato un avanzo d’esercizio di 17,7 milioni di euro, un risultato particolarmente significativo che consentirà di fare fronte alle erogazioni previste per il 2016. Grazie alla oculata politica di gestione nel corso degli anni si è riusciti ad accantonare altresì risorse al “Fondo di Stabilizzazione delle erogazioni” per euro 14,7 milioni. Queste risorse potranno essere usate per garantire un flusso costante delle erogazioni anche nei periodi in cui i rendimenti finanziari saranno modesti.
318 progetti Tornando ai progetti finanziati, 14,8 milioni sono andati ai settori Arte, Attività e Beni Culturali; Salute pubblica; Educazione Istruzione e Formazione; Ricerca Scientifica e Tecnologica; Sviluppo Locale, mentre circa 1,3 milioni di euro sono stati erogati a sostegno degli altri due settori ammessi: Volontariato, Filantropia e Beneficenza e del settore Assistenza agli anziani. All’Università sono stati finanziati 64 progetti per un importo complessivo di 3,9 milioni di euro, mentre ai Comuni sono andati 2,1 milioni di euro. Tra i privati troviamo le Fondazioni con 5,5 milioni di euro e gli Enti religiosi, a cui sono stati deliberati 1,9 milioni di euro. Una parte rilevante delle attività è legata al Bando, strumento attraverso il quale diversi soggetti pubblici e privati possono beneficiare di contributi per idee progettuali nei settori di intervento della Fondazione. Nel 2015 al Bando è stato destinato il 15,2% dei fondi, per un totale di poco inferiore ai 2,5 milioni di euro a copertura di 186 progetti sui 311 risultati ammissibili. Per i “progetti propri della Fondazione” l’importo deliberato è invece pari a 2,4 milioni. Si tratta prevalentemente di iniziative come eventi e mostre o l’acquisto di opere d’arte che vanno ad incrementare il patrimonio artistico dell’Ente.
Interventi rilevanti Tra i 318 interventi, la conferma al sostegno alla realizzazione della Collana “Catalogo Regionale dei Beni Culturali dell’Umbria”, un progetto che fino ad oggi ha portato alla realizzazione di 78 volumi dove sono catalogati i beni custoditi nei musei e il patrimonio culturale umbro. Nel settore della Salute Pubblica particolarmente significativi sono stati i finanziamenti destinati all’Azienda ospedaliera di Perugia per l’acquisto di apparecchiature all’avanguardia per la diagnosi e la cura delle patologie. Sul fronte della ricerca scientifica numerose le iniziative a sostegno dell’Università degli Studi di Perugia, alla quale sono stati attribuiti 1,5 milioni di euro.Significativo anche il contributo alla realizzazione degli empori della solidarietà in collaborazione con l’Archidiocesi di Perugia. Grazie alle risorse stanziate negli anni precedenti, il 2015 segna anche la conclusione di alcuni importanti progetti, come il restauro del Teatro Talia di Gualdo Tadino (inaugurato proprio in questi giorni), il rifacimento di Piazza Matteotti e di Piazza Fortebraccio a Perugia, e la riqualificazione dello Stadio Santa Giuliana quale impianto multifunzionale.
Prossimi progetti Altre attività sono in corso d’opera e si concluderanno a breve: il recupero e valorizzazione del Cinema Turreno; la realizzazione di un Centro Congressi e Auditorium presso il complesso monumentale di San Francesco al Prato; l’intervento di miglioramento e nuovo arredo urbano area scalette del Carmine; il restauro e recupero funzionale del Mercato coperto; la realizzazione di una nuova biblioteca presso gli Arconi di Piazza della Rupe; il restauro e la riqualificazione funzionale degli spazi della Rocca Paolina; la realizzazione del percorso pedonale delle mura etrusche ed illuminazione di parti significative delle stesse; il completamento del coro ligneo rinascimentale presso la Parrocchia di San Martino di Gubbio; il completamento dei lavori di restauro dell’Ex Convento degli Olivetani ad Isola Polvese al lago Trasimeno i cui spazi verranno utilizzati per la realizzazione di un “Centro per il cambiamento climatico e biodiversità in ambienti lacustri e aree umide”, che verrà gestito dall’ARPA.
