di Chiara Fabrizi
«La Firema non è un soggetto giuridico interdetto». Ergo: nulla escluderebbe la ripresa delle lavorazioni per Trenitalia, interrotte anche a seguito dell’operazione «Espresso» della procura di Firenze scattata ai primi di ottobre. A dare la mezza buona notizia sarebbe direttamente il Gip toscano. Tuttavia, lunedì sera a Spello nell’incontro organizzato da Rifondazione Comunista per discutere del futuro dello stabilimento spellano e, quindi, dei 43 lavoratori, la novità è stata accolta con modesto entusiasmo. Sì, perché per gli amministratori l’obiettivo vero è un altro: «L’acquisto dell’azienda da parte di un gruppo nazionale o, in alternativa, da imprenditori locali».
L’inchiesta «Espresso» e lo stop delle commesse Era l’alba del 4 ottobre quando l’inchiesta della procura di Firenze entrò nel vivo. Decine di perquisizioni, catture e operazioni degli uomini della Polizia in tutta Italia, Umbria compresa. Nel registro degli indagati finiscono 42 persone, tra cui tre umbri: il dirigente spellano Firema Giuseppe Feliziani e due dipendenti Trenitalia residenti a Foligno e attualmente sospesi dall’incarico. L’ipotesi degli inquirenti toscani fa riferimento a un consistente gruppo di dirigenti di società a partecipazione pubblica e imprenditori concorrenti, associati al fine di creare e gestire una vera e propria organizzazione il cui scopo principale consisterebbe nel falsare i procedimenti di aggiudicazione delle gare d’appalto di Trenitalia. Ecco perché la società italiana del trasporto sul ferro, parte lesa nella vicenda, ha optato per il blocco e la sospensione delle commesse in corso di lavorazione negli stabilimenti Firema, complicando ulteriormente la già dura vita delle officine di Spello.
Il Gip di Firenze: «Firema non è un soggetto giuridico interdetto» Ma oggi arriva la notizia che il Gip toscano avrebbe precisato che il gruppo Firema (con stabilimenti a Spello, Caserta, Milano e Tito) non sarebbe un soggetto giuridico interdetto. Dunque Trenitalia potrebbe, in linea di principio, dare il via libera per la prosecuzione delle lavorazioni. Un’ipotesi però nient’affatto scontata, specie perché Trenitalia con il presunto cartello di imprenditori ci ha rimesso non pochi milioni di euro. Niente esclude, insomma, che nonostante la precisazione del giudice la spa italiana del trasporto su ferro resti ferma nella propria posizione: blocco commesse.
Firema all’Ansaldo Breda (Finmeccanica)? Difficile Ma per un po’ tutti gli attori della delicata partita della Firema, al di là dello stop della lavorazioni imposte da Trenitalia, il problema vero resta un altro: l’acquisizione del gruppo. Sì, perché da quando nell’agosto 2010 è stato decretato il commissariamento straordinario della Firema spa e nominato commissario Ernesto Stajano, i giganti della costruzione di rotabili per il trasporto ferroviario hanno preso a discutere di un possibile acquisto della Firema per mano dell’Ansaldo Breda, principale player italiano del settore e controllato da Finmeccanica. Ma a mettere un freno all’operazione e, per il momento, a farla sfumare ci hanno pensato le perdite a sei zeri dell’aspirante acquirente. Insomma, la manovra che fino a qualche mese fa sembrava prossima ad essere compiuta adesso è appare lontana, lontanissima.
Da Spello: «L’obiettivo vero è l’acquisto del gruppo» A rilanciare con energia la necessità di un’operazione d’acquisto, dopo venti mesi di commissariamento straordinario, sono le istituzioni spellane, il circolo locale di Rifondazione Comunista e gli operai delle officine umbre. Un incontro quello di lunedì sera estremamente partecipato, segno di come le difficoltà dell’aziende siano fortemente percepite da una comunità locale. «La notizia del Gip è solo però una boccata di ossigeno – afferma l’amministrazione comunale – l’obiettivo vero è l’acquisto dell’azienda o da parte di un gruppo nazionale o in alternativa da imprenditori locali che sembrano manifestare interesse. Chiaramente, insieme alle forze politiche e sindacali, alla Regione ed al Governo, non possiamo tirarci fuori da questa crisi aziendale. Vigileremo affinché non si perda nessuna occasione per la ripresa produttiva dello stabilimento, consapevoli che solo insieme si può raggiungere l’obiettivo di una auspicata ripresa economica e lavorativa nel nostro tessuto produttivo. Non possiamo e non dobbiamo permettere a nessuno di speculare sulla situazione drammatica di tanti lavoratori, soprattutto donne, che vivono il dramma di non avere un futuro certo».

