Lunedì mattina la spiacevole sorpresa delle ferie forzate di rientro dallo sciopero, nel conto ancora niente stipendi. Così i lavoratori ex Novelli, in particolare gli impiegati del sito di Terni, vivono momenti tesi, tra rassegnazione e speranze. Almeno per il momento hanno evitato di rivolgersi alla procura come annunciato sull’onda di un nervosismo implacabile e ad oggi non è detto che saranno i sindacati a presentare atti di diffida o esposti nei confronti dell’azienda perché intanto dalla Regione, in accordo col ministero, arriva l’ennesima richiesta di mediare fino al raggiungimento dell’agognata intesa con i Greco.
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Fabio Paparelli «La situazione della vertenza Alimentitaliani e con riferimento all’Umbria, nello specifico le vicende legate alla sede di Terni, dopo molte settimane di incontri e verifiche rischia ad oggi di determinare situazioni che possono pregiudicare soluzioni utili all’azienda ed ai lavoratori». Così si è espresso il vicepresidente della Regione Umbria con delega allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli. Riteniamo che in questa condizione – ha detto – sia imprescindibile per le prospettive di sviluppo il raggiungimento di un’intesa che consenta di salvaguardare l’occupazione e la competitività dell’azienda sterilizzando le tensioni di queste settimane». Della possibilità di tornare al tavolo ha parlato anche il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, tornato tra i lavoratori. «In tal senso – conclude Paparello – la Regione d’intesa con il ministero dello Sviluppo Economico, chiede alle organizzazioni sindacali ed all’azienda un atto di responsabilità, e di rendersi disponibili, in tempi strettissimi, a raggiungere un accordo sulla base di quanto definito nel corso dei numerosi precedenti incontri».
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Ex Novelli Soluzioni che vertono su massimo sfruttamento degli ammortizzatori sociali disponibili e i potenziali incentivi all’esodo. Il nodo resta infatti legato agli esuberi, un’ottantina in tutto il Gruppo, 33 nella sede di Terni (pari a circa il 50% della forza lavoro totale). Quanto all’appello lanciato dal vicepresidente della Regione e dal Mise, difficile credere che i sindacati si tirerebbero indietro; quanto alla famiglia Greco di Cosenza invece nulla è scontato: nessuno si aspettava che lunedì chiudessero la porta in faccia alle maestranze, disponendo ferie forzate, per tutti ‘i manifestanti’ almeno fino alla metà di maggio (per qualcuno poco prima), anche per chi di fatto non ne ha.
