Un presidio dei lavoratori ex Merloni a Colle di Nocera

di D.B.

Gli oltre 1.400 operai di Umbria e Marche della ex Antonio Merloni non riassunti dalla J&P di Giovanni Porcarelli possono tirare un piccolo sospiro di sollievo: la cassa integrazione in deroga, in scadenza tra pochissimi giorni, è stata rinnovata per altri 5 mesi. La decisione è frutto dell’accordo firmato giovedì mattina al ministero del Lavoro con i sindacati. Mercoledì invece era stato dato il via libera al decreto con il quale è stata autorizzata la cassa integrazione straordinaria per i 700 operai della J&P, mentre ora tutta l’attenzione è rivolta alla ricerca di una soluzione dopo la sentenza del tribunale di Ancona che, nei giorni scorsi, ha confermato l’annullamento della vendita della ex Merloni alla J&P.

LA SENTENZA: AZIENDA ‘SVENDUTA’

Soluzione Mercoledì dopo l’incontro con il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi, il presidente delle Marche Gian Mario Spacca ha spiegato che il responsabile del dicastero ha preso atto della necessità di una «soluzione giuridica efficace e veloce». Spacca ha sollecitato «la definizione urgentissima di una soluzione giuridica efficace e veloce per risolvere una crisi industriale gravissima, che rischia di sconvolgere i territori coinvolti. Il ministro Guidi – ha detto Spacca – ha condiviso la priorità della vicenda e il Mise, insieme ai Commissari, sono già al lavoro in questa direzione».

Buona notizia «È una buona notizia – commenta a proposito della proroga della Cig il deputato pd Giampiero Giulietti – anche se di certo non costituisce la soluzione definitiva del problema. La proroga degli ammortizzatori sociali consentirà ai lavoratori di tirare un piccolo sospiro di sollievo, ma dobbiamo continuare a lavorare, tutti insieme, per giungere quanto prima ad una conclusione positiva della vicenda, che garantisca occupazione e stabilità agli operai di Umbria e Marche e alle loro famiglie e che consenta ad un’azienda una volta leader nel settore degli elettrodomestici, di tornare ad essere protagonista dell’economia regionale e nazionale».

Scatto di reni «Bene la proroga – dicono poi Andrea Cocco della Fim Cisl Marche e Adolfo Pierotti della Fim Cisl Umbria – ma è nostra intenzione non continuare con la ‘fabbrica’ della cassa integrazione. Certo è che gli scenari sono ancora indefiniti e questi cinque mesi ci permetteranno di affrontare le opportunità che ancora potremmo avere a disposizione. I lavoratori sia dentro che fuori la J&P devono avere le stesse garanzie. Da soli non ce la facciamo, dopo la sentenza della Corte d’appello che ha confermato l’annullamento della vendita alla J&P e con un Accordo di programma che rischia di rimanere sulla carta abbiamo bisogno di uno scatto da parte di tutti, dalle istituzioni nazionali a quelle regionali».

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