La conferenza stampa

di Daniele Bovi

«Servono interventi concreti perché la luce si sta per spegnere, e a quel punto non ci sarà più niente da fare». Scorre inesorabile il tempo lungo la fascia appenninica tra Umbria e Marche, dove da ormai 8 anni si trascina quelle che è una delle più importanti vertenze italiane, quella della ex Merloni. A riaccendere nuovamente le luci su quello che sta succedendo è stata, martedì pomeriggio con una conferenza stampa nella sede del consiglio regionale, alla quale hanno partecipato una cinquantina di lavoratori, la Cgil dell’Umbria. Al tavolo Filippo Ciavaglia, segretario provinciale della Cgil di Perugia, Maurizio Maurizi della Fiom Cgil di Perugia e Luciano Recchioni della Rsu aziendale. La conferenza stampa è il primo punto di una «scaletta di interventi» pensata dal sindacato per tenere alta l’attenzione: alla presidente del consiglio regionale Donatella Porzi è stata chiesta la disponibilità a un incontro urgente con il consiglio regionale e agli altri sindacati di proseguire tutti insieme il percorso. Alla conferenza stampa infatti avrebbero dovuto partecipare anche i rappresentanti di Cisl e Uil, ma così non è stato.

Punto di non ritorno «La vertenza – ha detto Maurizi – deve essere del territorio appenninico e di tutta l’Umbria». Il punto di non ritorno è fissato al 31 dicembre, quando scadrà la cassa integrazione per i circa 700 dipendenti reimpiegati dalla JP di Giovanni Porcarelli, con la quale però sempre in quella data scadranno gli accordi sul piano industriale siglati 4 anni fa. «E se esce Porcarelli – dice Recchioni – è finita». Entro i primi giorni di dicembre si esprimerà anche la Cassazione riguardo alla vendita della ex Merloni alla JP: nei primi due gradi di giudizio il pool di banche creditrici, che hanno presentato ricorso contro la vendita, si sono viste dare ragione dal Tribunale di Ancona, e riguardo al verdetto della Cassazione sindacati e lavoratori non credono in un ribaltamento dei primi due gradi di giudizio. «Nel frattempo – dice la Cgil – si dovrebbe raggiungere un accordo tra Porcarelli e le banche ma al momento non abbiamo notizie».

Soluzioni concrete I sindacati chiedono anche che vengano costruite soluzioni concrete per gli ex lavoratori Merloni (quelli rimasti fuori dalla produzione), che stanno esaurendo la mobilità (i primi 100 sono usciti il 12 ottobre) e andranno man mano ad ingrossare le già numerose fila dei disoccupati umbri. Nelle scorse ore Umbria e Marche hanno annunciato che si sta lavorando alla rimodulazione dell’accordo di programma, giudicato da Ciavaglia «fondamentale», con i suoi 35 milioni di euro disponibili, ma ancora inutilizzati, «anche attraverso una sua estensione geografica, coinvolgendo imprenditori e aziende che abbiano davvero la possibilità e l’intenzione di creare nuova occupazione. Insomma tutto quanto necessario per poter dare risposte vere alle persone rimaste senza lavoro».

Unità Per fare tutto ciò però la Cgil chiede unità alle altre sigle: «Siamo convinti – ha detto Maurizi – che la ‘Vertenza Umbria’ non possa che partire da qui, dalla fascia appenninica e dai lavoratori ex Merloni, ma per poter avere qualche speranza di successo sarà fondamentale mantenere una totale unità di azione in primo luogo tra organizzazioni sindacali. C’è ancora spazio per risolvere questa lunga vertenza». «È importante che in questa fase ormai finale della nostra vertenza i lavoratori e le organizzazioni sindacali tornino a far sentire con forza la propria voce – ha detto in chiusura Recchioni – perché non si tratta solo di una delle crisi numericamente più gravi di tutto il Centroitalia, ma anche e soprattutto della nostra dignità, come lavoratori e come persone».

La mozione Alla conferenza stampa era presente anche il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, che mercoledì presenterà una mozione urgente «per far sì che anche il nuovo consiglio regionale possa occuparsi con forza della vicenda». Smacchi ha assicurato che l’impegno della Regione c’è e che «vista la gravità della situazione ritengo importante che l’assemblea legislativa si occupi immediatamente e con forza della vertenza, al fine di ridare dignità e futuro ad un territorio che non può essere considerato di serie b».

Twitter @DanieleBovi

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