di Ivano Porfiri e Daniele Bovi
Per 50 dipendenti di Casse di risparmio dell’Umbria, la nuova banca regionale del gruppo Intesa creata in seguito alla fusione delle quattro Casse locali (Città di Castello, Spoleto, Foligno, Terni-Narni), ci sarà un pacco sorpresa sotto l’albero firmato Sanpaolo. Il problema però è capire cosa ci sarà dentro. E’ stato infatti un incontro «interlocutorio» quello andato in scena lunedì pomeriggio a Milano tra i sindacati e Intesa con al centro del tavolo i 55 esuberi annunciati a sorpresa nei giorni scorsi nelle quattro direzioni delle ex Casse. Esuberi che, come spiegato lunedì, sono diventati 50 (per cinque dipendenti infatti si apriranno le porte del fondo di solidarietà).
Interlocutorio Dopo due ore di discussione senza che siano state prospettate soluzioni concrete, un nuovo incontro è stato fissato per il 19 e 20 dicembre. In quella sede ci saranno novità: «La procedura avviata – spiega a Umbria24 il segretario della Fiba Cisl Umbria Sauro Piccioni – scade il 29 dicembre e usualmente le chiusure di questi accordi si fanno negli ultimi giorni». «Alla fine – continua – si potrebbero trovare soluzioni senza grandi traumi: anche se non c’è un atteggiamento di chiusura totale, restiamo ugualmente preoccupati». Dei 50 dipendenti interessati, quasi 20 sono quadri e dirigenti di terzo e quarto livello , 10-12 di primo e secondo e una ventina sono impiegati: «Tutti individuati in direzioni – continua Piccioni – già ampiamente spolpate».
Appello alla Regione Il sindacato torna poi a criticare e a sollecitare le fondazioni regionali e palazzo Donini. Fondazioni accusate di disattenzione e che ora «non hanno più voce in capitolo: hanno ceduto le quote ma avrebbero dovuto mettere paletti prima di farlo, ad esempio sui livelli occupazionali, sui servizi di outsourcing, sui dimensionamenti e sulle professionalità». Nessuna risposta poi, al momento, è arrivata dalla Regione alla quale è stato chiesto un incontro: «Lo abbiamo sollecitato alla Marini – dice Piccioni – alle fondazioni e ai presidenti delle Casse, ma nessuno ci ha ancora chiamato. Le forze politiche se ne fregano e dalla Regione permane un assordante silenzio. Come sindacati siamo sempre rimasti soli». Prossimamente, comunque prima del 19 dicembre, verrà fatta una conferenza stampa in cui si tornerà a chiedere un incontro e nel frattempo non si esclude anche un contatto con i livelli apicali di Intesa da parte delle segreterie nazionali dei sindacati.
Non paghino i lavoratori «Speriamo in questa banca, la sosteniamo – aggiunge Piccioni – ma vogliamo che le cose siano fatte bene, che non paghino sempre i lavoratori e il territorio. Vogliamo che ci coinvolgano, cosa che finora non hanno mai fatto. Speriamo in una soluzione senza contraccolpi anche perché se da una parte abbiamo colleghi che sono già stati designati, altri stanno vivendo sulla graticola». Sul fronte istituzionale, dopo il sindaco di Foligno interviene anche quello di Spoleto che in merito agli esuberi, in una nota, parla di «fatto preoccupante» e, in sintonia con Mismetti, chiede il coinvolgimento della Regione per «un incontro chiarificatore e definitivo con i vertici dell’azienda». «In un periodo di terribile incertezza economica e lavorativa – conclude -, una nuova realtà finanziaria come le Casse di risparmio dell’Umbria deve rimanere anche un punto di riferimento occupazionale per il territorio».

