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23 novembre 2012 Ultimo aggiornamento alle 19:39

Casse dell’Umbria, lunedì il via ufficiale. Nelle stesse ore sindacati da Intesa sui 55 esuberi

Demansionamento, meno soldi in busta paga e trasferimenti obbligatori senza consenso, tutte le sigle sindacali si appellano a Regione e Fondazioni: «Adesso intervengano»

Casse dell’Umbria, lunedì il via ufficiale. Nelle stesse ore sindacati da Intesa sui 55 esuberi
Lunedì nuovo summit tra Intesa e i sindacati

Lunedì nuovo summit tra Intesa e i sindacati

di Daniele Bovi

Da una parte, lunedì, l’avvio ufficiale delle Casse di risparmio dell’Umbria, la nuova banca unica regionale del gruppo Intesa frutto della fusione tra le quattro Casse locali (Castello, Foligno, Spoleto, Terni/Narni); dall’altra, lo stesso giorno, i sindacati che incontreranno nuovamente a Milano il management di Intesa San Paolo. Sul tavolo un pacchetto di proposte che, come spiegano compatte le sigle sindacali, «non passerà mai». Un pacchetto con dentro 55 esuberi nelle quattro direzioni locali delle «vecchie» Casse arrivato come una doccia gelata, con una lettera da Milano, il 9 novembre scorso. Poi, il 16, un primo incontro tra Intesa e i sindacati che non fa tornare il sereno.

Demansionamento «Senza tenere in considerazione – dicono i sindacati – l’accordo del 19 ottobre appena firmato», Intesa spiega di voler affrontare il problema degli esuberi con il «demansionamento». In pratica l’alternativa alle «tensioni occupazionali», ovvero alla mobilità e ai licenziamenti, è passare a ricoprire una mansione di più basso livello ma «con una eventuale correlativa riduzione di retribuzione e trasferimenti obbligatori senza consenso e ancora – proseguono i sindacati – senza il pagamento del relativo disagio». Ad essere interessati sono 12 lavoratori nella Direzione di Città di Castello, 14 a Spoleto, altrettanti a Terni e 15 a Foligno. I sindacati così aspettano di vedere lunedì le carte in tavola prima di prendere una decisione su come proseguire la lotta dopo la «provocatoria proposta avanzata nel corso del primo confronto».

Appello alle istituzioni Da ultimo tutte le sigle sindacali chiedono un intervento alle istituzioni locali e non solo: «Agli organi apicali delle Fondazioni – scrivono – alla governatrice della Regione, ai sindaci delle città coinvolte e ai vertici delle associazioni di categoria» chiedono di intervenire «affinché Intesa San Paolo mantenga gli impegni con loro assunti e da loro più volte ribaditi in tema di tenuta dei livelli occupazionali, difesa della professionalità dei lavoratori delle Casse e tutela del tessuto economico regionale».

I sospetti di Ronconi «Si conferma – commenta il consigliere provinciale dell’Udc Maurizio Ronconi – che l’operazione è solo aziendale e con benefici al territorio ancora tutti da individuare. C’è il sospetto, avanzato più volte dal sottoscritto, che la fusione delle Casse di Risparmio dell’Umbria in una sola banca per altro controllata da altro istituto nazionale, mantiene dei contorni non definiti e che riguardano le prospettive occupazionali, quelle del accesso al credito e allo sviluppo. C’è da sperare che le Istituzioni umbre, a partire dalla Regione, che tanto si sono rallegrate per questa operazione bancaria, assumano finalmente una posizione intransigente e per iniziare a difesa dei livelli occupazionali».

I numeri della banca Lunedì intanto, come detto, partirà l’avventura della nuova banca che avrà la sede legale a Terni, dove verranno localizzate le attività istituzionali della banca, mentre quella operativa con gli uffici commerciali, del credito e del personale, sarà a Spoleto. Oltre 130 gli sportelli, una quota di mercato del 22 per cento tra impieghi e depositi, 192 mila clienti e circa 900 dipendenti. Al vertice, come direttore generale, ci sarà Vanni Bovi: 54 anni, lombardo e una carriera all’interno di Intesa. «Sarà la banca più importante nella regione – spiega un comunicato del gruppo – che avrà masse intermediate per complessivi 8,3 miliardi, di cui 5 miliardi saranno le attività finanziarie della clientela gestite e 3,3 miliardi i finanziamenti in corso ad imprese e famiglie».

©Riproduzione riservata

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