La sede di Terni della Eskigel

Le organizzazioni sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil continuano ad esprimere forte preoccupazione per la scelta che la R&R Eskigel vuole adottare, ossia quella di reclutare circa 400 addetti stagionali attraverso un’agenzia interinale, a discapito degli addetti storici dell’azienda alimentare. Giovedì i rappresentanti sindacali si sono seduti al tavolo della trattativa con il capo del personale della multinazionale, il quale avrebbe loro confermato il modus operandi preannunciato.

Eskigel di Terni «Scelte unilaterali non condivisibili – tuonano le organizzazioni sindacali – siamo di fronte a una totale denaturazione degli aspetti contrattuali. La situazione – proseguono – si fa ancor più grave con il mancato rinnovo del contratto  nazionale industria alimentare, dove la controparte di Confindustria federalimentare si arrocca, su ‘no’ ideologici. Il tema della ‘flessibilità’ non può essere liquidato solo con il ricorso a norme di legge, che destrutturano i rapporti di lavoro e impoveriscono lavoratrici e lavoratori».

Reclutamento per 400 addetti con agenzia interinale «In questo contesto – precisano i sindacati – la multinazionale è vero che si muove a norma di legge, ma è altresì vero che parliamo di persone e non di numeri, di prospettive future, di un territorio e delle rispettive ricadute sociali e occupazionali. Stiamo assistendo – riflettono Cgil, Cisl e Uil – ad una violenta trasformazione del mondo del lavoro per la quale il posto fisso è un miraggio, mettere su famiglia un optional per pochi, la pensione un’utopia e le conseguenze sociali sempre più evidenti».

Sindacati: «Intervengano le istituzioni» E poi l’appello: «Alle forze politiche – scrivono ancora i sindacati – chiediamo di intervenire nei Palazzi che contano e dove si fanno le leggi a discapito dei lavoratori, perché il tema vero è ‘che mondo lasciamo alle generazioni future? Alla R&R Eskigel ricordiamo di intavolare quanto prima un incontro con l’amministratore delegato per entrare nel merito del piano industriale e soprattutto rammentiamo che fare businness, non vuol dire precarizzare e impoverire le persone e quindi un territorio, il profitto si può ottenere solo con la partecipazione delle persone che con la loro professionalità e produttività sono parte attiva della realizzazione finale degli utili».

 

 

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