Gianluigi Angelantoni

di Iv. Por.

Le energie rinnovabili sono il futuro non solo per l’Umbria ma le imprese che investono vanno favorite dal punto di vista normativo e de quello delle risorse. E’ il binomio pubblico-privato il modello vincente per la green economy, secondo quanto emerso nella giornata di studio sulle «Energie rinnovabili» lunedì alla scuola di amministrazione pubblica Villa Umbra, a Perugia, cui è intervenuto telefonicamente il ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

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L’esempio Pietrafitta L’esempio virtuoso alla base della giornata è il progetto messo in atto da Valnestore sviluppo srl e Angelantoni Industrie nella ex centrale di Pietrafitta, dove sta sorgendo il principale polo delle rinnovabili della regione. «Il parco fotovoltaico – ha esordito l’assessore provinciale Ornella Bellini – se non ci fosse stato il know-how e le sinergie necessarie non si sarebbe realizzato. Se non si attiva leva del partenariato pubblico-privato, quindi, non si va da nessuna parte».

Pubblico-privato Secondo Bellini «il pubblico ha enormi possibilità di investimento (come il suo grande patrimonio immobiliare dove impiantare fonti rinnovabili) ma è stretto tra i vincoli feroci del patto di stabilità e perciò da solo non riesce a investire, quindi deve rivolgersi al privato, anche perché spesso il privato può anche attingere meglio del pubblico ai finanziamenti». Per attivare il binomio pubblico-privato, però, ci vogliono strumenti normativi (ce ne sono anche di innovativi del governo Monti come il contratto di disponibilità) e risorse».

Clini: far emergere potenzialità Una risposta, seppur parziale, l’ha data Clini, che all’ultimo minuto ha disertato l’appuntamento intervenendo via telefono. «Nell’ambito del decreto sulla crescita – ha detto Clini – abbiamo inserito misure che speriamo siano usate dalle imprese per creare nuova occupazione, soprattutto giovanile, ci sono ancora molte potenzialità che vanno fatte emergere nell’economia italiana». Il ministro ha riconosciuto come «l’Umbria è una delle regioni con maggiore attenzione verso la green economy. Io – ha aggiunto – sono molto impegnato sia nel lavoro di razionalizzazione della spesa che in quello per la crescita nel riorientare risorse per la creazione di valore aggiunto per le imprese, lo sviluppo delle nuove tecnologie, per la tutela delle risorse idriche, per l’uso efficiente del suolo». Secondo il ministro, inoltre, «l’economia innovativa è ancora poco rappresentata a livello italiano e internazionale, è mio impegno far emergere questa parte di economia che fa ricerca e innovazione che va dunque sostenuta sotto due profili: dal punto di vista normativo e da quello della rappresentanza».

Rometti: ci vuole chiarezza Al ministro ha replicato l’assessore regionale alla Green economy, Silvano Rometti. «Clini è molto sensibile, ma se fosse qui gli ribadirei la necessità di chiarezza: mentre il suo ministero si adopera per facilitare la continuità di investimenti, dall’altra parte quello dell Sviluppo economico impone tetti di spesa su incentivi: bisogna spingere tutti dalla stessa parte». Rometti ha rimarcato come «l’Umbria nella green economy si attesti al doppio della media nazionale e sia la terza regione per sviluppo delle rinnovabili: la giunta regionale ha fatto un investimento strategico nel settore, anche se c’è ancora molto da fare».

Direzione strategica L’assessore ha ricordato come siano due direzioni scelte: creare una cornice di norme per il rilascio delle autorizzazioni. Regole chiare, dunque. L’altra direzione è invece l’utilizzo delle risorse, quelle dell’asse energia, mettendole a disposizione di progetti che vadano verso lo sviluppo. Dobbiamo essere determinati – ha concluso – anche perché la green economy in Italia cresce del 10%, mentre l’economia in generale decresce dello 0,4-0,5%: è l’attestazione che la direzione che abbiamo preso tra i primi sia quella giusta».

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