Lavoratori davanti alla prefettura (foto Colonna)

di C.F.

Si aprirà formalmente giovedì in Confindustria, il confronto sulla procedura per il licenziamento collettivo della settantina di lavoratori ex Sgl Carbon riassunti progressivamente nell’ultimo anno da Elettrocarbonium, la creatura dell’amministratore delegato Michele Monachino che avrebbe dovuto rilanciare la produzione di elettrodi a Narni, ma che invece è tragicamente naufragata a causa di criticità finanziarie e carenza di commesse, a meno di un anno dal suono della sirena.

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Summit in Confindustria per Elettro L’appuntamento nella sede di Terni dell’associazione datoriale è programmata per il 7 aprile, e non il 6 come era stato inizialmente proposto dalle sigle e riportato. Tuttavia il licenziamento collettivo, richiesto dalle stesse organizzazioni sindacali per permettere ai lavoratori di beneficiare degli ammortizzatori sociali del caso, ossia la mobilità residua ai lavoratori che ancora ne dispongono e ai restanti la Naspi introdotta dal governo Renzi, sarà firmato soltanto se da qui a giovedì Elettrocarbonium avrà versato nei conti correnti degli operai e del personale amministrativo la mensilità di febbraio, ma anche le spettanze contributive, previdenziali e sanitarie.

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Attesa per tavolo al Mise Contestualmente, come riportato nei giorni scorsi, resta lo sciopero e il blocco della portineria che da settimane sta bloccando l’accesso in fabbrica ai vertici di Elettrocarbonium che vorrebbero recuperare materie prime e prodotti finiti. Nessuna novità, invece, dal ministero dello Sviluppo economico né dalla Regione per la convocazione di un nuovo tavolo che servirà a gettare le basi del percorso utile alla verifica di eventuali interessamenti industriali per gli stabilimenti e gli impianti di via del Lavoro, di cui è proprietaria Sgl Carbon.

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