di Ivano Porfiri

«Possiamo finalmente dire che l’Umbria avrà accesso al mare». Anzi a due mari. La presidente della Regione, Catiuscia Marini, usa l’immagine più suggestiva per presentare la costituzione di una società pubblica di progetto per la realizzazione della E78 Fano-Grosseto. Presenti a Perugia anche i colleghi delle Marche, Gian Mario Spacca, e della Toscana, Enrico Rossi.

I numeri Duecentosettanta chilometri di tracciato (111 dei quali già in esercizio ed altri 16 in fase di ultimazione), per un importo complessivo di circa 3 miliardi di euro. La nuova E78, già prevista tra le opere che potranno partecipare al bando europeo del prossimo mese di marzo per l’assegnazione di risorse comunitarie destinate alla realizzazione del corridoio di comunicazione europeo “TEN-T”, è stata anche già inserita tra le grandi opere prioritarie che potranno godere di benefici fiscali statali.

Il lavoro congiunto «Questa nuova infrastruttura di grande comunicazione – ha detto Catiuscia Marini – attraverserà l’Umbria solo nei comuni di San Giustino, Citerna e Città di Castello, ma riveste una importanza strategica e fondamentale non solo per noi, perché ci permetterà un’interconnessione con la E45 e con le principali direttrici Tirrena e Adriatica. Le Regioni hanno svolto un positivo e comune lavoro in sede di Comitato delle Regioni d’Europa, appunto per inserire la E78 tra quelle previste nel progetto TEN-T. Di essa beneficerà innanzitutto il sistema economico delle imprese e colmerà una della storiche criticità dell’Umbria, quella delle infrastrutture stradali, soprattutto quelle trasversali. La Fano-Grosseto, infatti, metterà in collegamento i due corridoi nazionali, Tirreno ed Adriatico, collegando ben quattro porti e si innesterà con la E45. Con ciò finalmente l’Umbria potrà avere una dotazione di infrastrutture di comunicazione moderna ed efficiente».

Modi e tempi Spacca ha rimarcato come la E78 «sarà la prima opera in Italia realizzata a totale carico del soggetto privato che si assegnerà la sua realizzazione». Il meccanismo sarà quello del «contratto di disponibilità»: il privato, che verrà individuato al termine di un percorso scandito in primis dall’approvazione dell’accordo tra le Regioni (entro marzo passaggi in giunte e consigli), si occuperà del completamento e della manutenzione dell’opera, con un canone successivo a carico del pubblico per 45 anni (i territori contribuiranno per il 20%). La tempistica prevede la presentazione del progetto entro il 2015 da parte della società pubblica appena costituita e quindi una tempistica di completamento dell’opera in 7 anni.

Il pedaggiamento La strada sarà a pedaggio ma senza caselli. Verrà utilizzato il cosiddetto pedaggio a «free flow» con dei lettori ottici delle targhe e l’invio a casa degli automobilisti degli importi. «Questo sistema – ha detto Spacca – ci permetterà di diversificare i costi, ad esempio, per i pendolari, per gli autotrasportatori. E, voglio sottolinearlo, non ci saranno caselli: gli innesti saranno esattamente gli stessi svincoli alla superstrada che ci sono oggi»

Firenze-Ancona in due ore Rossi ha infine rimarcato come «la realizzazione della strada dei “Due Mari”, di cui si parla ormai da oltre cinquant’anni, compie un passo in avanti serio e concreto. La scelta delle tre Regioni di costituire una società pubblica di progetto rappresenta una svolta decisiva nella storia della realizzazione di quest’opera. Questa volta le istituzioni fanno sul serio – ha aggiunto – per poter corrispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini delle tre regioni, ma anche di quelli italiani e di tutta Europa. Una volta realizzata l’opera si potrà andare da Firenze ad Ancora, via Arezzo, in due ore, oggi ce ne vogliono tre passando da Bologna».

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