Continua a soffrire il mondo del lavoro umbro. In quello che sembra ormai un quotidiano bollettino di guerra, oggi tocca al Distretto turistico integrato di Terni e all’Istituto zooprofilattico umbro-marchigiano, con sede a Perugia.
Ditt a rischio E’ a rischio chiusura il Distretto turistico integrato di Terni (Ditt). A lanciare l’allarme è il capogruppo di Rifondazione comunista in consiglio regionale, Damiano Stufara. Secondo Stufara sarebbe un «errore strategico» la liquidazione di una «positiva esperienza di coordinamento territoriale pubblico-privato delle attività turistiche, con seri rischi di ricadute negative per un settore già in sofferenza per la crisi economica e per i tagli operati dal governo». «Esprimo forti dubbi e preoccupazioni nell’apprendere la notizia del rischio di chiusura del Distretto turistico integrato di Terni (Ditt) – sostiene Stufara -. Non si può liquidare uno dei pochi enti nel settore turistico che opera da anni con successo, perdendo con esso le esperienze e le professionalità acquisite in anni di sperimentazioni e di rapporti con gli operatori del settore». Stufara ricorda che il turismo è da sempre «un asse strategico regionale di sviluppo sostenibile dei territori». «L’opera del Ditt, anche in questo, è stata positiva – spiega l’esponente di Rifondazione – riuscendo a portare a Terni e nella provincia parti consistenti di questi fondi, investendoli in strumenti innovativi e strategici per il settore turistico, in accordo e in sinergia con i privati. Liquidare un’esperienza positiva di coordinamento territoriale pubblico-privato – sottolinea Stufara – è un errore strategico, con seri rischi di ricadute negative per un settore già in sofferenza per la crisi economica e per i tagli operati dal governo». Stufara auspica, infine, che non venga dispersa «la professionalità acquisita da Claudio Torcolacci (amministratore del Ditt, ndr) che ha ben operato in questi anni”. E invita pertanto il Comune e la Provincia “a mettere in atto tutte le iniziative possibili per scongiurare l’ipotesi di liquidazione della società consortile».
Zooprofilattico in stato di agitazione All’Istituto zooprofilattico di Perugia, invece, l’assemblea dei dipendenti del comparto ha votato contro la proposta di accordo dell’azienda e ha proclamato lo stato di agitazione. L’ipotesi di accordo, in sintesi, destinava le risorse disponibili solo per una parte dei dipendenti. L’assemblea ha votato all’unanimità contro tale soluzione, proclamando al contempo lo stato di agitazione del personale. I lavoratori hanno dato mandato alla Rsu aziendale di proporre all’Azienda un accordo diverso nel quale, prima di tutto, siano comprese le risorse da integrare per l’anno 2010. Ma l’attenzione dei lavoratori dell’Istituto guarda anche oltre la vertenza contrattuale. Per questo, dall’assemblea è partita una formale richiesta di incontro con il Consiglio di amministrazione dell’Istituto – l’organo che di fatto controlla e dà l’indirizzo politico all’Ente – per fare chiarezza su quello che sarà, nel breve e medio termine, il futuro dell’Istituto stesso.
