di MA.T.
L’Umbria risulta essere la regione con il più alto incremento del ricorso della Cig nel periodo gennaio novembre 2012 rispetto al 2011: l’aumento è del 43,56%, contro una media nazionale dell’11,8%.
I dati sono stati diffusi dalla Cgil Umbria in occasione della conferenza stampa di fine anno e dicono che i lavoratori umbri coinvolti dalla Cig sono 27.087, dei quali 16.372 nella cassa in deroga. Mentre i lavoratori in cassa integrazione 0 ore sono 13543. «Dilagano – ha detto Mario Bravi, segretario regionale – le situazioni di mancato pagamento degli stipendi, con anche 5-6 mesi di arretrati non pagati».
Chiusura e protesta dei lavoratori. Il video
Per il settore metalmeccanico nella provincia di Perugia spicca la Merloni, con sede a Nocera Umbra, che presenta un quadro in cui la Cig straordinaria ha 350 lavoratori tra quelli entrati, tutti gli altri 6-700 a zero ore e in accordo di programma. Per quanto riguarda la Faber (Fossato Vico), cassa integrazione ordinaria, poi a ottobre straordinaria e quindi mobilità, con un esubero del 50% dei dipendenti (su 190, rioccupati 98). La Trafomec-EuroTrafo (Tavernelle-Fabro), quanto alla cassa integrazione in deroga, su 157 sono 105 le dichiarazioni di esubero. La partita si decide a fine 2012. Ims – Isotta Fraschini (Spoleto) con cassa integrazione ordinaria per circa 400 dipendenti. La situazione generale indica il mancato pagamento degli stipendi di settembre e ottobre, oltre al premio produzione di novembre e della tredicesima. L’azienda Giannelli Silencer (San Giustino) con 58 dipendenti presenta un quadro di 30 esuberi e Cigs fino a fine anno. Poi, Omc – Cfm – Omp (Perugia) con circa 100 lavoratori in cassa integrazione ordinaria; la Solfer – Termovana – Arietana (Umbertide) ha attivato la cassa integrazione ordinaria per 130 dipendenti; la Sacofgas – Fonderie 3M (Città Castello) con 120 lavoratori in cassa integrazione ordinaria; la Rigel (Gubbio) con 40 lavoratori in cassa integrazione ordinaria; il Gruppo Sintesi (Perugia) con cassa integrazione ordinaria per tutto il personale. Il sindacato esprime «preoccupazione molto seria» per il settore automotive, collegata anche ai fermi di Fiat, poichè «è probabile che nelle prossime settimane si accentui il problema cassa e mancanza lavoro».
La crisi della Merloni. Guarda le immagini
Ferdinando Novelli rassicura i lavoratori sugli stipendi. Il video
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Il settore metalmeccanico nella provincia di Terni presenta la crisi che coinvolge la AST-ThyssenKrupp per cui è avviato il processo di ricollocazione sul mercato, la Società delle Fucine, sulla strada dei contratti di solidarietà, la Faurecia che ha attivato la cassa integrazione ordinaria, la IlServ con tutti i contratti in scadenza al 31-12, fortemente interessata al progetto di fusione AST e il settore della meccanica e caldareria in cui ci sono varie situazioni di crisi, ristrutturazioni e ricorso agli ammortizzatori sociali.
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Crisi anche nel settore commercio, terziario e servizi in provincia di Perugia. Ecco il quadro. Modi & Moda (Perugia) ha annunciato la chiusura a gennaio ed è stata chiesta la cassa integrazione straordinaria, ma i lavoratori saranno senza reddito da gennaio. Il Caffè di Perugia (Perugia) che ha chiuso i battenti con 13 dipendenti in cassa integrazione in deroga. La Wonderful (Umbria), che ha chiuso tutti i negozi (tranne il punto vendita di Collestrada e il punto vendita a Foligno), con 200 lavoratori fuori. Soltanto per due punti vendita si prospetta una prosecuzione dell’attività con nuovi soggetti. Dati «allarmanti» per il settore concessionarie auto con una situazione «di largo ricorso allo strumento della cassa integrazione». Nel 2012 ha chiuso l’attività anche il Brico (Ellera di Corciano) ed Eldo (Perugia) che ha riaperto con una nuova proprietà.
I lavoratori Telecom. Le immagini della manifestazione
Non è molto differente la situazione del commercio e terziario nella provincia di Terni. La Wonderful ha chiuso 5 punti vendita con 25 lavoratori tra cassa integrazione e mobilità. La Unicoop Tirreno (Terni-Narni) ha chiuso il punto vendita a Narni e il centro amministrativo Terni, spedendo in mobilità 31 lavoratori. Poi la Cna (Terni) che ha aperto alla cassa integrazione in deroga, la Usi ex Multimediale di Terni con la cassa integrazione in deroga per 42 lavoratori, il Gruppo Centralmotor di Terni con i contratti di solidarietà e l’apertura alle procedure per la cassa integrazione straordinaria per circa 80 lavoratori coinvolti. E ancora il Gruppo Rossi Mercedes che ha aperto le procedure per la cassa integrazione straordinaria, la Società di servizi e appalti ha dato il via alle procedure di cassa integrazione, soprattutto per appalti pubblici, con ulteriori rischi legati agli effetti della spending review. La Cgil segnala un «abuso del ricorso al part time che determina una forte contrazione dei redditi dei lavoratori del settore».
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L’ edilizia nella provincia di Perugia registra un crollo di quasi il 50% degli addetti dal 2008, con 10 mila lavoratori in meno. Si passa dai 22mila del 2007 agli attuali 12mila, di cui molti ancora in cassa integrazione. «C’è sentore che prossimo anno si rischi una ulteriore caduta», spiega la Cgil. Anche negli impianti fissi, praticamente la quasi totalità delle aziende ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. Per citare le aziende principali: Grifo Cornici (Magione), con cassa integrazione in deroga in attesa del concordato per 40 lavoratori; Cementerie Barbetti (Gubbio), con cassa integrazione ordinaria e mobilità per 120 lavoratori coinvolti; Colacem (Gubbio), in mobilità 8 dipendenti; Fbm (Marsciano) con cassa integrazione ordinaria per 250 lavoraori; Fbm (Bevagna), con cassa integrazione straordinaria per 130 lavoratori; Manini (Bastia) con cassa integrazione ordinaria per circa 100 lavoratori e Pucciarini (Perugia) con cassa integrazione a zero ore per circa 40 dipendenti.
L’edilizia nella provincia di Terni conferma dati negativi: dai 4.600 dipendenti del 2009 si è scesi ai 2.100 di marzo 2012. Nello stesso periodo le imprese sono passate da 846 a circa 620. Con un quadro generale che indica l’azienda Pallotta (Terni) che ha ridotto il personale, la Fornace Salan (Terni) che è andata in fallimento e quindi ha dichiarato chiusura nel 2011, la Fbm (Terni), con cassa integrazione ordinaria a rotazione per 52 dipendenti, la Wiennerberger (Terni) con cassa integrazione straordinaria e procedura di mobilità e la Celi (Stroncone), con cassa integrazione in deroga.
Non è escluso dalla crisi il settore alimentare con le seguenti situazioni più rappresentative: l’azienda Cassetta (Arrone) che ha fatto ricorso alla mobilità per 10 dipendenti e 26 ripartiti con una nuova azienda cooperativa di lavoratori, la San Gemini Fruit (San Gemini), con cassa integrazione ordinaria per 24 lavoratori, la Euroservice (Castiglione del Lago) che è chiusa come anche la Spigadoro di Foligno e il Gruppo Novelli (Terni) dove è in corso il commissariamento e continua il ricorso alla cassa integrazione
Nel settore tessile e della chimica in provincia di Perugia le aziende maggiormente colpite sono la Sirap-Gema, (Perugia) con 50 lavoratori in Cigs, la Icr (Perugia) con 23 lavoratori in Cigs, la Mastro Raphael (Spoleto) con i suoi 55 dipendenti di cui 20 sono in Cigs, la Ingram, (S. Giustino) di 100 dipendenti con 60 in Cigs, la Tecnosistemi (Città di Castello) con 70 lavoratori in Cigs
Sul versante ternano c’è la Adica (Narni) con stipendi arretrati e crisi di mercato, la Meraklon Yarn e Meraklon Spa (Terni) con 230 lavoratori in Cig straordinaria per amministrazione straordinaria, la Drai Cost (Terni) che è in concordato preventivo e cig straordinaria per 25 lavoratori, la Basell (Terni) che è chiusa con ipotesi acquisizione da parte Novamont per nuovo progetto e con 70 lavoratori in mobilità, la Mmanifatture (Orvieto), con cassa integrazione ordinaria per 30 lavoratrici (l’azienda è ferma), la Grinta (Orvieto), azienda chiusa da tre anni con 65 lavoratrici in mobilità.
Lavoratori della Gesenu scioperano. Ecco gli effetti, guarda le immagini
Nel settore trasporti spicca la situazione di Umbria Mobilità, «in sofferenza per motivi di carattere economico-finanziario, legati in gran parte a mancanza di liquidità e costi di gestione squilibrati (crediti non riscossi e stretta del sistema creditizio): mancato pagamento della 14esima 2012 e prospettive preoccupanti anche a per i possibili ulteriori tagli del Governo», scrive il sindacato in una nota. Nell’autotrasporto c’è una situazione considerata «critica», legata al «calo delle commesse, elevati costi di gestione e stretta del sistema creditizio. Quasi il 50% delle aziende sindacalizzate fa cassa integrazione o contratti di solidarietà. In molte aziende c’è ritardo nel pagamento degli stipendi, fino a 6 mensilità arretrate. In provincia di Terni circa 10 aziende di autotrasporti applicano cassa integrazione ordinaria». Quanto alla logistica e movimentazione merci, Cgil registra che «dalle piccole alle grandi cooperative di facchinaggio e logistica c’è un utilizzo più o meno accentuato della cassa integrazione in deroga». Il settore degli appalti ferroviari (pulizia e servizi accessori per Trenitalia), negli ultimi anni si evidenziano continui cambi di aziende che non pagano ferie, ratei 13esima e 14esima.
I lavoratori di Umbria mobilità. Le immagini della protesta
Per quanto riguarda il settore della grafica e della cartotecnica, tenendo conto soltanto delle aziende con più di 25 dipendenti il quadro indica la Cartiera Ondulato Umbro (Narni) con 60 dipendenti, con cassa integrazione straordinaria per crisi; Cartiere di Trevi (Trevi), con 45 dipendenti e cassa integrazione straordinaria per crisi; Galeati Perugia Industrie Grafiche (Trevi), con 25 dipendenti e cassa integrazione straordinaria per crisi e la Nuova Panetto e Petrelli (Spoleto) di 35 dipendenti con cassa integrazione ordinaria e stipendi arretrati (dipendenti azienda 35)
Nel settore della cooperazione sociale ecco il quadro: la Borgo Servizi (Perugia), con 227 soci lavoratori, di cui 81 interessati dalla Cig in deroga; la Cooperativa Polis (Perugia), con oltre 100 lavoratori e la cassa integrazione in deroga; la Cooperativa Il Cerchio (Spoleto) con una trentina di lavoratori e cassa integrazione in deroga. Sul versante ternano, la Coop Aidas (Terni), con 180 lavoratori, da gennaio non paga gli stipendi, 19 licenziamenti effettuati; la Coop Carli (Orvieto) 4 licenziamenti effettuati nei giorni scorsi, per riduzione ‘commesse’, qui la cassa integrazione è esaurita (i soci lavoratori sono 40). Le ore di cassa integrazione sul distretto di Terni dichiarate dalle centrali cooperative sono 180.000. Nell’orvietano-marscianese, in seguito all’alluvione del 13 novembre, circa 30 aziende, con oltre 300 dipendenti, hanno attivato le procedure di cassa integrazione in deroga.

E’ una ‘ carneficina ‘….
…è una ‘ carneficina ‘ ….