La protesta di questa mattina a Gualdo Tadino

Dopo la giornata di protesta di lunedì di fronte ai cancelli della fabbrica, gli operai della ex Antonio Merloni scelgono come obiettivo le banche. Martedì infatti un folto gruppo di lavoratori ha manifestato di fronte alla sede di Gualdo Tadino del Monte dei Paschi di Siena, uno degli istituti di credito che ha promosso il ricorso in tribunale contro la vendita dell’azienda umbro-marchigiana alla JP Industries di Giovanni Porcarelli. I lavoratori, insieme ai sindacati Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria e alle categorie Fiom, Fim e Uilm, hanno prima stracciato simbolicamente alcuni fac-simile di conti correnti e poi (oltre ad aver esposto una bandiera italiana con scritto «L’Italia è una Repubblica fondata sulle banche?») hanno inscenato uno ‘spogliarello’ di protesta, togliendosi le magliette da lavoro della JP e gettandole all’ingresso della banca. «Con questo gesto – hanno spiegato gli operai – vogliamo testimoniare la condizione in cui ci troviamo, spogliati del nostro futuro e della nostra speranza».

FOTOGALLERY – LA PROTESTA DI FRONTE AI CANCELLI
LA SENTENZA DI ANNULLAMENTO

L’ordine del giorno In parlamento invece martedì due deputati del Pd, l’umbro Giampiero Giulietti e il marchigiano Emanuele Lodolini, hanno depositato un’interrogazione per chiedere al governo Letta di attivare un tavolo istituzionale tra Regione Umbria, Regione Marche e rappresentanze dei lavoratori «al fine di individuare misure urgenti per scongiurare gli effetti della sentenza del Tribunale di Ancona». Sentenza che, come noto, ha annullato la vendita alla JP Industries. Annullamento che provoca la decadenza dell’iniziativa della JP, che avrebbe riassunto una parte significativa dei lavoratori della Ex Merloni (circa 700 persone) e, in prospettiva, anche la fine degli ammortizzatori sociali. Commissari e azienda hanno impugnato la sentenza ma intanto Giulietti e Lodolini danno il loro appoggio ai lavoratori e chiedono al governo un tavolo per «garantire il rispetto dell’accordo di programma e della continuità degli ammortizzatori sociali».

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