Al centro il presidente Umbro Bernardini

di Daniele Bovi e Ivano Porfiri

Giovedì mattina alle 10.30 a Palazzo Chigi le parti sociali si riuniranno insieme al Governo per quello che è uno dei passaggi cruciali di questi primi mesi dell’esecutivo Monti, la riforma del mercato del lavoro. In attesa di capire con più chiarezza le ipotesi sul tavolo e di ragionare su proposte precise il presidente di Confindustria Umbria, Umbro Bernardini, fa il punto con Umbria24 sulle ipotesi di riforma e sulla cosiddetta «regionalizzazione» dell’associazione.

Flessibilità da rivedere «E’ evidente – spiega Bernardini a margine dell’incontro in cui tutte le associazioni imprenditoriali dell’Umbria hanno presentato un piano per il rilancio della regione – che la posizione di tutte le associazioni non è univoca e che ci sono delle sfumature». Un punto però è chiaro: «La riforma del mercato del lavoro – continua – è assolutamente indispensabile. In Italia questo mercato è antiquato e va riformato nel senso di una modernizzazione che lo avvicini all’Europa». Al centro c’è la questione della flessibilità che, secondo Bernardini, va rivista «sia in entrata che in uscita».

Cig da salvare Sul piatto c’è anche una a quanto pare drastica revisione del meccanismo della cassa integrazione «che sebbene sia da rivedere – aggiunge Bernardini – non va assolutamente buttata perché ha dato risultati straordinari. Quello che abbiamo di fronte è un percorso lungo e difficile. Ci vorrà il coraggio di fare scelte e di tradurle in realtà in tempi rapidissimi».

Nuova Confindustria Scelte come quelle che dovranno portare, nelle intenzioni di Bernardini, ad una Confindustria che sia «un vero soggetto rappresentativo di tutta l’Umbria». Il superamento del «bipolarismo» Perugia-Terni per il leader degli imprenditori va attuato per diverse ragioni. «Innanzi tutto – afferma – in vista dell’abolizione dell’attuale assetto istituzionale basato sulle province, su cui il governo ha già avviato una riforma. Poi perché l’attuale situazione vede una polarizzazione sbilanciata tra Perugia, con un territorio molto più ampio e con più iscritti, e Terni». Perciò l’idea di Bernardini è quella di delineare un modello con una presidenza regionale, che abbia un costante e diretto contributo decisionale da parte dei territori (le attuali sezioni).

Riforma seria e coraggiosa «Si tratta solo di un’idea – precisa Bernardini – anche perché il progetto va costruito con il concorso di tutti, creando una squadra con elementi di tutti i territori». Sui tempi, il presidente ipotizza una bozza entro il terzo trimestre del 2012, per poi affrontare tutti i passaggi per la modifica dello statuto in seno agli organi collegiali. «Se facciamo una riforma deve essere seria e radicale – dice Bernardini – ma anche coraggiosa, in modo che sappia essere esempio anche per la politica, chiamata a scelte altrettanto coraggiose. Timori di un esautoramento per alcune realtà come Terni? No, anzi: il nuovo assetto può garantire tutti e aprire la possibilità di nuovi equilibri».

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