La proprietà ha deciso la chiusura del negozio di Corciano

Cassa integrazione in deroga fino al 31 dicembre con possibilità di proroga nel 2013. E’ questo il cuore dell’accordo raggiunto tra la Cgil e la proprietà del negozio «Brico Io» che nelle settimane scorse aveva annunciato la chiusura del punto vendita di Corciano con il conseguente licenziamento di otto persone. Per le sei lavoratrici, delle quali una in maternità, e i due lavoratori verrà quindi garantita la cassa in deoga fino alla fine dell’anno. Scaduti i termini sindacato e proprietà torneranno ad incontrarsi per capire la praticabilità dell’ipotesi di una proroga. «Quantomeno – commenta Marco Marcantonini della Filcams Cgil – siamo riusciti a far prevalere il buon senso e a garantire per tutto l’anno in corso un reddito a otto famiglie, in un momento che, come sappiamo, è critico per tutti. Dobbiamo riconoscere che alla fine anche l’azienda ha fatto un passo in avanti in termini di disponibilità e che, pur di fronte ad una dolorosa vicenda, le parti si sono date reciprocamente atto di aver gestito il tutto con responsabilità».

Situazione di mercato insostenibile Alla base della decisione di chiudere il punto vendita c’è, secondo quanto spiegato dall’azienda, una situazione di mercato insostenibile che ha portato ad un fatturato in calo del 65% rispetto al 2004. «La sofferta decisione in relazione a Corciano – osserva il Gruppo Potenti -, è venuta dopo almeno quattro anni di innumerevoli e infiniti tentativi di risollevare le sorti economiche di questo punto vendita, che fin dall’inizio ha dovuto affrontare una serie di problematiche, assolutamente indipendenti dalle scelte gestionali della proprietà, non ultime le continue variazioni alla viabilità che per converso hanno aggravato i costi in bilancio della struttura stessa e piu’ in generale determinato il depauperamento del compendio commerciale». «Rimane la grande amarezza – commenta Stefania Cardinali, segretaria generale della Filcams Cgil di Perugia –per l’ennesima chiusura di un negozio che offriva possibilità occupazionali al territorio, dando lavoro soprattutto a giovani donne un’altra ferita che si va ad aggiungere alle tante già aperte o che si stanno aprendo in queste settimane».

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